da marcomorandi.com



Marco Morandi

Marco Morandi è un giovane cantautore romano che sta costruendo in questi anni la sua storia artistica. Una vita nata e proseguita nella musica: 10 anni di violino, l'esperienza con il gruppo dei Percentonetto, poi il primo album da solista Io nuoto a farfalla (2002). Il disco caratterizzato da testi intimisti e arrangiamenti essenziali, prende il titolo dal brano inedito di Rino Gaetano ricostruito da un vecchio provino grazie alla sorella Anna. Ora l’esperienza teatrale con la riproposta del fortunato musical Gian Burrasca, che negli anni Sessanta vedeva come protagonista Rita Pavone. Scopriamo qualcosa in più di Marco e delle sue passioni letterarie.

Il giornalino di Gian Burrasca: da libro per ragazzi a spettacolo teatrale. Come ti sei avvicinato al mondo del musical?

Devo dire in modo abbastanza casuale. I produttori hanno visto in me un ipotetico Gian Burrasca. Me ne hanno parlato. Io ho sempre amato il personaggio e le musiche di Nino Rota. Mi ha stimolato subito il progetto, l’idea. Ho così scoperto il teatro, questa meravigliosa forma di espressione.

Quali differenze hai trovato con la musica leggera, col fare dischi, concerti?

L’atmosfera teatrale è sicuramente diversa. La preparazione, la concentrazione, la professionalità richiesta è necessariamente superiore.

Ritornerai alla musica leggera?

Prima di imbarcarmi nell’avventura di Gian Burrasca, stavo ultimando il mio nuovo album. Le canzoni sono ancora lì. Ne scriverò altre nel frattempo. Spero di poterle pubblicare.

Ti presenterai da solista? E i Percentonetto?

I Percentonetto hanno finito la loro storia nel 2000. Molto serenamente. Abbiamo continuato a collaborare per il disco che ho fatto da solista. Abbiamo scritto delle canzoni insieme. Una collaborazione che si è fermata sul palco ma che continua dietro le quinte.

Hai letto qualche opera di Vamba? Che ricordo ne hai?

Ovviamente ho letto Il Giornalino di Gian Burrasca. Ne conservo un ricordo antico. L’ho letto a scuola. L’ho sempre considerato un personaggio positivo alla stregua di Peter Pan e Pinocchio. Quei personaggi intoccabili, sempre verdi.

Che tipo di lettore sei?

Leggo principalmente di notte, prima di dormire e ho fatto delle letture molto varie. Dalla fantascienza a Dostoevskij passando per Baricco. Mi piace leggere un po’ quello che capita. Non sono uno che si va a ricercare i libri ma piuttosto se li fa “arrivare”: o tramite il consiglio di un amico o perché trovati in una vecchia libreria.

Cosa c’è adesso sul tuo comodino?

In questo momento sto leggendo un libriccino di Herman Hesse, Le stagioni della vita, perché non avevo mai letto niente di quest’autore e volevo conoscerlo.

Qualche titolo legato alla tua adolescenza?

Quando ero adolescente ero molto affascinato dal fantastico, Asimov fra tutti. Poi mi ricordo un racconto brevissimo, di un soldato spedito in un pianeta lontano anni luce da casa. Uccideva il suo nemico e poi scopriva che il suo nemico era un umano. Credo sia La sentinella di Fredric Brown, contenuta ne Le meraviglie del possibile. Antologia della fantascienza.

Un libro che hai regalato?

L’amico ritovato di Fred Uhlman, e qualche titolo di Richard Bach. Regalo sempre libri minuti con piccoli messaggi dentro.

Il personaggio di un libro che ti è rimasto impresso?

Sono sempre stato affascinato dal L’Idiota di Dostoevskij. Ho voluto provare a leggere questo mostro sacro. Ero abbastanza giovane. Ho amato il personaggio, così puro e vero. Me lo porto un po’ dietro.

Di Francesco Marchetti 


27 maggio 2005