Nick Hornby
Non buttiamoci giù

“Su dai, cavolo, chiacchieriamo un po’, ho detto. Non c’è bisogno di condividere il dolore. Solo, capito, i nostri nomi e perché siamo venuti qui. Potrebbe essere interessante. Potremmo imparare qualcosa. Trovare, forse, una via d’uscita o che so.”

Non prendiamo le parole solo per ciò che letteralmente significano: con non buttiamoci giù si può intendere sia l’idea di non buttarsi dal tetto di un grattacielo in un momento di scoramento, che di non deprimersi e vedere solo il lato negativo della propria esistenza. In sostanza, non bisogna buttarsi giù in senso metaforico, per non buttarsi giù fisicamente. E come antidoto alla depressione cosa c’è di meglio di un bel romanzo di Hornby?
Lo scrittore inglese racconta le vicende di quattro persone che intendono suicidarsi perché si sono buttate troppo giù e che riusciranno a non farlo trovando una forza comune per contrastare il pessimismo. Una storia dai toni drammatici che prende tutt’altra direzione grazie all’ironia tagliente dell’autore, alla sua capacità di dissacrare e di osservare la realtà da un altro punto di vista (anzi, da quattro diversi punti di vista), una dote straordinaria e invidiabile.
“Se esistessero casi di suicidio di individui felici, geniali e di successo, allora sì che potremmo tranquillamente concludere che la loro affezionata trebisonda stava andando a margherite. E non dico nemmeno che essere fidanzati con Miss Svezia, giocare nel Manchester United e vincere degli Oscar sia un vaccino automatico contro la depressione: anzi, sono sicuro di no. Dico solo che queste cose aiutano”, così riflette Martin Sharp seduto sul cornicione di cemento del grattacielo, in attesa di buttarsi pensando che nella vita non ha vinto Oscar e non ha avuto gratificazioni economiche, personali o sociali. Cosa non vera, ad essere sinceri. E anche Maureen, madre disperata di mezza età, si spinge fin sul tetto della Casa dei Suicidi, ma incontra proprio Martin, personaggio televisivo di discreta fama, lo riconosce e iniziano a parlare, sinché arriva la scatenata Jess (che più avanti si scoprirà essere figlia del vice-ministro Crichton), intenzionata a liberarsi dal peso della solitudine e far girare la ruota in suo favore, ma troppo giovane per farlo, secondo Martin, che la “placca” prima che decida di fare il grande volo. E il quartetto si completa con JJ, immigrato sentimentalmente infelice costretto a vendere pizze, shockato dall’immagine di quei tre sul tetto che stanno per “prendere la via di Vincent van Gogh per levarsi da questo mondo”. Nessun artista, né poeta: una donna non più giovanissima con un’aria da donna delle pulizie, un’adolescente esagitata, un presentatore di talk-show un po’ squallido e ora anche un addetto alla consegna di pizze a domicilio. Una immagine assai lontana dal perverso, distaccato, etereo romanticismo che accompagna il ritratto ideale dell’aspirante suicida. E proprio sbocconcellando le pizze che teoricamente JJ (l’intellettuale del gruppo) avrebbe dovuto portare ai clienti, pezzo dopo pezzo si sbriciola, si mastica e si inghiotte la volontà di morte, e la vita riprende un senso. Si spalancano così quattro finestre su altrettante storie che finiscono per intrecciarsi nel bene e nel male. I giornali scoprono il tentato suicidio di una star televisiva, in compagnia poi della figlia del vice-ministro dell’educazione... e i quattro si ritrovano coinvolti in un vortice di curiosità, di domande, di conseguenze. Poi, superate queste, resta la solidarietà, il rito dell’incontro, consumato spesso su quel grattacielo fatidico che vede protagonisti altri, come loro alla ricerca di una soluzione drastica, in una ruota sempre in movimento come quella panoramica sul fiume, il London Eye che i nostri quattro osservano in lontananza da quel tetto che probabilmente per sempre li vedrà incontrarsi e chiacchierare di vita e di morte.

Non buttiamoci giù di Hornby Nick
Titolo originale: A Long Way Down
Traduzione di Massimo Bocchiola
293 pag., Euro 15,50 – Edizioni Guanda (Narratori della Fenice)
ISBN: 88-8246-830-5

Le prime righe

PARTE PRIMA

MARTIN

Se posso spiegare perché volevo buttarmi dal tetto di un palazzo? Certo che posso spiegare perché volevo buttarmi dal tetto di un palazzo. Cavolo, non sono mica deficiente. Posso spiegarlo perché non è un fatto inspiegabile: è stata una scelta logica, la conseguenza di un pensiero fatto e finito. E neanche di un pensiero troppo serio. Non voglio dire che fosse un capriccio - solo che non era tremendamente complicato o angoscioso. Vediamo un po'... immaginate di essere, che so, un vicedirettore di banca di Guildford. Avevate già accarezzato l'idea di emigrare quando vi viene offerto un posto di direttore in una banca di Sydney. Be', d'accordo che la scelta è abbastanza lineare, ma viene naturale rifletterci un momento, o no? Se non altro per capire se vi sentite di fare armi e bagagli, di lasciare amici e colleghi, di sradicare moglie e figli. Magari vi mettereste a sedere con carta e penna e stilereste una lista di pro e contro. Esempio:
CONTRO: genitori anziani, amici, golf club.
PRO: più quattrini, migliore qualità della vita (casa indipendente con piscina, barbecue ecc.), mare, sole, niente consigli comunali di sinistra che vietano le filastrocche infantili politicamente scorrette, niente direttive UE che mettono al bando le salsicce britanniche ecc.
Non c'è storia, che ne dite? Il golf club? Ma vi prego. Naturalmente, i genitori anziani potrebbero impervi uno stop di riflessione, ma niente di più: uno stop, e neanche troppo lungo. Dopo dieci minuti sareste al telefono con l'agenzia di viaggi.

© 2005 Ugo Guanda Edizioni


L’autore

Nick Hornby è nato nel 1957 e vive a Londra. Dopo aver esercitato la professione di insegnante, si è dedicato interamente alla scrittura e collabora con le più prestigiose pagine letterarie inglesi. Fra i suoi libri ricordiamo: Febbre a 90', Alta fedeltà, Un ragazzo, Come diventare buoni, 31 canzoni e i due volumi da lui curati: i racconti di Le parole per dirlo e la raccolta di scritti sulla musica Rock, pop, jazz & altro.


Di Giulia Mozzato


10 giugno 2005