Enrique Vila-Matas
Il mal di Montano

“Tengo ben nascosta la mappa del mal di Montano che continuo a disegnare giorno per giorno. Però malato, quel che si dice malato di letteratura, lo sono come mai lo ero stato, e in segreto me ne compiaccio.”

Enrique Vila-Matas è sempre stato ed è rimasto uno scrittore non facile, non immediato. Un raffinato conoscitore della storia letteraria, un attento critico del testo, un perfezionista della scrittura. In qualche modo può ricordare la maniacalità di Mario Praz nel suo La casa della vita: là una inarrivabile competenza estetica e artistica, qui una sicura guida letteraria, una riflessione sulla funzione della letteratura nella contemporaneità e al contempo una storia della letteratura stessa vista come reiterazione continua ma anche crescita, come unica via di fuga e sopravvivenza.
Il tema del doppio è un fondamentale del romanzo, importante anche se non centrale, ed anche in questo Vila-Matas ripercorre le strade della storia della letteratura, ultimamente ancora solcate da Saramago e il suo capolavoro L’uomo duplicato.
Il mal di Montano, chiaramente legato al precedente Bartleby e compagnia compendia saggio e romanzo, il racconto sentimentale e il diario intimo, è un percorso accidentato che mette alla prova il lettore, continuamente stimolato da citazioni di testi e autori che sarebbe importante aver letto precedentemente (consigliabile tenere al fianco il Dizionario Bompiani delle opere e dei personaggi ristampato di recente in edizione economica, perché noi poveri mortali non siamo enciclopedie), nonché da artisti, film e attori che risulta indispensabile conoscere.
Montano, il protagonista, è un autore paralizzato nella propria ispirazione, proprio come ha dichiarato essere stato lo stesso Vila-Matas al termine della genesi di Bartleby (“dice Edmond Jabès che ogni volta che uno scrive corre il rischio di non tornare a farlo mai più”). Per cercare di aiutarlo a superare questo male, che è anche passione morbosa per tutto ciò che è letterario, interviene il padre, la voce narrante del romanzo, che scopre nel figlio uno sconcertante atteggiamento volubile, amletico, talvolta sensato e riflessivo, in altre occasioni sciocco e vendicativo. È solamente l’inizio di una affabulazione che ruota attorno a un personaggio (conosciuto con il matronimo di Rosario Girondo) ossessionato dalla Letteratura nella sua più alta e nobile accezione e dalla vita dei letterati in un complesso gioco di rimandi che vuole dimostrare come la letteratura sia l’unica alternativa alla tirannia del quotidiano.

Il mal di Montano di Enrique Vila-Matas
Titolo originale: El mal de Montano
traduzione di Natalia Cancellieri
270 p., Euro 15,00 – Edizioni Feltrinelli (I Narratori)
ISBN: 88-07-01682-6

Le prime righe

Sul finire del ventesimo secolo il giovane Montano, che aveva appena pubblicato il suo pericoloso romanzo sull'enigmatico caso degli scrittori che rinunciano a scrivere, rimase intrappolato nelle maglie della sua stessa finzione e, malgrado la sua compulsiva propensione alla scrittura, finì per essere uno scrittore totalmente bloccato, paralizzato, agrafo tragico.
Sul finire del ventesimo secolo - oggi 15 novembre 2000, per l'esattezza -, gli ho fatto visita nella sua casa di Nantes e, proprio come mi aspettavo, l'ho trovato così triste e arido che ben gli si sarebbero potuti adattare certi versi di Puskin, che dicono: "vive errando / nella penombra dei boschi / con il romanzo pericoloso".
Il lato positivo della faccenda è che a mio figlio - perché Montano è mio figlio - errare nella penombra dei boschi ha fatto riacquistare una certa passione per la lettura, e da questo ho tratto beneficio io stesso, che, non molto tempo fa e su suo consiglio, ho letto Prosa dalla frontiera personale, il romanzo appena pubblicato da Julio Arward, quello strano scrittore di cui non mi ero mai fidato troppo considerando che giocava semplicemente a essere il doppio del romanziere Justo Navarro.
Oggi, fra le altre cose, ho ringraziato mio figlio per avermi consigliato il libro del doppio di Justo Navarro, non poi così doppio da quando ha scritto quel romanzo. Si tratta di un buon libro e, leggendolo, mi sono ricordato a più riprese di una cosa che un giorno avevo sentito dire a Julio Arward alla radio: "Una volta, un'amica mi ha raccontato che ciascuno di noi ha un doppio che sta in un altro posto, e vive la propria vita con un volto identico al nostro”.

© 2005 Edizioni Feltrinelli


L’autore

Enrique Vila-Matas (Barcellona 1948) è autore di una vasta, provocatoria e personalissima opera narrativa, insieme intimista e sperimentale, elegante e sfrontata, che include romanzi, racconti, articoli e saggi. Tra i suoi romanzi ricordiamo Bartleby e compagnia, L’assassina letterata, Suicidi Esemplari.


Di Giulia Mozzato


24 giugno 2005