Alfred Andersch
Il padre di un assassino

“Sono pur stato io, io e nessun altro colui che il vecchio Himmler ha interrogato in greco e che a seguito del deplorevole risultato di quella interrogazione è stato espulso dal ginnasio; perché per tutti i diavoli, devo tenermi davanti al viso una maschera, questo Kien, un nome e nulla più?”

Ron Barkai
Come in un film egiziano

“E ogni volta mi tocca ripetergli che esiste un’unica soluzione che, per di più, è semplicissima: fate il conto di quante sono le capitali dei paesi arabi, bene, quello è il numero delle bombe atomiche di cui abbiamo bisogno. Un bel giorno lasciamo cadere una bomba su ogni capitale e la storia finisce lì, come sta scritto: rimase in pace il paese per quarant’anni.”

Paolo Di Stefano
Aiutami tu

“Caro Pesce muto,
ogni tanto parla per favore! Lo so che io parlo troppo e a volte parlo anche quando non so che cosa dire, ma tu non dici mai niente, sei muta come un pesce.”

Allan Folsom
L’esule

“Aveva agito con grande meticolosità nell’esecuzione degli omicidi di Chicago. Come a San Francisco e a Città del Messico, aveva trascorso pochissimo tempo sul posto, non aveva toccato quasi nulla e aveva indossato guanti in lattice da chirurgo... Sembrava inconcepibile che avessero potuto rintracciarlo, e men che meno seguirlo sul treno. Eppure erano lì, e ogni istante che passava lo avvicinava al confronto finale con loro. Quello che doveva fare, e subito, era trovare una via d’uscita.”

Stuart M. Kaminsky
Assassinio sul sentiero dorato

“Lui non assomigliava per niente al coniglio bianco, e io sapevo troppe cose sugli studi cinematografici per pensare che la Metro fosse il Paese delle meraviglie, tuttavia lasciai che mi portasse dove voleva. Avevo un po’ di dollari in banca grazie a un lavoro che avevo appena concluso per Errol Flynn, ma non sarebbero durati a lungo, e la Mgm era piena di soldi. Se il vicepresidente aggiunto mi faceva da scorta e mi chiedeva addirittura scusa, ci doveva essere qualcosa da guadagnare.”

Angela Lano
Islam d’Italia
Inchiesta su una realtà in crescita

“Una sessantina di ragazzi, quasi tutti tra i quindici e i vent’anni: i maschi seduti sulla fila di destra, le femmine su quella di sinistra. Sorridenti, disinvolti e cordiali l’uno con l’altro. Vestiti secondo la moda degli adolescenti di oggi, ma con un’unica particolarità: le ragazze indossano lo hijab, il foulard islamico e un soprabito sopra i pantaloni modernissimi. Italiani ma ancora arabi, arabi ma già italiani.”

30 settembre 2005