Francesco Altan e Elisabetta Forni
La prospettiva del ranocchio
Lo sguardo dei bambini sul mondo adulto

“La morale veicolata dai programmi più seguiti dai bambini, i cartoni giapponesi e i serial statunitensi, è quella scintoista e quella puritana, entrambe molto lontane dalla nostra e quindi molto disorientanti per un bambini.”

James Lloyd Carr
Un mese in campagna

“La pioggia era cessata e la rugiada scintillava sull’erba del cimitero, le ragnatele fluttuavano tra le correnti d’aria, i merli beccavano qua e là in cerca di insetti, un tordo cantava sopra un frassino, dove io potevo vederlo. Più oltre si estendevano i pascoli che avevo attraversato mentre venivo dalla stazione (con una tenda a cono piantata vicino a un ruscello); poi altri campi che si levavano in direzione della scura linea delle colline. E mentre si faceva chiaro, un vasto e splendido paesaggio si dispiegava di fronte a me. Mi allontanai; era immensamente appagante.”

Peter Ho Davies
Aspettando Lady Godiva

“Rimaniamo lassù fino a quando comincia a fare buio. È fine agosto, e i giorni si stanno già accorciando. Guardo i lampioni accendersi sopra di noi, prima rosa poi ambra man mano che si scaldano. Alla fine sentiamo qualcuno da sotto: grida che stanno per chiudere il campanile. Durante la discesa al buio, Frank mi precede e io gli tengo una mano sulla spalla”.

Curzia Ferrari
Quadro velato
Il romanzo di Margherita da Cortona

“Appena videro la pellegrina, subito riconobbero in lei la dama di Montepulciano che non era ancora la penitente con gli occhi bassi e i gesti mansueti. Era una donna che voleva a tutti i costi uscire dalla propria sventura, e si sentiva spinta, sia pure in modo indecifrato, a qualcosa di superiore.”

Salvatore Niffoi
La leggenda di Redenta Tiria

“E cos’è l’idea?’ domandò Redenta Tiria. ‘Già stanco di vivere prima di arrivare a quarant’anni? Ma non ti vergogni? Rimettiti in grazia di Dio e impara a campare coi piedi per terra, che volare non è cosa per uomini!”

Beppe Severgnini
La testa degli italiani

“Dopo l’età dell’inurbamento rapido (anni Cinquanta), l’epoca dell’entusiasmo incosciente (anni Sessanta), il periodo dell’allarmismo ansioso (anni Settanta), la fase dell’ottimismo distratto (anni Novanta) siamo approdati a un’approssimativa consapevolezza: l’Italia è nostra, forse conviene tenerla da conto. Le doglie della modernità non sono concluse – c’è sempre un privato che abusa e un governo che condona – ma finalmente sta succedendo qualcosa.”

8 luglio 2005