© Marina Alessi

I libri di Natalino Balasso sono ordinabili presso Internet Bookshop



Natalino Balasso

Conosciuto fino a qualche tempo fa con lo pseudonimo Anatoli Balasz, l'attore comico deve la propria popolarità soprattutto all'edizione 2000 del programma Zelig. Negli ultimi 4 anni ha alternato l'attività teatrale a quella televisiva portando in scena i suoi monologhi comici teatrali e partecipando ai programmi della Gialappa's su Italia 1.

Qual è il suo rapporto con il libro?

Morboso. Sono di quelli che si fanno turlupinare da una bella copertina senza un testo dentro. Quando compro i libri li annuso e non riesco a leggere anche un breve raccontino su internet, devo comunque avere un rapporto fisico con l'oggetto libro che, come dice Umberto Eco, nei millenni è divenuto un oggetto perfetto.

Quali i testi da lei più amati?

Da giovane leggevo Achille Campanile. Poi mi sono innamorato di Raymond Queneau, l'autore di Esercizi di stile. Degli 11 libri che ho letto di lui, quello che mi piace di più è sicuramente I fiori blu con la magistrale traduzione di Italo Calvino. Amo anche la suspense di Stephen King e Jeffery Deaver. Sono rammaricato di avere scoperto solo dopo i 40 anni un autore che secondo me merita di essere posto nell'olimpo dei migliori scrittori italiani: Luigi Meneghello.

Quali libri sono stati fondamentali per la sua formazione?

Alcuni classici greci e Il Circolo Pickwick di Dickens.

Che cosa sta leggendo ora?

La leggenda di Redenta Tiria, di Salvatore Niffoi (efficace autore sardo che dipinge i colori della propria terra con piacevolissimo stile) e L'amico degli amici, di Peter Gomez e Marco Travaglio.

Mi suggerisce un testo da leggere ad alta voce?

Il primo libro di Fantozzi, con la voce di Paolo Villaggio.

Un testo da regalare ad un amico…

Libera nos a malo, di Luigi Meneghello.

Come sceglie i suoi libri?

Ho due tipi di approccio alle librerie. Uno consiste nell'annotarmi i titoli dei libri di cui leggo qualche recensione, o di cui mi parlano con amici che considero intelligenti, e nell'entrare in libreria con la lista della spesa. L'altro consiste nell'entrare in una libreria di cui mi piace l'insegna, tuffarmi fra gli scaffali senza una logica e uscirne con oggetti di vari colori dei quali ignoravo l'esistenza fino a mezz'ora prima.

Ha un aneddoto da raccontare legato a un libro?

Una volta in treno ho trovato un libro di cui non sono riuscito a rintracciare il proprietario, poi, da un timbro apposto all'inizio del libro, ho scoperto che esiste un movimento mondiale di gente che abbandona volutamente i libri dopo averli letti affinché questi libri viaggino assieme a chi li legge. Così ho letto il libro e l'ho lasciato in una sala d'attesa.

Quali libri porterà con sé in vacanza?

In vacanza non porto mai libri da leggere, ma solo libri da scrivere e fumetti.

Di Piera Passalacqua 


29 luglio 2005