Alexandra Marinina
Nome della vittima: Nessuno

“Non c’è nulla di certo, bimba. Conosci il nostro sistema. Arrivano persino ad annullare i decreti approvati il giorno prima, figurarsi quelli non ancora firmati… Non dimenticare che abbiamo avuto anche un ministro che è durato un solo giorno. Il giorno prima l’avevano nominato e quello successivo destituito. Quindi non farti prendere dallo sconforto prima del tempo.”

Un romanzo che vede prevalentemente personaggi femminili, così come avviene quasi sempre nei romanzi della Marinina.
In questo,recentemente tradotto e pubblicato da Piemme, sono due le investigatrici coinvolte in un caso drammatico quanto prevedibile nel clima di insicurezza che regna negli ultimi anni in Russia (la morte violenta di Sofja Illarionovna vedova di un “nemico del popolo” fucilato anni prima, madre di un trafficante di valuta ucciso in un regolamento di conti, poteva essere messa nel conto). A indagare sul caso sono Tatjana Tomilina che, oltre che giudice istruttore di San Pietroburgo è anche una nota scrittrice, e la Kamenskaja per altro già impegnata a risolvere un diverso caso, cioè l’uccisione, avvenuta a Mosca, di un uomo e di una donna. L’elemento che accomuna i tre delitti è il fatto che la donna assassinata a Mosca era l’ex moglie del figlio della Illarionovna. In una Russia che sembra sempre più preda della delinquenza, della mancanza di regole e priva del sentimento comune della legalità, il pericolo però si sta drammaticamente avvicinando anche alle due investigatrici che non riescono a sbrogliare il bandolo di una matassa troppo aggrovigliata…
Il lettore sarà così stimolato dalla Marinina a sviluppare tutte le sue doti investigative, ma la soluzione lo lascerà in ogni caso spiazzato e… soddisfatto.

Nome della vittima: Nessuno di Alexandra Marinina
Titolo originale: Imja poterpevshego nikto
Traduzione di Rosa Mauro
203 pag., Euro 15,90 – Edizioni Piemme
ISBN: 88-384-3127-2

Le prime righe

Capitolo 1

Gli occhi di Ira Milovanova erano spaventati. Quell'espressione di paura non l'abbandonava più da quando, un mese prima, Tatjana aveva dichiarato che si sarebbe trasferita a Mosca, dove viveva suo marito. Le aveva spiegato che non era insoddisfatta della vita che conduceva a Pietroburgo, ma semplicemente che lei e Stasov sentivano la reciproca mancanza. Per entrambi era ormai una sofferenza vivere in due diverse città. E poi...
«E poi cosa?» urlò Ira, quasi sul punto di piangere. «E a me, ci hai pensato? Cosa farò quando te ne sarai andata?»
Naturalmente non si riferiva solo al fatto che dopo la partenza di Tatjana non avrebbe avuto nulla da fare e sarebbe morta di noia, benché anche questo aspetto non fosse di secondaria importanza. Suo fratello era stato il primo marito di Tatjana Obrazcova e, dopo il divorzio, aveva pensato bene di andarsene a vivere in Canada.

© 2005 Piemme Edizioni


L'autrice

Alexandra Marinina ha lavorato a lungo come criminologa presso il Ministero degli Interni a Mosca. Autrice di molti romanzi, si dedica ora interamente alla scrittura. Ha scritto Il padrone della città, L'amica di famiglia, Morte in cambio, Un caso di ricatto, Amore di sangue, L'attrice, Ipnosi mortale, Prede innocenti, Giochi di morte, Il volto della morte, Sono morto ieri e Facile come uccidere.


Di Grazia Casagrande


29 luglio 2005