Generazioni nove per due

“Credo che un racconto sia riuscito quando, per motivi solamente tuoi, non lo dimentichi più. Può essere il testo intero o un passaggio soltanto, una battuta di dialogo, un avverbio; un incastro ben congegnato, un aggettivo; una parola comunissima però infilata in una frase come una zeppa sotto una porta (e tu che ci passi davanti ti chiedi: “Perché l’ha lasciata aperta? Cosa dovrei vedere?”; e d’istinto, invece di guardare dentro, ti volti: ed è allora che il racconto ti prende alle spalle, e funziona).”

Diego De Silva per Carla D’Alessio e Tiziana Russo

È di questi giorni l’intervento un po’ polemico di Renato Barilli che dalle pagine di Tuttolibri segnala come i Premi letterari istituzionali ignorino quasi completamente l’ultima (ormai penultima) generazione di narratori (una quarantina) che va da Ammaniti a Lanzetta, da Aldo Nove alla Campo, da Covacich a Tiziano Scarpa. Bene, prendendo spunto da quella “denuncia” parliamo di una generazione ancor più nuova generosamente presentata proprio da qualcuno degli autori di cui parla Barilli nel suo articolo. Ecco, dunque, che nove scrittori appartenenti a questo gruppo che si è guadagnato uno spazio molto ampio e radicato tra i lettori e un po’ meno tra i critici “paludati” e le giurie dei premi letterari, si sono resi disponibili, generosamente, a fare da tutori ad alcuni nuovi narratori. Generazioni nove per due raccoglie 18 racconti, di altrettanti giovani scrittori, scelti da: Ermanno Cavazzoni, Mauro Covacich, Diego De Silva, Carlo Lucarelli, Antonio Pascale, Francesco Piccolo, Luca Ragagnin, Lidia Ravera, Tiziano Scarpa.
Per avere conferma che il lavoro svolto dagli autori “maestri” sia generoso, basta leggere brani delle presentazioni che accompagnano ogni testo. Tiziano Scarpa esordisce: “Ogni volta che ricevo un racconto da Manuela Critelli faccio festa” e tanto ci basta per desiderare subito di leggerlo. Cavazzoni scrive: “Paolo Nori mi ha dato da leggere queste paginette che seguono di Arianna Bonazzi dicendomi: guardale perché sono notevoli; e infatti sono notevoli”, come non essere curiosi? E Covacich presentando Francesca Bonaldo in modo inequivocabile: “Ma è laggiù in fondo che prende senso e vigore, è nel vissuto di questa giovane scrittrice che si assicura la propria onestà”. Particolarmente struggente poi la presentazione che Lidia Ravera fa del testo di Angela Cacopardo che non a caso si intitola Il tempo della malattia, estratto dal libro postumo che presto sarà pubblicato da Quiritta.
Molte donne, finalmente, in questa antologia così ricca di voci differenti da non poter essere in alcun modo accomunate. In realtà non c’è un filo che le leghi, non un’idea condivisa, eppure hanno quella certezza di qualità testimoniata dai loro presentatori che in qualche modo ne fa un insieme coerente e riuscito.

Generazioni nove per due
206 pag., Euro 13,50 – Edizioni L’Ancora del Mediterraneo
ISBN: 88-8325-175-X

Le prime righe

Introduzione
Peppe D’Antonio

Amo i libri, più del cinema, debbo confessare. Ignoro la ragione e non la cerco più. Dovrei sforzarmi di ritornare a un tempo, quello dell'infanzia, per il quale non nutro affezione o nostalgia. Di quella età, mi è rimasto solo il piacere della lettura, intenso e risoluto, e la consapevolezza che l'atto della creazione è un segreto. E tale vorrei che restasse.
Mi è insopportabile pensare che coloro che possiedono questo nascosto potere non possano esprimerlo. Ecco la ragione di questa antologia.
Nove scrittori hanno accettato di segnalare ciascuno due racconti di altrettanti nuovi narratori. Ognuno seguendo il proprio intuito e, sono certo, in totale libertà.
Una generazione ne presenta un'altra, alla quale toccherà ora il compito di rivelarsi.

© 2005 Edizioni L’Ancora del Mediterraneo


Di Giulia Mozzato


15 luglio 2005