Chiara Zocchi
Tre voli

“Così stiamo abbracciati tutti e tre: lui che mi abbraccia da fuori, mentre il signore bianco mi abbraccia da dentro e io che sto in mezzo a dividerli (e a unirli) a loro insaputa.”

Sono passati dieci anni da quando Chiara Zocchi ha pubblicato, giovanissima, il suo primo romanzo Olga.
In quell’occasione la diciottenne scrittrice così ci presentò in un’intervista il suo libro: "Olga è un viaggio nel mondo dei grandi raccontato da una bambina. Non è un diario, ma un monologo interiore. Molto spesso capita che le cose pensate abbiano uno spessore e una sonorità migliore delle cose dette, per questo non ci sono dialoghi. Il libro è una grossa testa, che comunica direttamente a chi legge, senza aver bisogno di parlare”. Mi è sembrato interessante riportare questa riflessione della Zocchi perché ben introduce anche questo secondo romanzo.
Anche Tre voli potrebbe essere definito un lungo monologo interiore, ma sarebbe meglio considerarlo la cronaca di una interiorità, cioè l’agire, il relazionarsi e il sentire così come viene sentito dal soggetto narrante. È la storia di tre tipi di amori: quello con il finto amore, il ragazzo uomo che la narratrice sta per sposare, un amore che produce vuoto e che la fa non essere. Poi l’amore che è dentro di lei, che è il pensiero e l’ideale, quel signore bianco che produce vita e senso, che sa condurre lontano in volo per una, due, tre volte e che le sa dare un nome, un nome nuovo, Chiara.
Ma il signore bianco se ne va e con lui se ne va anche Chiara. Un tentativo di morte, la clinica svizzera, l’annientamento, la rinascita ed ecco apparire, la terza donna e forse il terzo amore, quello vero.
Un libro pieno di silenzi e di spazi bianchi: “tutti i libri sono delle medicine, ma nessuno può risalire alla loro composizione”, ha recentemente detto Chiara Zocchi per spiegare ciò che in realtà non si può spiegare, cioè il perché del suo scrivere romanzi. Ma qual è “la medicina” che il lettore assume leggendo Tre voli? Sicuramente una possibilità in più di capire le donne e il loro complesso e molteplice modo di amare.

Di Grazia Casagrande

Tre voli di Chiara Zocchi
162 pag., Euro 12,50 - Garzanti Libri Editore (Narratori moderni)
ISBN: 88-11-66249-4

Le prime righe

La luce entra e mi tocca.
Mi tocca la luce, mi fa delle carezze da ferma, e con le sue dita, lunghe come questa stanza, vorrebbe bucare il mio buio. Ma resiste, il mio buio resiste. Mi abbraccia, il mio buio mi abbraccia e mi stringe. E sto, senza stupirmi. Senza stupirmi, sto (male).

NON CI SONO

Come al solito vedo la finestra azzurra con delle scrostature rosse. Ma insolitamente la vedo più lontana. Più mi sveglio, e più vedo le cose allontanarsi da me. Ma non solo le cose che stanno fuori di me (come la finestra e la polvere); anche quelle che stanno su di me e dentro di me (come le spalle, le dita delle mani e dei piedi e l'anima). Tutto mi si sta allontanando, nel tempo e nello spazio. Ma soprattutto nel tempo: oggi mi sembra ieri e ieri mi sembra l'altroieri. Eppure domani, invece di sembrarmi oggi, mi sembra dopodomani. L'oggi è stato saltato: l'oggi è vuoto. Dentro ci sono solo io, che respiro più velocemente. Dentro poca aria. Fuori poca aria.

Sposto la tenda con il mio allontanato-dito. Vedo che fuori ci sono quattro solite cose: il solito canneto, il solito sentiero che porta all'orto, il solito dondolo verde fiorito e i soliti uccellini che non smettono mai di cantare (più qui si sta zitti e più loro-lì, cantano).

Mi guardo allo specchio: non ci sono.

I miei occhi sono disabitati come le case dove si ha paura a entrare. Non vedo più niente. Le immagini appena viste si offuscano. Si schermiscono, spaventate dai miei occhi vuoti. Non vedo più il cielo e le nuvole.

© 2005 Garzanti Libri Editore


L'autrice

Chiara Zocchi è nata nel 1977. Da piccola era molto felice. Poi il mondo brutto-e-cattivo l'ha costretta a curarsi con le parole. Così ha scritto la sua prima medicina: Olga, che ha vinto i premi Fiuggi opera-prima, Rapallo-Carige e Costantino Pavan. La medicina è stata tradotta in 9 lingue. Si è laureata in Scienze della Comunicazione a Lugano e ora sta facendo un Dottorato in Letteratura presso l'Università Cattolica di Milano. Ha scritto la sua seconda medicina, Tre voli, che è diventato anche uno spettacolo teatrale. Se fosse rimasta piccola e felice non avrebbe scritto niente, questa è la sua teoria.


16 settembre 2005