Bamboo Hirst
Blu Cina

“Se io dovessi ritornare in Cina anche per un solo giorno, non farei più una visita al passato, orientandomi secondo una segnaletica delle emozioni, ma piuttosto mi farei influenzare dagli spazi e dai colori; fermarmi in un cortile laterale di un antico palazzo e accarezzare la balaustra di una scalinata di marmo bianco.”

Questa autobiografia si divide in tre parti. Nella prima, che si svolge in Cina, Bamboo Hirst traccia la storia della sua famiglia materna, risalendo oltre la terza generazione, racconta l’incontro dei suoi genitori, il loro amore, il facile confronto tra le loro diverse culture e la felicità di due persone che vogliono vivere insieme l’intera esistenza. La sua nascita è accolta con entusiasmo da genitori e nonni ma poi, quasi all’improvviso, tutto cambia: ed ecco il dolore della separazione obbligata, la lontananza che fin dal primo momento viene vissuta dalla madre come definitiva e il suo crescere in collegio considerando morto il padre e lontana anche dall’intera famiglia materna. Qui possiamo ritrovare l’antica cultura cinese, ricca di secoli di civiltà, piena di regole di comportamento che vengono rigorosamente rispettate anche nei rapporti tra genitori e figli, riconoscere i tanti segni di trasformazione e vedere anche, indirettamente, la situazione dell’Italia all’estero negli anni che precedono la Seconda guerra mondiale e durante la guerra stessa.
La seconda parte invece vede la scrittrice quattordicenne, dopo un lungo viaggio in nave, approdare nel 1953 a Napoli e, completamente sola, affrontare un mondo nuovo, lontanissimo da quello in cui era cresciuta, passare da un Commissariato di Polizia a un collegio e poi a un altro, fino a che potrà camminare da sola nella vita e nel mondo. Qui avviene l’incontro (l’unico) con il padre che nel frattempo ha un’altra famiglia e altri due figli e che con lei mostra immediatamente di non essere intenzionato a farla entrare nella sua nuova vita, un vero estraneo, chiaramente a disagio per quell’incontro che avrebbe preferito evitare.
L’ultima parte affronta gli anni della vita della scrittrice trascorsi fuori dalle mura protettive del collegio, la sua capacità di affermarsi nel mondo esterno e la fortuna di aver incontrato le persone “giuste” fino a raggiungere l’equilibrio affettivo ed economico che è il presupposto necessario alla stesura di questa autobiografia avvincente come un romanzo.

Blu Cina di Bamboo Hirst
379 pag., Euro 15,90 – Edizioni Piemme
ISBN: 88-384-5476-0

Le prime righe

Blu Cina si riferisce ai periodi più significativi della mia vita. Per ricostruire il passato sono stata aiutata da molti riferimenti giuntimi a voce e completati attraverso ricerche personali. I personaggi, gli ambienti, gli episodi rievocati sono tutti veri. Il libro si articola in tre parti.
La prima narra la storia di mio padre e mia madre: l'incontro tra Occidente e Oriente.
La seconda parte tratta del mio impatto con l'Italia, dove ho dovuto trapiantare le mie radici.
L'ultima parte si riferisce al mio ritorno in Cina, alla ricerca dei luoghi che mi sono familiari, anche se so che volerli ritrovare a tutti i costi è pura utopia.
Oggi non ho più bisogno di accarezzare con le dita le linee rosse della carta geografica che segnano i confini della Cina, perché ho ormai interiorizzato ricordi, desideri e tutto ciò che la Cina ha rappresentato e rappresenta per me.
«La Cina non va capita, va solo intuita. Sillogismi, deduzioni schematiche e statistiche non servono a nulla, se non si accetta la sua differenza», scrive Lin Yu Tang. La Cina cui mi riferisco io non è un luogo letterario o un pretesto narrativo, ma una parte di me.
Il blu è il colore dei Miao, l'antica etnia cui appartengo da parte di mia madre.
Per l'altra metà sono italiana. Ed è in questa lingua, diventata negli anni la mia, che ho deciso di raccontare la mia storia.

B.H.


© 2005 Edizioni Piemme


L’autrice

Bamboo Hirst è nata a Shangai e ora vive a Londra. È sposata e ha una figlia avvocato. Si è occupata a lungo di pubbliche relazioni, soprattutto nel campo della moda. Prima di trasferirsi in Inghilterra ha vissuto molti anni in Italia che, insieme con la Cina, resta uno dei suoi luoghi del cuore. Tra i suoi libri citiamo Figlie della Cina, Il riso non cresce sugli alberi, Passaggio a Shangai, Inchiostro di Cina e Cartoline da Pechino.


Di Grazia Casagrande


17 giugno 2005