Curzia Ferrari
Quadro velato
Il romanzo di Margherita da Cortona

“Appena videro la pellegrina, subito riconobbero in lei la dama di Montepulciano che non era ancora la penitente con gli occhi bassi e i gesti mansueti. Era una donna che voleva a tutti i costi uscire dalla propria sventura, e si sentiva spinta, sia pure in modo indecifrato, a qualcosa di superiore.”

Contadina e castellana, amante, sposa e madre, vedova, prostituta, e mistica penitente: tutti i volti dell’universo femminile medioevale sono presenti nella figura di santa Margherita da Cortona, che rivive in un’affascinante biografia romanzata opera di una vera specialista come Curzia Ferrari, che nel suo vasto e variegato repertorio letterario conta grandi figure di santità femminile come santa Rita e sant’Angela Merici.
Nata a Laviano, tra Montepulciano e Cortona, nel 1247, Margherita era figlia di un piccolo possidente; la sua straordinaria bellezza, confermata da tutte le cronache contemporanee, fece invaghire un cavaliere di Montepulciano, Arsenio del Pecora, e lei, appena sedicenne, fuggì di casa per raggiungerlo. Installatasi nel castello di lui, divenne madre l’anno dopo di un figlio maschio, Jacopo, e probabilmente ci fu anche un matrimonio. Passarono dieci anni felici, durante i quali Margherita divenne una dama raffinata, ma nel 1273 il marito fu ucciso in una delle tante faide fra guelfi e ghibellini che insanguinavano l’Italia comunale, e Margherita si trovò sola, cacciata dalla famiglia dei Del Pecora, che aveva osteggiato l’unione tra lei ed Arsenio. Per sfamare se stessa e il figlio, Margherita non trovò altro mezzo che trarre vantaggio dalla sua bellezza, come confermano le agiografie che non mettono a tacere il periodo vissuto come pubblica peccatrice, e Gesù stesso, apparendole molti anni dopo, a volte la chiamava “la mia novella Maddalena”.
Dopo un paio d’anni però Margherita comprese che l’unico amore che avrebbe potuto dare un senso alla sua vita era quello mistico per il Cristo, e tornò a Cortona per vivere da penitente, dopo aver sistemato il figlio presso un precettore. Inizia così una trasformazione radicale che Curzia Ferrari segue passo passo, affrontando i resoconti delle agiografie contemporanee, in particolare quella di Fra Giunta Bevegnati, confessore della Santa, con una posizione critica che, sfrondando l’esaltazione tipica della religiosità medioevale, cerca di rendere credibile al lettore di oggi le visioni mistiche di Margherita, tra psicologia e teologia, riuscendo a rendere sempre avvincente la storia di questa donna eccezionale, simbolo di secoli un tempo definiti “bui”, ma invece vividi dei bagliori di un crogiuolo in cui si stava fondando il mondo moderno.

Quadro velato. Il romanzo di Margherita da Cortona di Curzia Ferrari
204 pag., Euro 15,00 – Edizioni Ancora (Medievalia)
ISBN: 88-514-0278-7

Le prime righe

Parte prima
L’ALLEGORIA DELL’ANDARE

1
Una ragazza innamorata dell’amore, ovvero del bel cavaliere Arsenio

«Dove vai, Margherita?».
Capita, nei momenti più drammatici della vita, quando la vita sembra sul punto di finire, che parliamo con noi stessi.
Lo fece anche Margherita, sola, di notte, in mezzo alla palude della Chiana, a bordo di una barchetta che si impigliava tra le canne e minacciava di rovesciarsi da un momento all'altro. Alla baldanza iniziale con cui aveva affrontato quell'impresa, erano sopraggiunti un poco alla volta lo sconforto e la paura. Le notti dell'estremo agosto sanno essere terribili con i loro uragani annunciati dal vento che corruga il fogliame, inclina i giunchi e increspa perfino quell'acqua solitamente ferma, verdastra, un po' fangosa. Il cielo si era fatto nerissimo, di colpo si era mangiato le stelle e la luna, la cara luna che con il suo volto amico sapeva fornirle, in ogni occasione, un segno adatto ai suoi stati d'animo.
Cominciava a vacillare anche la certezza che di là dalla palude ci fosse il Porto con le sue case ben piantate e i prati blu del fiore del lino.
Niente, non c'era più niente.
Una mescolanza inconfondibile di desolazione e di stanchezza la induceva a lasciare i remi, ad abbandonarsi al temporale che ormai infuriava e tutto sconvolgeva con la sua cupa vertigine.
«Dove vai, dove vuoi andare, Margherita?».
Un vortice. Via, in una spirale d'acqua e di nebbia. Lontano.
Morire? Una prospettiva terrificante.
Chiunque si sia trovato a contatto immediato, quasi tattile con la morte, sa che al senso della rinuncia sopravviene, quasi per miracolo, una testarda volontà di vivere.

© 2005 ancora Editrice


L’autrice

Curzia Ferrari. Scrittrice, giornalista, esperta d'arte, è nota e apprezzata in Italia e all'estero come autrice di biografie, veri studi antropologici in cui ricerca il profilo dell'uomo inferiore. Ha scritto anche su tematiche religiose, con una particolare attenzione ai mistici. Molti i riconoscimenti e i premi che le sono stati assegnati. Ha scritto Donne e Madonne. Le sacre maternità di Giovanni Bellini e II mondo femminile di Francesco d'Assisi.


Di Daniela Pizzagalli


8 luglio 2005