Pietro Borromeo
L’ombra del Bafometto

“Non lo so, forse non è nulla di importante, però ho notato una cosa: mentre la figura del Bafometto che appare sui nostri anelli e sul mio biglietto intimidatorio è inserita in una stella a cinque punte capovolta, quella trovata in quei covi satanici campeggia su una stella a sei punte, un doppio triangolo e questo non è corretto. E anche in quella fotografata da Colasanti a Praga è giustamente inserita nella stella a cinque punte.”
“Insomma, le immagini del Bafometto della setta satanica sarebbero sbagliate e questo...”


Gli emuli di Dan Brown sono nati come funghi e non solo in Italia. Un successo come quello del Codice da Vinci fa gola a chiunque e ricalcare quelle orme sperando di essere trascinati nella scia e guadagnarci qualcosa, oltre che “consumare meno benzina” come chi si accoda a un camion in autostrada, è una tentazione di molti.
Tra questi funghi (alcuni decisamente velenosi!) abbiamo pescato l’italiano Pietro Borromeo, un avvocato che ha il merito di essersi interessato di tematiche esoteriche ora di moda, dalla storia dei Cavalieri Templari all’alchimia, in tempi non sospetti.
Il suo thriller affronta appunto un mistero templare che si sviluppa in tre città europee tra le più misteriose e ricche di stratificazioni storiche come Parigi, Roma e Praga. Il Bafometto è quella figura dalle sembianze diaboliche, la cui effigie fa bella mostra di sé anche sulle facciate e sui portali di alcune cattedrali, della quale furono accusati di essere adoratori proprio i Templari. Una “testa barbuta dagli occhi di carbonchio”, per metà umana e per metà caprina, talvolta collegata a una figura ermafrodita, che a tutt’oggi resta in parte un mistero per gli studiosi e che aggiunge un inquietante aspetto di ambiguità all’Ordine. Un alto prelato muore a Parigi in circostanze particolari, con un anello al dito che presenta proprio l’immagine del Bafometto, la stessa che si trova in uno strano tempio di Praga, scoperto casualmente da due turisti, e sull’anello di un altro religioso, responsabile dello speciale ufficio per i rapporti con le altre fedi, stroncato da un infarto a Roma. A collegare questi e molti altri indizi in una complicata storia con solide basi documentali, una forma narrativa brillante e una buona dose di colpi di scena, saranno un giornalista italiano, Emilio Pironi, e un commissario francese.

L'ombra del Bafometto di Pietro Borromeo
396 pag., Euro 15,00 – Edizioni Fermento (Percorsi della memoria n. 7)
ISBN: 88-89207-21-3

Le prime righe

Fase I

1
L’anello

Dal Musée d'Orsay era venuto camminando adagio nella sera precoce del pomeriggio di novembre. Una pioggerella fredda e insistente, ombrello e impermeabile, nessuna voglia di tornare a casa, nessuna voglia di telefonare a nessuno, nessuna voglia di niente. E perché certi pensieri nebbiosi?
Il rumore sordo del traffico, le tante luci che interrompevano il grigiore e la città che sfumava nel ciclo uniforme... Baudelaire: «II pleure dans mon coeur comme il pleut sur la ville...» oppure Rimbaud: «II pleut doucement sur la ville»?
Ormai, dopo più di vent'anni, pensare e scrivere in francese i suoi pezzi oppure in italiano gli veniva naturale.
Rimpianti? I soliti di ciascuno. Gratificazioni? Ne aveva avute come molti. La tristezza della giornata uggiosa oppure la dolcezza delle immagini consuete che dopo tanti anni gli erano ormai più care di quelle dell'infanzia e della gioventù a Perugia e poi a Roma? No, solo un po' di melanconia, come a volte succede quando ricordi imprecisi si vanno a mescolare a immagini abituali facendo di testa loro, senza controllo. Sì, melanconia, quella strana miscela di tristezza e dolcezza. Nessun bilancio da fare.
Cinquant'anni, un matrimonio fallito e mai più ritentato, nessun figlio, una compagna quasi perfetta che ogni tanto si assentava per lavoro, giornalista come lui. Amici, anche cari, e conoscenti tanti. Tutto bene così. In fondo, che cosa gli mancava? Aveva perfino il tempo per i suoi strani studi.

© 2005 Fermento Edizioni


L’autore

Pietro Borromeo è nato a Roma il 25 settembre. Avvocato, ha esercitato la libera professione in Italia e all'estero, finché non s'è ritirato per poter pensare a sé stesso. È membro della Lega Italiana per i Diritti dell'Uomo. Attento studioso di religioni (principalmente in chiave gnostica), di alchimia e di astrologia, ha scritto molti saggi e ha tenuto conferenze sui rapporti fra la Gnosi e la Cavalleria, sull'influenza della Gnosi sul pensiero scientifico attuale e sul rilievo che ancora oggi hanno i Cavalieri Templari. Ha scritto: Miti che vanno eterni tra la terra e il cielo dove vengono elaborate nuove interpretazioni dei miti classici latini e greci e Camminate Romane, sulle sensazioni stimolate dal camminare per Roma.


Di Giulia Mozzato


29 luglio 2005