Peter Ho Davies
Aspettando Lady Godiva

“Rimaniamo lassù fino a quando comincia a fare buio. È fine agosto, e i giorni si stanno già accorciando. Guardo i lampioni accendersi sopra di noi, prima rosa poi ambra man mano che si scaldano. Alla fine sentiamo qualcuno da sotto: grida che stanno per chiudere il campanile. Durante la discesa al buio, Frank mi precede e io gli tengo una mano sulla spalla”.

Aspettando Lady Godiva è il secondo titolo pubblicato da Sartorio, una nuova casa editrice italiana che aveva esordito a fine maggio con Postumo in vita di Gianni Clerici: scelte interessanti per un futuro catalogo che già si preannuncia molto promettente.
Si tratta di una raccolta di racconti (pubblicati originariamente con il titolo The Ugliest House in the World, 1998), genere in cui Peter Ho Davies, scrittore anglo-cinese che vive negli Stati Uniti, eccelle e che gli ha fatto vincere il John Llewellyn Rhys e PEN/Macmillan Prizes in Gran Bretagna e garantito la presenza tra i finalisti del Los Angeles Times Book Prize, nonché l’inserimento nell’elenco 'Best of Young British Novelists’ della prestigiosa rivista Granta.
Per conoscere meglio questo autore, totalmente sconosciuto in Italia, si può fare qualche ricerca in internet, trovando numerosi riferimenti. Tra i tanti, un’intervista del Guardian in cui Davies parla delle sue raccolte di short story preferite, dalle quali sicuramente ha tratto se non ispirazione almeno qualche spunto formale: una selezione di racconti di Cechov, Flannery O’Connor, Borges, Hemingway, Carver, Julian Barnes, Denis Johnson.
La raccolta si apre con il testo che dà il titolo al volume, divertente e stretto scambio di battute fra giovani protagonisti per le strade di Coventry, in attesa che lady Godiva si affacci a cavallo dall’orologio del campanile a Broadgate, dipinta di rosa carico con la sua enorme massa di capelli innaturali, a perenne memoria della storica cavalcata in difesa dei più poveri contro l’ingiustizia delle tasse. La casa più brutta del mondo è invece il racconto (il più lungo tra tutti quelli scritti da Davies) che ha dato il titolo all’edizione originale della raccolta e parla del Galles, luogo in cui lo scrittore è cresciuto, citando ricordi del padre e del nonno e curiosità vecchie e nuove, come quella casa, appunto, indicata con un cartello destinato ai turisti di passaggio, edificata in un solo giorno ai tempi in cui la legge stabiliva che “se riuscivi a costruire una casa in un giorno e a dormirci dentro per una notte, diventavi proprietario di un acro di terra circostante”: naturalmente ciò non consentiva grandi progetti estetici... ma neppure, a distanza di tanti anni, particolari guadagni agli eredi squattrinati.
Dal Galles alla Malesia di Galleggiamento (a galleggiare è il prozio del protagonista in uno stagno dove a lungo ama restare, per poi scegliere di uccidersi affogando in una cisterna di terracotta), alla Kuala Lumpur della fine degli anni ’40 di Schermo d’argento o alla Patagonia di Cassaforte, Davies riesce a variare il percorso narrativo e l’uso della lingua in base alle ambientazioni (totalmente differenti) dei suoi racconti, dando spazio a una impressionante varietà di voci espresse in modo convincente anche grazie a una grande attenzione per i dettagli.

Aspettando Lady Godiva di Peter Ho Davies
Titolo originale: The Ugliest House in the World
Traduzione di Massimo Bocchiola
227 pag., Euro 14,00 – Edizioni Sartorio
ISBN: 88-600-9000-8

Le prime righe

Io e Frank stiamo aspettando Lady Godiva. Sono le dodici meno cinque e siamo seduti su una panchina a Broadgate, di fronte al grande orologio, nell'attesa che aprano i pub. Siamo appena stati a firmare per il sussidio e abbiamo bisogno di una pinta.
«Su» fa Frank guardando l'orologio. «Batti una mossa, bello.»
Un gruppo di pensionati in gita ha cominciato a raccogliersi davanti a noi. Lisa, la loro guida, sta raccontando tutta la storia di Lady Godiva e di suo marito Lord Leofric: come lei cavalcò nuda per le strade di Goventry, come protesta contro le ingiuste tasse del marito, e i contadini, quando seppero cosa stava facendo per loro, corsero in casa, serrarono le imposte e restarono al buio fino a quando sentirono passare il suo cavallo. «La madre di tutti i dimostranti anti-poll-tax» la definisce Lisa, e i pensionati ridacchiano e si ripetono la battuta l'uno all'altro. Lisa ha diciassette anni ma è vestita da donna matura, con un tailleur blu che la fa sembrare più magra e angolosa di quando andiamo a letto insieme, nei suoi giorni di riposo. Porta una sciarpa azzurra con il simbolo del sindacato turistico. Il vento gliela fa sbattere contro il petto.

© 2005 Sartorio Editore


L’autore

Peter Ho Davies (Coventry, 1966) è stato designato da “Granta” tra i venti migliori scrittori di lingua inglese. Con questo libro ha vinto il John Llewelyn Rhys e il Pen/Macmillan Prize; i suoi racconti sono apparsi per ben due volte nel “The Best American short stories”. Vive negli Stati Uniti dove insegna scrittura creativa nell’Università dell’Oregon a Eugene.


Di Giulia Mozzato


8 luglio 2005