Isabel Allende
Zorro
L’inizio della leggenda

“Lo zorro, la tua volpe, ti ha salvato. È il tuo animale totemico, la tua guida spirituale’ spiegò. ’Devi sviluppare la sua abilità, la sua astuzia e la sua intelligenza. La luna è tua madre e le grotte sono la tua casa. Come la volpe, avrai il compito di scoprire ciò che si cela nell’oscurità, dissimulare, nasconderti di giorno e agendo di notte.”

Zorro... sembra quasi di sentire la canzone che accompagnava la versione televisiva della mitica storia, una serie di telefilm prodotti dalla Disney dal 1957 al 1959, con protagonista Guy Williams (per i nostalgici è in commercio un Cofanetto con ben 6 dvd e tutte le puntate “storiche” della prima serie). Chi non li ricorda? In fondo noi Zorro lo immaginiamo con quel volto, anche se le versioni televisive e cinematografiche delle sue avventure sono state innumerevoli (Imdb ne conta al momento 68 tra cinema e televisione). Ora il viso di Zorro è quella di Banderas (protagonista con Catherine Zeta-Jones di The Legend of Zorro, diretto da Martin Campbell) lo stesso che l’Allende ha immaginato, per sua stessa ammissione, nello scrivere questo romanzo.
Capire perché una scrittrice come lei si sia cimentata nella riscrittura di una storia così popolare, conosciuta e amata, è piuttosto difficile, anche se lei lo spiega con una sfida “su commissione” lanciatale dall’erede dei diritti della storia, deciso a nobilitarla attraverso un romanzo di alto livello.
Il suo modo di farci entrare nella storia è un tuffo diretto nell’Alta California a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, in un tempo ancora molto lontano dalla pacificazione sociale, segnato dalle lotte per i diritti del popolo indio e la strenua difesa dei privilegi dei latifondisti spagnoli. Alla prima schiera di combattenti appartiene la madre di Diego de la Vega, Toypurnia (ribattezzata Regina), una splendida e coraggiosa ragazza india, alla seconda Alejandro de la Vega che da capitano è passato a ricco proprietario terriero proprio grazie a questo amore sfociato in matrimonio. La travagliata nascita di Diego porta con sé un legame particolare con la balia Ana e il figlio di lei nato contemporaneamente, Bernardo, che resterà a lui legato come un fratello. Diego cresce in questa dicotomia culturale: da un alto apprende i riti tradizionali e misteriosi degli indios, dall’altro impara l’arte della scherma a Barcellona, dove lo manda a studiare il padre, e si avvicina alla massoneria, prendendo il nome di Zorro (volpe in spagnolo). Tra vicende sentimentali, battaglie, interventi in soccorso dei poveri e dialoghi da feuilleton la Allende risponde a ogni possibile domanda sull’infanzia e l’adolescenza dell’eroe, sul perché sia diventato il difensore mascherato dei più deboli, sulle prime imprese che lo hanno reso celebre. Per chi vuole sapere tutto, ma proprio tutto sull’”inizio della leggenda”.

Zorro. L’inizio della leggenda di Isabel Allende
Titolo originale: El Zorro. Comienza la leyenda
traduzione di Elena Liverani
348 pag., Euro 16,50 – Edizioni Feltrinelli
ISBN: 88-07-42111-9

Le prime righe

Questa è la storia di Diego de la Vega e delle circostanze che fecero di lui il leggendario Zorro. Finalmente posso rivelare la sua identità, che per tanti anni abbiamo mantenuto segreta, e lo faccio con una certa esitazione, visto che il foglio bianco mi intimorisce quanto le sciabole sguainate degli uomini di Moncada. L'intento di queste pagine è prevenire gli attacchi di chi è deciso a diffamare Zorro. Il numero dei nostri rivali è considerevole, come sempre succede a chi difende i deboli, salva le donzelle e umilia i potenti. Ovviamente ogni idealista si fa dei nemici, ma noi preferiamo contare gli amici, che sono molti di più. Mi sento in obbligo di narrare queste avventure perché servirebbe a poco che Diego rischiasse la propria vita in nome della giustizia, se poi nessuno lo venisse a sapere. L'eroismo è un mestiere mal pagato, che spesso conduce a una fine prematura; per questo attrae persone fanatiche o sensibili al fascino della morte. Esistono ben pochi eroi dal cuore romantico e dal carattere amabile. Diciamoci la verità: non c'è nessuno come Zorro.

© 2005 Edizioni Feltrinelli


L’autrice

Isabel Allende è nata a Lima nel 1942, ma è vissuta in Cile fino al 1973 lavorando come giornalista. Dopo il golpe di Pinochet si è stabilita in Venezuela e, successivamente, negli Stati Uniti. Con il suo primo romanzo, La casa degli spiriti, si è subito affermata come una delle voci più importanti della narrativa contemporanea. Ha inoltre pubblicato: D'amore e ombra, Eva Luna, Eva Luna racconta, Il piano infinito, Paula, Per Paula. Lettere dal mondo, Afrodita. Racconti, ricette e altri afrodisiaci, La figlia della fortuna, Ritratto in seppia, II mio paese inventato e la trilogia dedicata ai lettori più giovani Le memorie di Aquila e Giaguaro (La città delle Bestie, II Regno del Drago d'oro, La Foresta dei pigmei).


Di Giulia Mozzato


17 giugno 2005