Roberto Alajmo
Palermo è una cipolla

“Guardando dal finestrino hai il tempo di formulare pensieri del genere, di struggerti di fronte a tanta bellezza, persino di riflettere sull’ipotesi di mollare tutto per venire a vivere da queste parti. E quando ormai la tua testa si è scaldata all’idea di un’estate perenne, ecco che subito arriva un contrordine.”

Il libro di Roberto Alajmo parte di slancio, introducendo subito il lettore nel mondo isolano che vuole fargli conoscere, quasi rompendo l’incanto che si era creato nelle prime righe. Infatti Palermo è una cipolla inizia con una splendida descrizione del golfo della città visto dall’alto, dall’aereo che sta portando il viaggiatore in Sicilia. Dal nulla, però, compare una montagna; come descrive l’autore, l’aeroporto di Punta Raisi – che ora si chiama Falcone e Borsellino – è incassato tra il mare e i monti, in una maniera talmente particolare che sembra quasi che l’aeroplano possa schiantarvisi addosso.
Con questo avvertimento (“a Palermo tutto sembra più bello di com’è realmente, o perlomeno ha due facce”) comincia l’avventura di scoperta e disillusione tramite la quale Alajmo ci conduce tra i luoghi comuni, i piccoli segreti, le viuzze disperse del capoluogo siciliano. Sul lettore che già conosce l’isola e la città ciò produrrà un effetto di riscoperta, gioiosa e triste insieme, di aspetti visti ma non notati e di aspetti non compresi del tutto. Per il lettore curioso e del tutto ignorante delle tradizioni isolane sarà come leggere di un paese straniero, per le sue tacite leggi non scritte e i suoi comportamenti in codice, del tutto diversi da quelli delle altre grandi città italiane ed europee. Il linguaggio dell’autore è molto chiaro, semplice; usa spesso espressioni ironiche, addirittura sarcastiche, per stemperare il racconto di situazioni drammatiche che hanno coinvolto Palermo o hanno lasciato il segno. Anche lo stile rispecchia queste caratteristiche: evitando con cura lunghe descrizioni romanzesche, Alajmo predilige frasi concise e maggiormente incisive. Infatti il libro è diviso in dieci capitoletti scorrevoli, ognuno riguardante un aspetto della città.
Insomma si tratta di un libro breve, una via di mezzo tra il romanzo e la guida: un modo divertente e inusuale di raccontare la propria città.

Di Anna Davoli

Palermo è una cipolla di Roberto Alajmo
Pag. V-123, 9,00 euro – Edizioni Laterza (Contromano)
ISBN 88-420-7436-5

Le prime righe

UNO:
benvenuto nella Città

Bisogna farsi dare un posto dal lato del finestrino e sperare di arrivare in una giornata limpida e soleggiata. Ce ne sono anche d’inverno, perché in ogni stagione la Città ci tiene a fare sempre la sua figura. Quando l’aereo comincia ad abbassarsi, dal finestrino appaiono le scogliere rosse di Terrasini, e il mare color turchese e blu senza che si possa dire dove finisce il blu e dove comincia il turchese. Persino le case, i cosiddetti villini, ti possono sembrare magri troppi, ma visti dal cielo non mostrano la sciatteria con pretese di originalità che invece rivelano dal basso. Tu osservi tutto questo e pensi di essere arrivato nel posto più bello del mondo. Ammettilo: credevi di esserti fatto un’idea della Città e dell’Isola perché è difficile sfuggire ai luoghi comuni; ma di fronte allo spettacolo della costa intorno all’aeroporto ogni pregiudizio cade all’istante.

© 2005 Gius. Laterza & Figli


L'autore

Roberto Alajmo è nato a Palermo il 20 dicembre 1959. Dal 1988 lavora come redattore alla sede siciliana della Rai. Ha svolto il ruolo di critico teatrale al Giornale di Sicilia. Collabora abitualmente da editorialista con le pagine di Palermo di Repubblica e tiene una rubrica sulla rivista Diario della Settimana.


23 settembre 2005