Michael D’Antonio
La rivolta dei figli dello stato

“Gli eventi descritti in questo libro sono stati avvalorati da innumerevoli ricerche tra cui numerose interviste alle persone coinvolte nei fatti, le note redatte dai sorveglianti dell’epoca, i registri dei singoli individui sotto la tutela dello stato e i rapporti scritti dai funzionari del Commonwealth del Massachussetts”.

Più che una citazione dal libro, un saggio-inchiesta premiato con il Premio Pulitzer, è questa avvertenza, posta ad epigrafe, a introdurci al meglio nell’inferno di una storia talmente assurda che sembra uscita da un romanzo di fantascienza. Invece, purtroppo, è storia. Una brutta storia: di quelle che, anche adesso, anche in questo esatto momento, qualcuno ci sta nascondendo: per “ragioni di Stato”, per “la salvaguardia della Nazione”, per il “progresso dell’umanità”. Insomma per una di quei mille e mille motivi che infangano la nostra intelligenza marmorizzandola nell’oblio.
Anni 60, Stati Uniti d’America: lontano dagli occhi indiscreti di media già da allora troppo interessati ad inseguire l’ultimo fatto di cronachetta o l’ultimo chilogrammo messo su da Elvis Presley, centinaia di ragazzi considerati “minorati” vengono reclusi in decine di istituti. Ragazzi orfani, poveri o considerati mentalmente non idonei al Q.I. medio degli americani per anni sono stati segregati, drogati, violentati in nome di un progetto di eugenetica che mirava a creare una “nazione forte”. Questi bambini, che nel 1967 erano 270 mila, per anni hanno però subito il più terribile degli abusi: sono stati dimenticati, ignorati, cancellati. Alcuni di loro, sopravvissuti e diventati adulti “normali”, hanno deciso di raccontare la propria storia in questo libro. La storia della loro rivolta: questi figli dello stato sono riusciti a testimoniare l’incubo creato da altri figli…
Sono riusciti a superare il trauma di un’infanzia negata dai giardini della scienza: da quella scienza che negli USA, terra della Libertà, ha nascosto quegli stessi esperimenti che il mondo aveva condannato all’epoca del Nazismo.
Molti bambini ce l’hanno fatta: benché sottoposti a radiazioni o a vaccinazioni testate su di loro come fossero cavie da laboratorio. Molti altri sono morti : non hanno resistito al progresso della scienza. Quella stessa scienza che, dietro a nomi che ancora oggi vantano grande credibilità nel mondo accademico (come il famoso MIT, Massachussets Institute of Technology, di Boston), lobotomizzava alcuni di questi bimbi tagliando loro “fettine” di cervello da analizzare per studiare gli effetti degli alimenti radioattivi.
Ai sopravvissuti il governo americano nel 1994 ha riconosciuto un indennizzo di 60 mila dollari.
Oggi la maggior parte degli istituti americani ha chiuso i battenti, ma i minori ricoverati sono ancora 47 mila. Che cosa stiano facendo nessuno lo sa, ma soprattutto non interessa a nessuno.
Nel frattempo Elvis Presley forse è morto (qualcuno, secondo le ultimissime notizie, dice di averlo visto prendere il sole in un atollo del Pacifico), mentre Totti e Ilary Blasi si stanno per sposare…

La rivolta dei figli dello stato di Michael D’Antonio
Titolo originale: The State Boys Rebellion
Traduzione di Luca Dresda
373 pag., Euro 18,00 – Edizioni Fandango
ISBN: 88-87517-58-4

Le prime righe

Prefazione

A pochi mesi dal suo ingresso nella Scuola Statale Walter E. Fernald, Freddie Boyce, un bambino di sette anni magro, dagli occhi scuri e i capelli castani, era già in grado di prevedere con un certo anticipo il manifestarsi di situazioni minacciose. Riusciva a misurare la tensione emotiva all'interno della grande camerata in cui viveva e sapeva con certezza quando un sorvegliante stava per perdere il controllo. Il lavoro dei sorveglianti era quasi impossibile. Nessuno avrebbe potuto gestire trentasei bambini, metà dei quali ritardati, senza un aiuto qualificato. Per questo, inevitabilmente, si comportavano spesso in modo crudele.
I bambini realmente ritardati non avevano via di scampo anche se avvisati per tempo. Una mattina d'autunno del 1949, si verificò uno di questi tristi episodi. La sorvegliante, Lois Derosier, aveva appena acceso le luci, camminando avanti e indietro tra le file di letti in ferro, tirando via le coperte e ringhiando a tutti di alzarsi all'istante. Seguendo la routine, Freddie scivolò fuori dal letto e restò in silenzio, in piedi, nella sua camicia da notte istituzionale, in attesa che arrivasse il suo turno per andare al bagno. Tutti gli altri fecero lo stesso tranne Howie che, per una ragione sconosciuta, quella mattina si sentiva eccitato e ripeteva senza sosta, come in una cantilena, "Evviva, evviva, evviva!".
Howie era un bambino lievemente ritardato - un Tonto, nelle parole dei ragazzi più brillanti - ma voleva bene a Freddie e di solito lo ascoltava. Questa volta Freddie cominciò sussurrando un semplice, "Scch!". Non avendo ottenuto il suo scopo, provò a irretirlo: “Howie", sussurrò a voce quasi impercettibile. "Se te ne stai in silenzio, ti faccio sedere accanto a me a colazione".

© 2005 Edizioni Fandango


L’autore

Michael D'Antonio è autore di numerosi libri di saggistica di grande successo tra i quali Atomic Harvest, Fall from Greece, Tin Cup Dreams e Mosquito. I suoi lavori sono apparsi anche sulle riviste “Esquire”, “The New York Times Magazine”, “The Los Angeles Magazine” e molte altre pubblicazioni. Come giornalista ha vinto il Premio Pulitzer con un'inchiesta apparsa sul quotidiano “Newsday”. Vive e lavora a Long Island.


Di Gian Paolo Serino


17 giugno 2005