Parola di donna, corpo di donna
Antologia di scrittrici arabe contemporanee

“Secondo me, non c’è di fatto molta differenza tra scrivere racconti ed evocare spiriti. Ma io non ho mai provato il desiderio di pubblicare e ho continuato a scrivere i miei racconti in silenzio nella mia mente in compagnia dei miei fantasmi. Quelli a cui scrivo, mi leggono anche se i miei libri non vengono pubblicati. Leggono semplicemente nella mia mente quello che non scrivo sulla carta!”

Trentuno racconti tradotti per la prima volta direttamente dall’arabo che dimostrano come questo mondo femminile sia estremamente vario e molteplice e come la letteratura che esprime sia esplicita testimonianza che sono i troppi pregiudizi occidentali a circoscrivere la problematica delle donne arabe al solo velo, mentre molto spesso quello femminile è un universo disinibito e attento alle tematiche più attuali, sociali, politiche e culturali.
Anche la sessualità è trattata in questi racconti senza schermi o ritrosie, con la consapevolezza che il mondo circostante, in particolare quello occidentale, attribuisce alla donna araba il ruolo di schiava o di prostituta senza assegnarle mai quello di protagonista della sua vita. Da questi testi (si pensi a I mocassini della libanese Joumana Haddad o Amore ai tempi della globalizzazione della siriana Haifa Bitar) emerge che la donna sa creare e provare desiderio, sa vivere passioni e testimoniare una carnalità e una sensualità anche spregiudicate. Ugualmente emerge da tante pagine il rifiuto della poligamia, la dignità e il rispetto della propria persona e del proprio genere. Tutto ciò senza ribellismi nei confronti di una tradizione che viene rispettata e vista principalmente come ricchezza, pur nella coscienza di alcuni gravi limiti.
Non solo il “privato” è presente: è testimoniata anche la tragica guerra in Iraq e lo sfacelo sociale che ne è derivato, il dramma della Palestina o le tante problematiche di chi è emigrato in Occidente e vive, sia che appartenga alla prima che alla seconda generazione, le mille difficoltà dei tanti arabi residenti o naturalizzati nei paesi d’accoglienza.
Insomma la voce delle donne è varia, la loro scrittura è estremamente articolata e ricca: una scoperta, una sorpresa per chi considera questo universo femminile un insieme indistinto di veli e di silenzio.

Parola di donna, corpo di donna. Antologia di scrittrici arabe contemporanee, a cura di Valentina Colombo
310 pag., Euro 8,40 – Edizioni Mondadori (Piccola biblioteca oscar n. 429)
ISBN: 88-04-54788-X

Le prime righe

Joumana Haddad
I mocassini
(Libano)

La donna non aveva avuto una giornata facile. La scappata a Parigi stava volgendo al termine. Troppe spese da fare, troppi spostamenti, qualche incontro rapido all'ultimo minuto, una colazione con l'uomo con il cappello inzuppato d'acqua e poi, la ciliegia sulla torta: un arrivederci preoccupante, salato - tanto che quel giorno continuò a lungo a irritarle la gola - e che lei non voleva in alcun modo lasciar salire agli occhi.
No. Non lei.
La donna che non aveva avuto una giornata facile rientrò a casa a prepararsi per la serata. Aveva già deciso cosa fare nelle ore che le restavano da trascorrere in quella città. Si sarebbe fatta per la "prima volta" un regalo riservato da sempre ai momenti di maggior smarrimento. Si lavò i lunghi capelli neri, li accarezzò sotto l'acqua e pensò: "Maria Maddalena è recidiva, ma questa volta si guarderà bene dal pentirsi!". Qualche goccia le imperlava le spalle, una di quelle gocce che non bisogna mai asciugare, che solo una lingua assetata di stelle deve desiderare, raccogliere e bere. Si mise il rossetto, si profumò, scelse una gonna a caso (anche se lei è una di quelle donne che non lasciano nulla al caso) e dimenticò - espressamente -di mettersi gli slip.
La donna che dimenticò - espressamente - di mettersi gli slip cenò con i suoi due amici in un ristorante dove era di rigore la felicità forzata.


© 2005 Arnoldo Mondadori Editore


La curatrice

Valentina Colombo è attualmente docente di Lingua e letteratura araba all’Università della Tuscia. È traduttrice del Premio Nobel per la letteratura Nagib Mahfuz e di tanti altri autori arabi sia dell’epoca classica sia contemporanea. Ha scritto numerosi articoli sulla letteratura araba. Ha pubblicato L’altro Mediterraneo. Antologia di scrittori arabi del Novecento.


Di Grazia Casagrande


15 luglio 2005