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Paolo Hendel

Dal teatro al cinema, alla televisione. Paolo Hendel è un attore completo, travolgente, conosciuto dal grande pubblico per la sua vena comica dissacrante e intelligente, sempre “contro”. Scopriamo le sue passioni letterarie e il grande amore per i viaggi e per ciò che è lontano, ma “da dove”?

Che lettore è Paolo Hendel?

Disordinato… leggo i libri che mi capitano spesso tra le mani inizio poco convinto poi il momento più bello è quando dopo qualche pagina scopri invece di avere trovato il libro giusto.

L’ultima scoperta?

Ultimamente ho letto un libro che mi è piaciuto molto: Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra. Mi ha colpito molto perché era un giornalista che andava “al di là”, viveva le situazioni dall’interno e raccontava ciò che viveva giorno per giorno: pur essendo completamente calato nella situazione la vedeva anche con occhio esterno sempre critico, ironico.

Ti ricordi il primo libro che hai letto, che ti hanno regalato? Quando hai iniziato ad appassionarti alla lettura?

Uno dei primi libri forse è stato L’isola del tesoro.

Avventura insomma?

Sì, avventura. Che allora mi veniva presentata tutto sommato come letteratura quasi da ragazzi, di serie B. Alla fine capisci che certi libri vanno al di là della nostra voglia di dare etichette o far graduatorie, far classifiche

Cosa pensi del fatto che in Italia arrivino subito in classifica i libri dei comici? certi tipi di comici..

Basta avere la coscienza, tu che li fai, di non essere uno scrittore, ma di dare alle stampe un resoconto dello spettacolo, di un monologo che vende sulla scia di uno spettacolo o di una trasmissione televisiva più o meno fortunata. Anch’io ho fatto il mio libro di un precedente spettacolo, ma con la coscienza di non essere uno scrittore e di non aver scritto chissà che cosa, ma solamente il punto d’arrivo di un’esperienza teatrale e televisiva.

Cosa leggi in questi giorni?

L’ultimo libro che ho letto è quello di Terzani di cui ti parlavo. Cerco di avere un approccio istintivo, mi piace quando il libro ti trasmette delle emozioni anche a pelle quando ti porta altrove, come i libri dei viaggi, per esempio. Ho letto con molta avidità i romanzi o i racconti legati alla Patagonia, gli scrittori cileni come Coloane, Sépulveda, e prima di loro Chatwin. Mi piace leggere di Australia... Anche il libro di Terzani è un viaggio che confronta continuamente l’Oriente con l’Occidente, uno spostamento “fisico” che diventa anche un viaggio interiore, come spesso accade, ed è ricco di tante cose.

C’è un personaggio della letteratura che senti a te vicino?

No, o meglio considerando il fumetto di qualità come forma di letteratura ho sempre amato Corto Maltese non perché lo sentissi in qualche modo vicino a me -magari!- lo guardavo come una vita che avrei voluto fare.

Quindi ti piace il viaggio?

Si mi piace anche nei film, scelgo sempre prima in qualche modo i film che ti portano altrove, altri mondi, altre situazioni...

Una sorta di evasione totale? Non ti piace ciò che ti circonda?

Si, ma può darsi che mi interessi meno, o meglio preferisco andare in un’altra realtà che vale quanto la tua. Mi interessa maggiormente percorrere altre strade che le strade dietro casa; poi ci sono altre scoperte, come un film che avevi trascurato perché troppo domestico ed è un grandissimo film! Istintivamente non posso dire di preferire i racconti “nostrani”: prediligo ciò che si svolge altrove.

Di Francesco Marchetti 


10 giugno 2005