foto Effigie

I Dvd di Bruno Bozzetto sono ordinabili presso Internet Bookshop

I Video di Bruno Bozzetto sono ordinabili presso Internet Bookshop



Bruno Bozzetto

Il suo Signor Rossi è l'icona dell'italiano medio. Bruno Bozzetto è il genio dell’animazione italiana, il papà del cartone animato, che ha attraversato il secolo insieme ai suoi memorabili personaggi e ha saputo intraprendere nuovi percorsi e aprirsi alla tecnica moderna.

Qual è il suo rapporto con il libro?

Considero il libro come una cosa necessaria alla mia vita. Se alla sera mi corico senza un buon libro da leggere è come se alla mia giornata mancasse qualcosa di fondamentale…

Quali i testi da lei più amati?

Molti. Troppi. Mi sarebbe impossibile citarli. Se un libro è scritto bene mi innamoro subito e da quel momento compero tutti i libri che trovo di quell’autore.
Cito in ordine sparso e mischiati senza alcun ritegno, solo alcuni degli autori che ho amato e amo di più: Buzzati, Simenon, Graham Greene, Saul Bellow, Pavese, Salinger, Isabel Allende, Garcia Marquez, Stephen King, Primo Levi, Hemingway, Oriana Fallaci, Asimov, Ennio Flaiano, Bernard Malamud, Cassola, Hesse, Fitzgerald, Coloane, Sciascia, Calvino, Queneau, Pennac, Vargas Llosa.… e la lista non finisce certo qui.

Quale libro è stato fondamentale per la sua formazione?

Se ha contribuito alla mia formazione non saprei dirlo, ma sicuramente il Deserto dei Tartari di Buzzati è un libro che mi ha affascinato fin da giovane e che ho riletto credo 11 volte. Probabilmente mi ha formato da un punto di vista “filosofico”. Il giovane Holden di Salinger è invece un libro che probabilmente ha contribuito alla mia formazione ‘umoristica’. Un altro libro, semisconosciuto L’istinto di uccidere. Le origini e la natura animale dell’uomo di Robert Ardrey [Feltrinelli, 1968 - ndr], è stato invece importantissimo per farmi ragionare sull’uomo ed il senso della sua presenza sulla terra, ed ha contribuito moltissimo alla mia formazione come “autore” di film.

Il titolo del libro che ha ora sul comodino

Ne ho sempre più di uno e spesso, a seconda del mio stato d’animo apro quello che ritengo più adatto. In questi giorni sto leggendo Lo Zahir di Coehlo, State of fear di Crichton (questo l’ho in inglese perché l’argomento mi interessava parecchio), Complotto contro l’America di Roth, e, non ancora iniziato, Il ladro di merendine di Camilleri. Inoltre tengo sempre sul comodino uno o più libri di Piero Angela, già letti, che rileggo volentieri perché aprono la mente verso altri orizzonti.

Un testo da leggere a voce alta?

Nessuno. Considero il libro un momento assolutamente intimo e personale, in cui si raggiunge il massimo della concentrazione e si riesce a trasformare in immagini tutto ciò che si legge (per lo meno questo è ciò che capita a me), e la sola idea che le parole acquistino un suono mi disturba.

Allora un testo da regalare a un amico...

Ogni amico, con il suo carattere e la sua educazione, meriterebbe un libro diverso.

Come sceglie le sue letture?

In due modi: o cerco la pura evasione (estate, vacanze, periodi di relax), ed allora mi indirizzo verso libri facili e “commerciali”, o cerco qualcosa che possa anche arricchirmi interiormente, e allora mi documento su internet, o seguo le raccomandazione di amici fidati o acquisto libri scritti da autori che già conosco ed apprezzo.

Ha un aneddoto da raccontare legato a un libro?

Ritorno al Deserto dei Tartari di Buzzati. Ricordo che appena uscito il film di Zurlini corsi a vederlo al primo spettacolo, ma uscii dal cinema dopo solo quindici minuti. Conoscevo talmente bene il libro da restare deluso da tutto ciò che vedevo e che, naturalmente, non assomigliava alle immagini che mi ero fatto leggendolo. I personaggi erano diversi, l’ambientazione non corrispondeva, le situazioni differenti, ecc. In effetti avevo già visto il film (il mio!) durante la lettura e questo per me era semplicemente una brutta copia di quello, anche se probabilmente fu un lavoro ben fatto e pregevolissimo.

Quali libri ha portato con sé in vacanza?

L’ultimo di Camilleri, La luna di carta, Margherita Dolcevita di Benni, L’orologiaio di Everton di Simenon.

Un libro che l'ha sorpresa

Io uccido di Faletti, perché mi ha colpito ed entusiasmato constatare come un comico (che ho sempre apprezzato), potesse trasformarsi con un solo libro in uno scrittore di ottimo livello.

E uno che l'ha deluso

Se un libro mi delude lo getto via subito. E quindi lo cancello dalla mia memoria.

Di Piera Passalacqua 


2 settembre 2005