Angela Lano
Islam d’Italia
Inchiesta su una realtà in crescita

“Una sessantina di ragazzi, quasi tutti tra i quindici e i vent’anni: i maschi seduti sulla fila di destra, le femmine su quella di sinistra. Sorridenti, disinvolti e cordiali l’uno con l’altro. Vestiti secondo la moda degli adolescenti di oggi, ma con un’unica particolarità: le ragazze indossano lo hijab, il foulard islamico e un soprabito sopra i pantaloni modernissimi. Italiani ma ancora arabi, arabi ma già italiani.”

L’autrice ha tentato di tracciare un quadro politico, sociale e religioso della presenza dell’islam in Italia rivolgendosi non solo a tutti coloro che hanno una buona conoscenza dell’argomento, ma anche a chi necessita di chiarimenti su alcuni termini letti quotidianamente sui giornali e di cui forse non sempre conosce il significato esatto (ad esempio imam, baraka, ecc.).
Diverse sono le modalità di vivere l’Islam da parte degli immigrati: esiste un “Islam privato”, che è di certo il più diffuso, di chi ha solo un legame di tipo culturale ma si considera ateo o agnostico; quindi quello di chi è impegnato a livello sociale e chiede un rinnovamento generale, ponendosi su posizioni vicine al movimento newglobal: si tratta di una élite colta; infine ci sono le posizioni più radicali, tra cui può anche annidarsi il terrorismo. A questo proposito: “Chi sono quei terroristi” - si domanda Abdelwahab Meddeb, autore di La malattia dell’islam (Bollati Boringhieri) – “se non figli dell’americanizzazione del mondo? Figli che non sono guariti dalla ferita di cui ancora soffre il soggetto islamico, per essere stato trasformato in dominato dopo essere stato dominatore.” Questa può essere la causa esterna, ma ne esiste anche una interna: una lettura letterale e acritica del testo sacro.
Ecco a brevi linee la struttura del volume. Otto i capitoli: i giovani, Torino, Milano, la Liguria, la Toscana, Roma, Napoli e le coppie islamo-cristiane.
Il volume si apre con l’incontro con alcuni giovani, ragazzi e ragazze, quasi tutti di seconda generazione che amano la loro patria (l’Italia) e che si sentono anche profondamente musulmani. La loro identità non entra in conflitto con il loro essere italiani e sembrano dimostrare una grande volontà di affermarsi, di vivere una vita sociale attiva e produttiva senza mai dover negare il loro essere arabi e musulmani.
Non c’è però un unico tipo di “giovane musulmano”, così come non c’è un unico tipo di giovane cattolico o ebreo.
“Interessante è il fenomeno del ‘ritorno all’islam’ in terra di immigrazione”: diverse le motivazioni, ci spiega l’autrice, ma di certo la ricerca identitaria è quella dominante ed è anche quella che porta molte donne a mettere il velo (cosa che non facevano in patria) quando giungono in Italia. Di certo (e vediamo questa opinione suffragata dai recenti eventi giudiziari) è stata gonfiata a dismisura la presenza di situazioni di estremismo e di fondamentalismo politico dei musulmani in Italia. Ugualmente però non si può negare che come esistono molte realtà di rispetto all’interno della famiglia musulmana, così vi sono anche numerosi casi di maltrattamenti familiari dovuti a un padre o a un marito che non accetta che le donne abbiano autonomia e libertà di scelta.
La molteplicità della presenza musulmana in Italia sta duramente pagando, spesso ingiustamente, per la drammatica situazione internazionale e sussiste il tentativo di livellare il giudizio su tutte le componenti e le manifestazioni religiose dell’islam additandole come una minaccia e un pericolo. Sarebbe invece utile una maggiore conoscenza di questa complessa e articolata realtà, anche per evitare che il pregiudizio si evolva in forme di razzismo e di persecuzione vera e propria. Ecco alcuni siti di approfondimento: la “Comunità Religiosa Islamica”; “Islam On-line”; il Sufismo; il sito di Gabriele Mandel; “Per conoscere l’Islam”; “Islam-Italia”.

Di Grazia Casagrande

Islam d’Italia di Angela Lano
pag. 248, 9,50 Euro – Edizioni Paoline
ISBN 88-315-2925-0

Le prime righe

1.

MUHAJIRUN (MIGRANTI)
E ANSAR (SEGUACI AUSILIARI) IN ITALIA:
LE MILLE VIE DELL'ISLAM

«Se Dio l'avesse voluto, avrebbe fatto di tutti voi una sola comunità. Ma vi ha voluto mettere alla prova per il dono che vi ha fatto. Cercate di superarvi gli uni gli altri nelle buone azioni».

(Corano 5,48)

« Noi vi abbiamo creati da un maschio e da una femmina. Vi abbiamo costituiti in popoli e tribù, affinché vi conosciate fra voi».

(Corano 49,13)

Scrivere di Islam in Italia non è facile, né definitivo: si tratta, infatti, di una realtà in continua evoluzione, contraddistinta da una forte eterogeneità e complessità.
Innanzi tutto, all'interno del generale fenomeno immigratorio, la componente islamica si aggira intorno al milione e trecento mila individui.

© 2005 Paoline Editoriale Libri


L’autrice

Angela Lano, giornalista torinese, laureata in lingua e letteratura araba, da anni scrive articoli e libri sul mondo arabo-islamico e sulle comunità musulmane in Italia. Ha studiato e viaggiato in alcuni Paesi del Nordafrica e del Medio Oriente. Collabora con il quotidiano la Repubblica, con le riviste Missioni Consolata e Nigrizia, con il sito www.aljazira.it, e, come formatrice, con enti pubblici e scuole superiori piemontesi.
Ha pubblicato: Voci di donne in un hammam, Quando le parole non bastano e L'Iraq, la guerra dei bugiardi (in La guerra, le guerre). Si occupa, inoltre, del rapporto tra media e Islam attraverso articoli e conferenze.


7 ottobre 2005