Elena Martignoni - Michela Martignoni
Requiem per il giovane Borgia

-Aspettiamo solo un tuo ordine, non abbiamo paura dei Borgia.
- Dovrei forse sfidarli?
- Non è questo che intendevo. Pensavo a un’azione più discreta, ne ho già parlato con gli altri. Tu non dovrai apparire in prima persona, basta una tua parola, al resto penseremo noi…


La famiglia “maledetta” per eccellenza, quella dei Borgia, ha fatto scorrere fiumi d’inchiostro nei secoli, eppure sono personaggi tanto complessi e sfuggenti che l’immaginario collettivo è sempre attratto dalle loro vicende, e non sono mancati arditi storici revisionisti disposti a trovare qualcosa di positivo nelle riforme ecclesiastiche di Alessandro VI e perfino nelle virtù coniugali della bella Lucrezia. Ma come personaggi di un romanzo, i Borgia vanno tratteggiati a tinte forti: l’hanno felicemente intuito le sorelle milanesi Elena e Michela Martignoni, costruendo un avvincente e originale thriller storico che scava a piene mani nelle nefandezze del papa e dei suoi figli – rigorosamente documentate dai gossip dell’epoca - . L’inedita coppia di autrici si è lanciata ad investigare attorno a un delitto rimasto impunito, che fece grande scalpore nell’Italia del Rinascimento: l’assassinio a Roma, il 15 giugno 1497, di Juan Borgia, figlio prediletto del papa Alessandro VI.
Un’accurata ricostruzione storica rende plausibile e ricco di dettagli il racconto, che prende l’avvio dalla scoperta del cadavere eccellente, buttato per spregio su di un letamaio, e procede per flash back ripercorrendo la fitta rete di inimicizie che intrappolò l’arrogante e libertino duca di Gandia conducendolo alla morte prematura. Se è abbastanza certo che fu un sicario a pugnalare il giovane duca, chi fu il mandante dell’omicidio? Forse gli Orsini, la grande famiglia romana umiliata e sconfitta dal papa? Oppure Guidobaldo da Montefeltro, sul cui feudo di Urbino il duca Juan aveva messo gli occhi? O ancora Giovanni Sforza, il marito di Lucrezia di cui i Borgia avevano deciso di liberarsi? E non mancavano motivi per vendette personali: a molti padri Juan Borgia aveva ucciso i figli o disonorate le figlie… Perfino i due fratelli, l’amibizioso Cesare e il geloso Jaufré covavano risentimenti contro di lui. Infine, lo sfrenato nepotismo del papa in favore di Juan, cui nulla era negato, impensieriva anche ecclesiastici di per sé alieni dalla violenza, ma preoccupati per il futuro della Chiesa. Muovendosi con abilità tra mille trame in un crescendo di tensione, le autrici, per non deludere i lettori, optano per un finale rivelatore, ma anche chi preferirà rispettare il mistero insondabile della storia avrà trovato di che alimentare la fantasia con le ipotesi più inquietanti.

Di Daniela Pizzagalli

Requiem per il giovane Borgia di Martignoni Elena e Martignoni Michela
350 pag., Euro 18,50 - Carte Scoperte Editore
ISBN: 88-7639-002-2

Le prime righe

L'ansia di Rodrigo

Appartamento privato di Rodrigo Borgia, Papa Alessandro VI Giovedì 15 giugno 1497, ore 5.00 Rodrigo Borgia urlava aggrappato al troncone dell'albero maestro. La nave con le vele lacere e l'albero spezzato si inabissava tra le onde, per poi risalire fino quasi a rovesciarsi all'indietro. Un'ondata ancora più violenta si abbattè sul ponte. Rodrigo, prima di cadere sulle assi fradice della coperta, vide il timoniere e i suoi compagni sparire in un vortice d'acqua. Tentò di afferrarsi ad un appiglio, ma risucchiato dall'acqua scivolò oltre il parapetto precipitando in mare. Mentre si dibatteva tra i flutti, vide il vascello, che, ormai lontano, si impennava fino al cielo, ricadeva in mare e scompariva in un gorgo. Ormai le forze lo stavano abbandonando, chiuse gli occhi e si lasciò andare alla voce lontana che lo attirava nell'abisso... Si svegliò di soprassalto e balzò a sedere. Si alzò, corse alla finestra e con un colpo deciso scostò i pesanti tendaggi. Nulla, solo la notte e la luna. Si ritrasse con il respiro affannato e tornò a letto ricadendo sui guanciali sciupati. Calmati - pensò cercando di frenare il cuore che batteva impazzito - è stato solo un incubo. Un orribile incubo.

© 2005 Carte Scoperte


Le autrici

Elena e Michela Martignoni sono sorelle, laureate in Lettere, vivono e scrivono a Milano. Da sempre appassionate di storia e di biografie, hanno lavorato due anni alla stesura del testo, tra letture, ricerche e visite nei luoghi dove avvennero i fatti narrati.


30 settembre 2005