Luciano Ligabue
Urlando verso il cielo

“Chi è Ligabue?”
“Uno che fa musica, ma non la possiede, perché la musica è come una puttana: quando pensi che sia tua, lei va con un altro. Uno che non ha paura di mostrare i propri limiti, come fa Vasco, che non ha timore di far vedere la pancia. Uno che, come tutti quelli che fanno il mio lavoro, non è un santo né un martire né un assassino, ma un po' di tutte queste cose. Uno che prova a vivere tranquillo lontano dal palco ma che sa che è solo sul palco che si sente davvero vivo. Vorrei essere chiamato solo Ligabue. Mi dava fastidio quando mi chiamavano ragioniere, figurati ora. Niente rockstar, musicista, cantante, regista, scrittore. Ligabue e basta. Liga, se piace di più.”


Di Luciano Ligabue, è stato scritto, letto e ascoltato molto. Urlando contro il cielo, conversazione del Liga con Massimo Cotto, cerca, riuscendoci, di tirare le fila del discorso, dopo 15 anni di vita artistica. E lo fa registrando la voce del protagonista della storia, quest’indiano trapiantato nella Pianura Padana, come lo ha definito Fernanda Pivano. Stimolato da Massimo Cotto, direttore di Rockstar, Ligabue ci svela le emozioni dietro le canzoni, i momenti bui della sua carriera, l’apoteosi dopo l’uscita di Buon Compleanno Elvis (quello di Certe Notti), album della consacrazione. Per i fan più fedeli una “confessione” da non perdere. Per gli estimatori dell’ultima ora una bella occasione per recuperare una cronologia musical-cine-letteraria del loro idolo. Ci sono tanti numeri da Ligabue il suo primo album (1990) all’ultimo Nome e Cognome (2005): 11 album, 3 libri, 2 film, infiniti chilometri di strade, infiniti centimetri di palco calpestati, milioni di dischi venduti, centinaia di riff, 300 o al massimo 350 parole usate nelle canzoni. Questo libro non è però una ricostruzione asettica. Tutt’altro. Privo di filtri, mette in luce il Ligabue pensiero, quello senza fronzoli, senza arrangiamenti in studio: sano e robusto come il lambrusco, ma anche duro e spietato quando occorre, quando serve. Domande e risposte, stimoli e reazioni, suddivisi in sei capitoli. Rubando stralci di questo “viaggio in tandem”, cerchiamo di ricostruire l’architettura del libro.
Pensieri e parole, ci consegna le riflessioni del Liga sulla canzone, vista come esigenza e sull’importanza dell’onestà intellettuale di un artista.

“La mia cifra stilistica è l’emozione”
dice Ligabue. E ancora:
“La strada più sana per chi vuole scrivere canzoni: dì la tua e non ti preoccupare di inventare qualcosa di nuovo”
Forse è gia storica la sua definizione del rock:
“Che cos’è il rock? È Satisfaction, Born To Run o Pinball Wizard. Ma se vuoi che ti spieghi i Rolling Stones, Springsteen o gli Who, mi metti in difficoltà. E non mi bastano le parole. Devo accendere lo stereo”
Con Radio e Freccia, scopriamo il Ligabue regista cinematografico. Quello che sullo schermo ci ha raccontato il mondo delle radio libere negli anni Settanta, l’eroina che cominciava a farsi strada tra i giovani, l’amore, l’amicizia. Tutto dentro quella grande prateria nostrana che è la Pianura Padana.
“La cosa più difficile da spiegare è stato il nostro tempo libero. Oggi è diverso, i gruppi sono ben definiti, anagraficamente e stilisticamente. I fighetti stanno con i fighetti, i punkabbestia con in punkabbestia e via così. Ognuno nella propria sottocultura. Se hai trent’anni è difficile che tu esca con chi ne ha diciotto. Negli anni Settanta era differente, almeno in provincia. Si stava al bar insieme, dai diciassette ai settant’anni”
In Suoni e visioni Ligabue ritorna alla musica e racconta il suo modo di lavorare, i suoi tempi di avvicinamento alla canzone e più in generale all’album.
“Come si fa a capire quando sei al top?”
“Quando giri attorno al fuoco ma non ti scaldi più”

Nome e cognome è dedicato all’album omonimo.
“In Nome e cognome lo snodo sono le conseguenze dell’amore, gli effetti di questa cosa meravigliosa e terribile che chiamiamo amore”
Sogni e canzoni è invece un viaggio indietro nel tempo, ripercorrendo uno per uno, tutti gli album di Ligabue.
“Guardate che è vero che ho avuto successo, però mi sono anche fatto il culo. Non è tutto oro quello che luccica. Ho lottato e mi sono sbattuto. E mi è andata bene, certo. Però, in fondo, me lo sono meritato”
L’ultimo capitolo, L’amore al tempo della neve, è il capitolo del romanziere. Quello de La neve se ne frega, romanzo anticipatorio tra Bradbury e Philip Dick.
“Tra tante fortune, ho quella di aver preso il diploma di ragioniere. Dai cinque, inutili anni di ragioneria ho tratto i due utili di dattilografia. Scrivo con dieci dita e sono velocissimo. Quando sono assalito dai pensieri e da una storia, riesco a scrivere quasi sotto dettatura e a seguire il flusso delle idee in tempo reale”

Di Francesco Marchetti

Urlando contro il cielo di Luciano Ligabue
142 pag., Euro 13,50 - Aliberti Editore
ISBN: 88-7424-112-7

Le prime righe

I
PENSIERI E PAROLE

MASSIMO COTTO: Sei uomo di parola e di parole, tra i pochi a saper vestire di concetti una canzone. Perché temi le domande, quando hai sempre una risposta?

LUCIANO LIGABUE: Non credo all'utilità delle interviste. Credo al loro valore, ma non alla capacità di aggiungere qualcosa di fondamentale. Nel momento in cui mi apro all'emozione, nel racconto di quello che provo - in un romanzo, un racconto, una canzone, un film o un concerto - io dico tutto quel che c'è da dire, il resto è poco importante. Posso raccontare, certo. Posso dire ciò che è alla base di una storia, da dove nasce, come ho cercato di svilupparla, come ho provato a inseguire l'idea. Posso fare molto, ma è un contorno. Perché, dimmi: si può spiegare un'emozione? Analizzare in modo razionale qualcosa che viene dal cuore o dallo stomaco o dalle viscere?

© 2005 Aliberti editore


L'autore

Luciano Ligabue nasce a Correggio il 13 marzo del 1960. Dopo aver fatto per alcuni anni i lavori più disparati, ha l'opportunità di approdare alla musica, prima come autore e compositore per altri, poi come cantautore: il primo album, Ligabue, è del 1990.
Quindici anni di intensa e frenetica attività, dunque, durante i quali ha dato vita ad altri dieci dischi, di cui sei inediti, due live, una colonna sonora e una raccolta di "schegge sparse", per un totale di sei milioni di copie vendute e prestigiosi riconoscimenti ricevuti (tra gli altri, dal Premio Tenco, dal Festivalbar, dal P.I.M. e dagli Italian Music Awards). Per i suoi film, acclamati dal pubblico e dalla critica, Radiofreccia, 1998, ormai un cult movie, e DaZeroaDieci, 2002, ha ricevuto ben tre David di Donatello, due Nastri d'Argento, un Globo d'oro e tre Ciak d'oro. I libri, la raccolta di racconti Fuori e dentro al Borgo, Baldini&Castoldi 1997, e il recente romanzo La neve se ne frega, Feltrinelli 2004, sono stati insigniti dei premi Elsa Morante e Città di Fiesole.
Dopo due anni di silenzio, Ligabue torna sulla scena live e discografica con un unico concerto (il 10 settembre 2005 al Campovolo di Reggio Emilia) e un nuovo disco di inediti, intitolato Nome e Cognome (Warner Music Italy).


30 settembre 2005