Men on men
Antologia di racconti gay

“Un giorno come un altro, rientrando e non sentendo in casa alcun rumore, Diego pensò che Eric non ci fosse. Il constatare di essere solo gli comunicò quella volta un impercettibile senso di disagio a cui finse di non dare peso. Invece, attraverso la porta socchiusa, nella penombra della camera da letto vide senza essere visto Eric, seduto di spalle sul materasso, con la testa tra le mani che singhiozzava d’un pianto gracile e impedito, come un lamento smorzato.”

Viene qui proposto il quarto volume di una piccola serie di libri che raccolgono racconti di autori omosessuali, scrittori che non vogliono attribuirsi etichette particolari, né si sono fatti una bandiera delle proprie scelte sessuali, quanto piuttosto desiderano esprimere liberamente la propria realtà quotidiana e il loro universo affettivo testimoniato senza timori o vergogne, così come è logico che sia, ma come la mentalità diffusa ha in passato spesso respinto.
Daniele Scalise, il curatore del volume, presenta nell’Introduzione le peculiarità di questi autori e in generale della letteratura gay, che in realtà non andrebbe neppure più definita con un aggettivo che la qualifichi ma come semplice “letteratura contemporanea”. I rischi della scrittura (omosessuale o eterosessuale che sia) sono grandi e richiedono molta esperienza e molta competenza per essere ovviati, lo scrittore omosessuale ne corre forse uno in più, “ed è quello dell’approssimazione, del dilettantismo vacuo, dell’introspezione disarticolata, della sgrammaticatura, dell’indolenza passionale, della fragilità del racconto, del giustificarsi e giustificare la pagina con un travaglio interiore ed esteriore che riguarda più o meno tutte le persone omosessuali”.
Visti i rischi, ora consideriamo le peculiarità di questi racconti che sembrano aver superato gli ostacoli suddetti e che nella loro varietà possono essere esemplari di un punto d’arrivo.
Le problematiche di coppia (oggi questo tema è all’ordine del giorno anche da un punto di vista legislativo) sono specifiche eppure il gioco dei sentimenti e delle emozioni, forse espressi in altra forma e in altri contesti, è uguale per tutti e piace riconoscere e riconoscersi nelle pulsioni e nei dolori descritti sia a chi viva la problematica omo che eterosessuale. Ma ciò che più interessa è l’abilità narrativa: un sapiente (e frequente) uso del dialogo, una indagine psicologica di grande acutezza e sensibilità (mirabile, in questo senso, il racconto Satè Ayam di Fabio Bo, di grande eleganza anche stilistica) e un uso davvero originale del linguaggio e dell’espressività che spesso spiazza il lettore, ma sempre in modo stimolante.

Men on men. Antologia di racconti gay. Vol. 4
a cura di Daniele Scalise
248 pag., Euro 8,40 – Edizioni Mondadori (Piccola biblioteca oscar n. 430)
ISBN: 88-04-54808-8

Le prime righe

Introduzione

Con passo lento ma a volte anche con scatti poderosi, la scrittura propriamente e dichiaratamente gay è entrata e si è installata nell'orizzonte letterario italiano oltre che - ma questo sembrerebbe più ovvio - internazionale. Si tratta di un ingresso e di una stabilizzazione che certamente sono in relazione con l'evoluzione sociale ma anche con una crescita sofisticata, una liberazione da schemi grotteschi e marginali e dall'idea parzialmente stereotipata che lo scrittore gay sia obbligato a percorrere narrazioni autoconsolatorie, con prodotti destinati allo scaffale intitolato alla "questione omosessuale". Sempre di meno riferendosi a un'opera gay si coltiva il retro-pensiero, nemmeno poi tanto nascosto, che si tratti di mercé settoriale, utile tutt'al più a sensibilizzare coscienze politiche e civili. Sempre di più il testo viene valutato per quel che è, insieme di armonie (o disarmonie) lessicali, costruzione o distruzione di scenari, tessuto di dialoghi e trame. In Inghilterra, tanto per fare uno degli ultimi esempi che ci sono capitati tra le mani, The Line ofBeauty di Alan Hollinghurst ha meritato il Booker Prize che non è un premio rituale e mafiosetto, non è una medaglia retorica ma è un riconoscimento vero e proprio e sotto gli occhi di tutti. È insomma un pezzo di letteratura senza mediazioni socio-moralistiche, le cui pagine sono infiammate di verità e passione.

© 2005 Arnoldo Mondatori Editore


Il curatore

Daniele Scalise (Roma 1952), giornalista di “Prima Comunicazione”, “Il Foglio” e “Luna”. È stato caporeddatore presso un’agenzia giornalistica. È autore anche di Cose dell’altro mondo. Viaggio nell’Italia gay, Il caso Mortasa. La vera storia del bambino ebreo rapito dal Papa, I soliti ebrei. Viaggio nel pregiudizio antiebraico nell’Italia di oggi, e curatore delle prime tre antologie di Men on men.


Di Grazia Casagrande


15 luglio 2005