Alicia Giménez-Bartlett
Il caso del lituano

“Le vite delle altre vittime non erano molto più edificanti; avrebbero potuto servire d’ispirazione a Dickens o a qualche autore del realismo patetico. Chi l’avrebbe detto che nell’epoca di internet tanta gente vivesse ancora nel limbo dell’emarginazione più classica?”

Una premessa davvero incantevole della scrittrice che si rivolge ai lettori italiani annunciando come questi suoi racconti siano stati raccolti in volume solo in Italia (quasi un atto d’amore) dopo essere apparsi quotidianamente su El Mundo durante il mese di agosto per due anni consecutivi.
Protagonista è Petra, la detective ben nota ai lettori della Giménez- Bartlett, accompagnata dall’inseparabile vice Garzón che per la prima volta vengono fatti agire all’interno di racconti, cosa non facile per chi ha nella misura ampia del romanzo la propria abitudine di scrittura, tanto più se si parla di storie poliziesche.
Quelle qui proposte, rese leggere anche le più cruente da una vena umoristica e dall’ironia, prerogativa di questa autrice, hanno ambientazioni tra loro molto diverse. Il mondo degli immigrati più o meno integrati nella realtà di Barcellona. Una palestra frequentata da un’umanità che varia dal manager supponente al giovane bullo alle ragazzine superatletiche. Infine nel terzo e più complesso racconto denso di atmosfere “alla Almodóvar”, una casa di tolleranza, che ha fra i clienti solo persone “affidabili” e tra le prestatrici d’opera, povere ragazze dal passato difficile e dal presente misero.
In ognuno dei racconti l’atmosfera, i personaggi, le vittime sono abilmente presentati attraverso gli occhi di Petra, che con il suo cinismo disincantato e l’atteggiamento antieroico, gioca ad irritare il suo braccio destro Garzón che ha nei suoi confronti un affetto ironico e quasi paterno.
Scrittrice colta e raffinata la Giménez-Bartlett sa sempre divertire prima di tutto se stessa nello scrivere pagine che hanno lo scopo esplicito di farlo con il lettore: in questo caso poi l’indispensabile necessità di tenere legato chi legge, all’acquisto quotidiano del giornale (questa formula di pubblicazione presenta questa indubbia difficoltà) rende ancora più attenta la scrittura e “densa” la storia.

Di Grazia Casagrande

Il caso del lituano di Alicia Giménez-Bartlett
Titolo originale: El caso del lituano, Muerte en el gimnasio, La voz de la sangre
Traduzione di Maria Nicola
126 pag., Euro 9,00 – Sellerio di Giorgianni Edizioni (La memoria n. 657)
ISBN: 88-389-2055-9

Le prime righe

Il caso del lituano

1

Di solito mi divertono le battute di Garzón, anzi, quasi sempre. In genere prende spunto, con umorismo crudo, dai casi a cui stiamo lavorando. Niente da obiettare. Ormai non esiste più nulla di sacro a questo mondo, e non vedo perché debba essere considerato tale l'esercizio della nostra professione. Eppure, nella primissima fase di un'indagine per omicidio, con il cadavere ancora steso nel luogo del delitto, la sua ironia mi mette un po' a disagio. Sarà che ha più esperienza di me, e quindi anche la pellaccia più dura.
Quella mattina, aprendo il passaporto del tizio che avevamo appena trovato secco, gli saltò in mente di dire: - Rimantas. Ma che diavolo di nome è, Rimantas ? Incredibile! Se lo immagina uno con un nome così, qui in Spagna? Non la finirebbero più di prenderlo in giro: Rimantas, sei un manta! Rimantas el esgarramantas. Una battuta dopo l'altra.
Sì, me lo immaginavo, lo stesso genere di battute che stava facendo lui con «el manta» rapidamente avviato al rigor mortis.

© 2005 Sellerio Editore


L’autrice

Alicia Giménez-Bartlett (Almansa, 1951) vive a Barcellona. È la creatrice della serie dell'ispettrice Petra Delicado, cui appartengono Giorno da cani, Messaggeri dell'oscurità, Morti di carta, Riti di morte, Serpenti nel Paradiso e Un bastimento carico di riso. Nel 2003 è stato pubblicato il suo romanzo basato sulla biografia di Virginia Woolf Una stanza tutta per gli altri e nel 2004 Vita sentimentale di un camionista


9 settembre 2005