Ernesto Ferrero
I migliori anni della nostra vita

“Si alzava alla mattina con la stessa idea: trovare uomini e libri capaci di modificare la sua e nostra percezione del mondo. Voleva stupirsi. Ogni giornata si apriva nel segno di una rincorsa che spostava un po’ più in là il paletto dell’ultimo confine. Ogni giornata doveva essere memorabile, diversa da quella precedente. Il cambiamento scandiva il senso di una crescita che voleva essere ininterrotta.”

Padre autoritario e carismatico Giulio Einaudi, madre protettiva e comprensiva Giulio Bollati, fratelli balzani e diversissimi Italo Calvino, Natalia Ginzburg, Elio Vittorini, Roberto Cerati, Guido Davico Bonino, lo stesso Ferrero e tanti altri: l’Einaudi degli anni Sessanta e Settanta è una famiglia tanto disordinata quanto animata da grandi passioni (in primo luogo civili) e da grandi progetti.
Ernesto Ferrero, entrato in casa editrice come addetto stampa nel 1963, fa rivivere quella stagione straordinaria in un “romanzo famigliare” da poco in libreria. E lo fa con lo stile del narratore che evoca passioni, sentimenti, slanci e delusioni, che con understatement subalpino fa un virtuale passo indietro per far emergere grandezze (e debolezze) di predecessori e illustri compagni di scena, da Cesare Pavese a Pier Paolo Pasolini, da Leonardo Sciascia all’amatissimo Primo Levi.
Con I migliori anni della nostra vita (Feltrinelli) ci conduce per mano nelle elegantissime sale di casa Einaudi, nelle stanze della sede storica, in via Biancamano a Torino, nei mitici consigli del mercoledì, dove l’Editore, i redattori e consulenti come Norberto Bobbio, Massimo Mila, Vittorio Strada, Giorgio Manganelli si incontravano, e scontravano. Ci fa partecipare ai “ritiri spirituali” (predecessori dei viaggi “incentive”, tanto di moda) che a fine giugno riunivano gli einaudiani in un paesino della Val d’Aosta per un esame di coscienza dell’anno appena trascorso.
Ma ricordare il periodo d’oro – inevitabilmente mitizzato - significa anche valutarne gli esiti, a partire dalla crisi che colpì la casa editrice negli anni Ottanta e che proprio Ferrero contribuì a superare come direttore editoriale; e, indirettamente, mettere a confronto l’editoria di allora con quella di oggi, tanto diversa, nella quale lo stesso autore continua a svolgere un ruolo di primo piano come direttore della Fiera del libro di Torino.

I migliori anni della nostra vita
214 pag., Euro 14.00 – Edizioni Feltrinelli
ISBN 88-07-49038-2

Le prime righe

Della felicità

"È l'uomo più intelligente che abbia mai conosciuto. Un genio. Un capitalista di tipo speciale. Non accumula profìtti. Accumula qualcosa di più importante, di più duraturo. Accumula prestigio."
Il treno correva nella notte verso Roma. Dopo Livorno, verso Castiglioncello, brandelli di mare nero e ciuffi di pini, corolle di luci tremule schizzavano all'improvviso fuori delle gallerie. Stavamo in piedi nel corridoio, a parlare. Ascoltavo con devozione la voce di Giulio Bollati che mi svelava i se-greti dell'Olimpo di via Biancamano, in cui ero stato appena ammesso. Era la primavera del 1963.

Pensai distintamente che per un prodigio insperato ero stato accolto nella regione mitologica in cui cresce l'albero della felicità.
Forse bisogna proprio partire di qui, dalla felicità. Abbiamo della felicità un'idea timida e intermittente. Parlarne è difficile, come parlare di Dio. Ogni parola la immiserisce, ne dissolve l'incanto. Impossibile classificarla, quantificarla. Al massimo possiamo tentare delle perifrasi, delle allusioni, nominandola con cautela. Ne parliamo soltanto al passato, quando ci ha abbandonato, forse per punirci di non esserci accorti della sua presenza. Dice un verso di Cardarelli: Felicità, ti ho riconosciuta dal passo con cui ti allontanavi.

© 2005 Edizioni Feltrinelli


L’autore

Ernesto Ferrero (Torino,1938) inizia a lavorare nell'editoria nel 1963 come responsabile dell'ufficio stampa della Einaudi. Alla fine degli anni Settanta ne diventa il direttore letterario, e poi dal 1984 al 1989 direttore editoriale. Altre esperienze di lavoro lo vedranno presso Boringhieri, Garzanti e Mondadori. Nel 1998 è chiamato a dirigere la Fiera Internazionale del libro di Torino. Tra le sue opere di narrativa, il romanzo N. (Premio Strega 2000, Premio Alassio e Premio Lucca, tradotto in numerose lingue europee), e L'anno dell'Indiano (Premio Via Po, Premio Ostia, Premio Bari), riscrittura di Cervo Bianco (1980). Un interesse antropologico per le esperienze estreme ha ispirato Barbablù, biografia di Gilles de Rais. All'età dell'Impero sono dedicati anche le Lezioni napoleoniche sulla natura degli uomini, le tecniche del buon governo e l'arte di gestire le sconfitte (premio Elba Brignetti), e il monologo teatrale Elisa. Tra gli altri suoi libri, I gerghi della mala dal '400 a oggi, poi ripensato e ampliato nel Dizionario storico dei gerghi italiani, una monografia dedicata a Carlo Emilio Gadda , una biografia per immagini di Italo Calvino (Album Calvino, con Luca Baranelli, Mondadori 1995) e un'antologia della critica su Primo Levi. Per i bambini ha scritto L'ottavo nano. Come traduttore, si è cimentato nelle impegnative versioni del Viaggio al termine della notte e di Casse-pipe di L-F. Céline e di Bouvard e Pécuchet di Gustave Flaubert. Collabora a "La Stampa", al "Sole 240re" e ai programmi culturali della Rai. Nelle pagine del Café Letterario di LibriAlice.it si possono trovare due interviste all’autore, una del 2000 e una del 2003.


Di Paola Di Giampaolo


1 luglio 2005