Dino Campana
Un po’ del mio sangue

“Un uomo in una notte di dicembre, solo nella sua casa, sente il terrore della sua solitudine. Pensa che fuori degli uomini forse muoiono di freddo: ed esce per salvarli. Al mattino quando ritorna, solo, trova sulla sua porta una donna, morta assiderata. E si uccide”.

Alessandro Golinelli
Le rondini di Tunisi

“Sono qui per pagare un debito. Non sempre l’ho fatto in passato, ma ho divorato troppa esistenza per non doverne restituire:mi assumo le mie responsabilità come gesto fuori moda. E poi sono stato talmente tante persone, mestieri e voci che solo trasfigurandomi nella vaghezza – polvere, inchiostro sulla carta, parole – potrò essere me stesso e ritrovarmi. Certo, sono venuto qui anche per continuare a nutrirmi – di giovinezza, sudore, odori, umori, dolori e crudeltà.”

Luciano Ligabue
Urlando verso il cielo

“Chi è Ligabue?”
“Uno che fa musica, ma non la possiede, perché la musica è come una puttana: quando pensi che sia tua, lei va con un altro. Uno che non ha paura di mostrare i propri limiti, come fa Vasco, che non ha timore di far vedere la pancia. Uno che, come tutti quelli che fanno il mio lavoro, non è un santo né un martire né un assassino, ma un po' di tutte queste cose. Uno che prova a vivere tranquillo lontano dal palco ma che sa che è solo sul palco che si sente davvero vivo. Vorrei essere chiamato solo Ligabue. Mi dava fastidio quando mi chiamavano ragioniere, figurati ora. Niente rockstar, musicista, cantante, regista, scrittore. Ligabue e basta. Liga, se piace di più.”

Elena Martignoni - Michela Martignoni
Requiem per il giovane Borgia

-Aspettiamo solo un tuo ordine, non abbiamo paura dei Borgia.
- Dovrei forse sfidarli?
- Non è questo che intendevo. Pensavo a un’azione più discreta, ne ho già parlato con gli altri. Tu non dovrai apparire in prima persona, basta una tua parola, al resto penseremo noi…

Philip Roth
Il seno

“Sono diventato un seno. Per spiegarmi il fenomeno hanno parlato di ‘massiccio influsso ormonale’, di ‘catastrofe endocrinopatica’ e/o di ‘esplosione ermafroditica di cromosomi’ manifestatisi fra la mezzanotte e le quattro del mattino del 18 febbraio 1971, trasformandomi in una ghiandola mammaria scissa da qualsiasi forma umana, una mammella come si immaginerebbe di vedere soltanto in sogno, o in un dipinto di Dalì”.

Eva Stachniak
Il giardino di Venere

“Il conte Felix Potocki la segue passo passo. E in ogni fibra del proprio corpo lei sente il suo desiderio. Per Felix c’è solo lei in quella stanza dalle luci troppo brillanti. Non ode niente, non vede niente, non comprende niente. La parrucca incipriata gli rende il volto più chiaro, dandogli un’aria innocente, ma non le sfugge il suo profondo disagio.”

30 settembre 2005