Crimini

“Un ritratto della contemporaneità a tratti agghiacciante, eppure non privo di qualche esile traccia di speranza. Il quadro di un orizzonte senza punti fermi, dove navigare a vista cercando di non perdere la bussola. O di farlo, se proprio si deve, con un certo stile.”


Generazioni nove per due

“Credo che un racconto sia riuscito quando, per motivi solamente tuoi, non lo dimentichi più. Può essere il testo intero o un passaggio soltanto, una battuta di dialogo, un avverbio; un incastro ben congegnato, un aggettivo; una parola comunissima però infilata in una frase come una zeppa sotto una porta (e tu che ci passi davanti ti chiedi: “Perché l’ha lasciata aperta? Cosa dovrei vedere?”; e d’istinto, invece di guardare dentro, ti volti: ed è allora che il racconto ti prende alle spalle, e funziona).”


Men on men
Antologia di racconti gay

“Un giorno come un altro, rientrando e non sentendo in casa alcun rumore, Diego pensò che Eric non ci fosse. Il constatare di essere solo gli comunicò quella volta un impercettibile senso di disagio a cui finse di non dare peso. Invece, attraverso la porta socchiusa, nella penombra della camera da letto vide senza essere visto Eric, seduto di spalle sul materasso, con la testa tra le mani che singhiozzava d’un pianto gracile e impedito, come un lamento smorzato.”


Parola di donna, corpo di donna
Antologia di scrittrici arabe contemporanee

“Secondo me, non c’è di fatto molta differenza tra scrivere racconti ed evocare spiriti. Ma io non ho mai provato il desiderio di pubblicare e ho continuato a scrivere i miei racconti in silenzio nella mia mente in compagnia dei miei fantasmi. Quelli a cui scrivo, mi leggono anche se i miei libri non vengono pubblicati. Leggono semplicemente nella mia mente quello che non scrivo sulla carta!”


Storie

“Ah, la modestia, la leggerezza di essere stati, quello spazio incerto e cedevole dove tutto è lieve come una piuma, contro la presunzione, il peso, lo squallore, lo sgomento di essere! Per carità, non parlo di nessun passato e tantomeno di nostalgia, che è stupida e fa male, come dice la parola, nostalgia, dolore del ritorno. Il passato è orrendo, noi siamo barbari e cattivi, ma i nostri nonni e bisnonni erano selvaggi ancor più feroci. Non vorrei certo essere, vivere alla loro epoca. No, dico che vorrei essere sempre già stato, esonerato dal servizio militare di esistere. Una piccola menomazione talvolta è salvifica, ti protegge dall’obbligo di partecipare e di rimetterci le penne.”

Ben Zimet
I racconti dello Yiddishland. Parole del popolo ebraico

“Già in epoca biblica la narrazione era considerata come un’arte del popolo ebraico. L’Antico Testamento abbonda di svariati miti della creazione e delle origini e riporta le azioni epiche degli eroi primitivi. Le sacre scritture descrivono con molti dettagli la propensione irresistibile dei re e dei profeti ebrei per i racconti a carattere morale, essi stessi ispirati a leggende antiche.”

15 luglio 2005