Javier Marías
Traversare l'orizzonte

“È anche possibile che Traversare l’orizzonte sia un romanzo abbastanza buono, ma cos’è questo a fronte di ciò che io avevo previsto? Una tremenda delusione, ne può star sicuro. No, per favore, non mi interrompa. Quel che dico è vero. Il romanzo del mio amico non si dovrà pubblicare mai e non avrebbe mai dovuto avere altro lettore o ascoltatore che non fossi io.”

Uno strano consesso di scienziati e letterati, a dire il vero piuttosto stravaganti, partecipa a un altrettanto originale viaggio sul veliero Tallahassee organizzato dal capitano Kerrigan, un milionario eccentrico deciso a navigare fino all’Antartide, ma che si fermerà nel Mediterraneo, non a caso approdando a Tangeri, un luogo d’incontro emblematico di intellettuali e scrittori del Novecento. Questa sostanzialmente la trama del romanzo, che nasconde molti altri significati sottesi e numerose sorprese.
Un libro scritto su più piani, che si legge come avventura, come dibattito intellettuale, come vicenda misteriosa e spiazzante, come storia d’amore. E, ancora una volta, seguendo una linea comune a molte opere letterarie, si ritrova la storia nella storia, il romanzo nel romanzo, quel Traversare l’orizzonte, manoscritto speciale che viene letto, esaltato e poi affossato in un imprevedibile sviluppo critico.
Si legge una certa pretesa giovanile (aveva solamente 21 anni Marías quando ha scritto questo libro) di costruire il romanzo perfetto, di ripercorrere le tracce di autori, forse troppo citati, come Joseph Conrad, maestro di narrativa di viaggio, Conan Doyle, per la parte più misteriosa e per l’intrigo “poliziesco” che si nasconde nella storia, Henry James per la descrizione di certe tipologie umane che sicuramente l’autore de I bostoniani, redatto quasi cent’anni prima di quest’opera, poteva immaginare. Ma fino a che punto è omaggio acritico “alla maniera di”? non si legge tra le righe anche una certa volontà parodistica?

Traversare l’orizzonte di Javier Marías
Titolo originale: Travesía del horizonte
Traduzione di Glauco Felici
193 pag., Euro 12,00 – Edizioni Einaudi (L'Arcipelago Einaudi n. 75)
ISBN: 88-06-16854-1

Le prime righe

Libro primo

Ancora non so se le sue intenzioni erano, come lui manifestava con eccessiva reiterazione, puramente romantiche, o se piuttosto tutto quell’artificio non rispondesse a un ultimo sforzo per ristabilire la sua reputazione in declino d’intrepido avventuriero; o se ancora, addirittura – e sebbene io non creda che così fosse , non lo si dovesse alle volgari offerte di qualche istituzione scientifica. È pur vero che tutti noi che ne fummo coinvolti ci lasciammo persuadere con eccessiva facilità dal suo entusiasmo, e oserei addirittura dire, per quanto mi costi ammetterlo di fronte ai risultati, che quando sorsero i primi inconvenienti, ancora a terra, e si parlò di abbandonare quel che all’epoca non era altro che un progetto, fummo noi, e non gli opportunisti uomini di scienza che protetti dalle autorità ormai si erano uniti a noi, che più ci sforzammo per superarli e più insistemmo perché, malgrado le avversità e se pure nelle peggiori condizioni, si dovesse salpare.

Forse non sarà granché onesto ed è molto probabile che io stia cercando di consolarmi attraverso erronee supposizioni, ma penso che in altre circostanze, a Parigi, per esempio, le cose si sarebbero svolte in maniera assai diversa.

© 2005 Giulio Einaudi Editore


L’autore

Javier Marías ha scritto : Un cuore così bianco, Domani nella battaglia pensa a me, Tutte le anime, L’uomo sentimentale, Nera schiena del tempo, Malanimo, Quand’ero mortale, Selvaggi e sentimentali. Parole di calcio, Il tuo volto domani, Febbre e lancia, Vite scritte.


Di Giulia Mozzato


24 giugno 2005