Manuel Vázquez Montalbán
Millennio
2. Pepe Carvalho, l’addio

“Carvalho accettò l’ottimismo di Biscuter e girovagarono per le ripide salite di Valparaíso, che dal porto fino alla catena di case colorate che componevano la cresta della sua cornice scendevano poi da dietro verso la terra piatta dove si allungava la strada per Santiago.”

Con questo volume ha termine la possibilità di leggere opere nuove di quel grande scrittore che è stato Manuel Vázquez Montalbán la cui morte improvvisa ha sconcertato i suoi innumerevoli amici e ammiratori. Protagonista è la sua creatura più nota e significativa, Pepe Carvalho, ed è il mondo contemporaneo con le sue contraddizioni e i suoi orrori a essere messo in primo piano in questo viaggio nei luoghi più problematici del pianeta. E, come lo stesso Vázquez Montalbán ha definito Millennio, siamo di fronte a “un ansioso pellegrinaggio laico per un mondo sempre più ipocritamente religioso, nel quale vengono chiamati ogni giorno gli dei per giustificare guerre sante ed egemonie economico-militari”.
Se nel primo volume Pepe Carvalho e Biscuter attraversano, nella loro rocambolesca fuga che ha inizio a Genova, nazioni quali l’Egitto, Israele, il Libano, l'Azerbaijan, il Turkmenistan, e infine il tormentato Afghanistan (sempre e comunque zone “calde” del pianeta in questo passaggio di millennio) eccoli nel secondo giungere a Bagkok, luogo in cui lo scrittore catalano aveva già ambientato un romanzo (Gli uccelli di Bagkok). Fingendosi l’uno un p.r. traduttore e l’altro un cuoco (ma l’abilità culinaria di Biscuter è autentica) si imbarcano su una nave: la Malaysia, Sumatra, Giacarta, quindi Bali… Il terrorismo entra nel racconto proprio qui: l’attentato, i morti, la gente terrorizzata, le amare considerazioni di Carvalho. Poi, sotto la nuova veste di giornalisti, una nuova meta, l’Australia e un’avventura sul mare pericolosa e affascinante che li porta in Cile e in Argentina. Nella capitale (con un’autocitazione di Quintetto di Buenos Aires) Pepe incontra vecchi amici e sono loro a parlargli delle difficoltà del momento, delle ferite del passato non ancora rimarginate e del timore che tutto possa essere ben presto dimenticato.
Il viaggio prosegue in Brasile dove incontrano Frei Betto che propone loro di andare in Africa e certo non per fare i turisti.
Attraverso deserti, grandi fiumi, città e villaggi, avendo negli occhi tramonti indimenticabili e desolante povertà, i due raggiungono il Marocco. A Marrakech Biscuter abbandona il suo compagno dandogli appuntamento a Carcassonne, nel sud della Francia, il 24 dicembre, vigilia di Natale dell’ultimo anno del millennio. Il viaggio attraverso Spagna e Francia di Carvalho è avventuroso e complesso, ma le rivelazioni e i progetti del suo aiutante lo sono ancora di più e addirittura sconvolgente sarà l’ultimo viaggio di Biscuter che comporta una dolorosa e probabilmente definitiva separazione.
Si stanno concludendo i 200 giorni di viaggio intorno al mondo: è necessario tornare al punto iniziale, a Barcellona insomma, perché, dichiara Carvalho, “è finito il tempo che avevo destinato a fare il giro del mondo. Capiti quel che capito. A presto”.
Purtroppo né lui né il suo autore hanno potuto rispettare quest’ultimo appuntamento.

Di Grazia Casagrande

Millennio 2. Pepe Carvalho, l’addio di Manuel Vázquez Montalbán
Titolo originale: Milenio. Carvalho II. En las antípodas
Traduzione di Hado Lyria
310 pag., Euro 16,00 - Edizioni Feltrinelli (I canguri)
ISBN: 88-07-70168-5

Le prime righe

Già nel 1982 era tornato allo stesso albergo del suo primo viaggio a Bangkok, ed eccolo lì il Dusit Thani, più vecchio di trent'anni da quando aveva potuto scoprire le sue stanze corrette, la sua piscina, che si sarebbe detta costruita al riparo dal sole, oscurata da edifici più alti, e anche il suo eccellente buffet per la colazione e i tre ristoranti specializzati in cucina internazionale, thailandese e giapponese, degno di nota soprattutto quello giapponese. Probabilmente il concierge non era lo stesso di venti o trent'anni prima, ma era sempre vestito da Peter Pan asiatico, uno stravagante osservatore della Bangkok della malavita, che aveva inizio quasi alle porte dell'hotel, oltre la Silom Road e i vicoli successivi a quello che in altri tempi era stato il Patpong, il quartiere del peccato, ombra di se stesso, superato dal sesso senza frontiere sparso ormai in quasi tutti i quartieri della città. Tra l'aeroporto e il Dusit Thani aveva avuto occasione di verificare il rischio da roulette russa che significava guidare a Bangkok, con le auto pronte a scontrarsi per cedere la strada appena un secondo prima della tragedia. I ciclò qui si chiamavano tuk-tuk e, come sempre, a Carvalho ricordavano i tricicli, quelli senza il motore, che nel dopoguerra spagnolo servivano come mezzi di trasporto delle merci guidati da pedalatori kamikaze che tutti i giorni rischiavano la pelle lottando contro l'ipotensione e il bacillo di Koch. Nella sua memoria non erano veicoli simpatici, e cercava di evitarli fin da quando erano comparsi in India, anche se riempivano di entusiasmo e tenerezza Biscuter al quale sembravano quasi giocattoli e riteneva giusto salirei sopra in modo che il guidatore si guadagnasse la propria, miserabile vita.

© 2005 Giangiacomo Feltrinelli Editore


L’autore

Manuel Vázquez Montalbán (Barcellona 1939 – Bangkok 2003), scrittore e giornalista, ha pubblicato poesie, romanzi e saggi: Gli uccelli di Bangkok , Tatuaggio, Il centravanti è stato assassinato verso sera, Il labirinto greco, Ricette immorali, La solitudine del manager, I mari del Sud , Le ricette di Pepe Carvalho, Pamphlet del pianeta delle scimmie, La rosa di Alessandria, La Mosca della Rivoluzione, Le Terme, Il fratellino, Il premio, Quintetto di Buenos Aires, Storie di fantasmi, E Dio entrò all'Avana, L’uomo della mia vita, Il signore dei bonsai, Storie di padri e figli, Ho ammazzato J.F.Kennedy, Tre storie d’amore, Millennio. 1. Pepe Carvalho sulla via di Kabul, Lo scriba seduto, Happy End, O Cesare o nulla, Marcos: il signore degli specchi. LibriAlice vi propone inoltre l’intervista all’autore


9 settembre 2005