Crimini

“Un ritratto della contemporaneità a tratti agghiacciante, eppure non privo di qualche esile traccia di speranza. Il quadro di un orizzonte senza punti fermi, dove navigare a vista cercando di non perdere la bussola. O di farlo, se proprio si deve, con un certo stile.”

dalla Nota del curatore di Giancarlo De Cataldo

Una straordinaria occasione per leggere, riuniti in un unico volume, i migliori autori di storie gialle e letteratura noir che il nostro Paese abbia sfornato negli ultimi decenni. Una graduatoria generale è davvero difficile, ma è innegabile la capacità di costruire trame, con linguaggi differenti e con tematiche altrettanto diverse (e questo è un valore aggiunto) di Camilleri, Faletti, Carlotto, Fois, Lucarelli, lo stesso curatore Giancarlo De Cataldo e Sandrone Dazieri. A questa schiera si aggiungono due autori non strettamente legati a un genere come Niccolò Ammaniti (che qui pubblica Sei il mio tesoro scritto a quattro mani con Antonio Manzini) e Diego De Silva, che rappresentano i jolly di un mazzo composto da re e assi, ma che purtroppo ha anche un limite: non conta nessuna regina.
De Silva racconta il legame intenso che si crea tra il giovane Marco, brigatista ricercato dalla polizia, e la sua vicina di casa Teresa, signora d’età che lo nasconde in casa prima sotto la minaccia di una pistola e poi scegliendo consapevolmente di aiutarlo: più un dramma che un giallo. Ammaniti inventa la cinica e un po’ amara (ma probabile) storia, con pennellate umoristiche magistrali, di un chirurgo plastico senza etica, con il cervello “glassato di coca”, che decide di nascondere una grossa busta di droga in un luogo davvero imprevedibile.
In linea con il suo modo abituale di raccontare crimini, Morte di un confidente di Massimo Carlotto vede l’ispettore Giulio Campagna alle prese con la mafia croata. Faletti non si allontana dal mondo dello spettacolo che così bene conosce, raccontando in L’ospite d’onore le avventure da brivido di un cronista alla ricerca di una star della televisione, Walter Celi (in cui si può vedere riflesso un vero protagonista degli show di prima serata), scomparso misteriosamente. Sandrone Dazieri tuffa il lettore nella sua abituale Milano con L’ultima battuta, tra la Darsena e i Navigli: una scrittura che riproduce come una fotografia linguaggio e dialoghi, oltre al mondo in cui si muovono comici “scoppiati” e assassini. In Sicilia, come sempre, ci porta invece Camilleri, con Troppi equivoci: molto dialetto per una vicenda drammatica intessuta in una storia d’amore. Rispetta tutti i canoni del poliziesco l’indagine su Quello che manca del commissario Currelli (creatura di Marcello Fois) che prende l’avvio dall’omicidio di un’anziana donna, molto legata al Caso con la c maiuscola. Una “fiaba noir”, come lo stesso De Cataldo la definisce, è quella del Bambino rapito dalla Befana (che in realtà è “una ragazza, dai capelli rossi, di nome Adriana”) in cui italiani ed extracomunitari giocano ruoli non connotati dal conformismo abituale. Chiude la raccolta, con il racconto breve Il terzo sparo, il narratore di genere per eccellenza, quello che in Italia siamo abituati a leggere ma anche ad ascoltare affascinati, Carlo Lucarelli, che sceglie come protagonista una bella poliziotta e come scenario la sua Bologna.

Crimini
A cura di Giancarlo De Cataldo
VII-385 pag., Euro 15,50 – Edizioni Einaudi (Tascabili. Stile libero big)
ISBN: 88-06-17576-9

Le prime righe

Nota del curatore

Sia marchio di fabbrica, o felice, e meramente descrittiva, formula di sintesi, l'espressione «noir italiano» è ormai innegabilmente - qualcuno dice «dannatamente» - familiare a una sempre più vasta comunità di lettori.
Ma di cosa parliamo, quando parliamo di «noir italiano»?
Parliamo, io credo, di un gruppo di autori che, attraverso il ricorso a luoghi e parametri di un genere da noi largamente minoritario, se non addirittura sporadico, in pochi anni hanno ideato e imposto un modo decisamente originale di raccontare i miti, i riti, gli splendori (pochi) e le miserie (molte) della contemporaneità.
Autori, beninteso, che hanno percorso la propria strada ciascuno in perfetta autonomia e senza pagare dazio a scuole, accademie o conventicole letterarie che dir si voglia. Diversi per il passo narrativo, per la lingua, per le proprie personalissime ossessioni, descritte ora con immensa cupezza, ora con efferato sarcasmo, ora con il ricorso al registro del patetico, ora dell'epico. Ed è stata solo e unicamente la percezione della comunità dei lettori a far si che questa felice, anarchica commistione di diversità fosse considerata un «insieme». L'insieme del «noir italiano», appunto.
Tanta varietà di stili e di personalità, peraltro, non poteva non riflettersi in questa antologia, che, originata da uno spunto televisivo - raccontare il «giro d'Italia» in nero – ha finito con il trasformarsi dall’insieme di cui dicevamo in una sorta di “fotografia” del noir italiano.

© 2005 Edizioni Einaudi


Il curatore

Giancarlo De Cataldo è nato a Taranto e vive a Roma. Giudice di corte d’Assise e scrittore, il suo Romanzo criminale, basato sulla storia della Banda della Magliana, ha saputo coniugare mirabilmente noir ed epopea da strada. Altri suoi libri pubblicati: Il padre e lo straniero, Teneri assassini, ed anche dei saggi.


Di Giulia Mozzato


15 luglio 2005