La biografia


Desmond Morris
L’animale donna

“Per me, in quanto zoologo e studioso dell’evoluzione umana, questa tendenza verso la dominazione maschile significa semplicemente deviare dalla strada lungo la quale l’Homo sapiens si è evoluto nel corso di milioni di anni.”

La fama di questo studioso è grande in tutto l’Occidente da quando, negli anni Settanta, propose in un suo storico saggio, La scimmia nuda, una visione dell’essere umano molto particolare: scimmia nuda, primate che, spogliatosi della pelliccia che lo ricopriva, può essere studiato e osservato come un qualunque altro essere del regno animale, perché è davvero semplicemente una “scimmia nuda”.
Vero autore di culto in quegli anni, ora si ripropone in modo molto più controverso con un saggio che ha già acceso polemiche in ambito femminista, o in quel che resta almeno di quel movimento.
Ma che cosa viene contestato a Morris? Principalmente l’aver analizzato l’animale donna come un essere destinato alla seduzione e l’aver osservato il suo corpo, sistematicamente dai capelli ai piedi, come strumento destinato all’attrazione del maschio. Pur essendo molto sensibile a tutto ciò che di irrispettoso o irritante venga rivolto alle donne dal sesso maschile, non ho avvertito nulla di offensivo nel saggio di Morris. L’ironia continuamente sottesa alle spiegazioni scientifiche più “imbarazzanti” di sicuro toglie elementi di contestazione alle affermazioni stesse. In più mi sembra che l’analisi così zoologicamente condotta non voglia indicare che la finalità della vita femminile sia la seduzione quanto che la struttura del suo corpo sia predisposta, come spesso avviene nel regno animale, ad attrarre il sesso opposto. Si nota anzi una certa ammirazione nel riscontrare nella realtà comportamentale della donna (quindi assumendo il punto di vista dell’etologo più che dello zoologo) una complessità di interessi e di capacità di esercitare funzioni tra loro diverse, impensabile negli esseri di sesso maschile, abilità storicamente determinate dal ruolo che fin dalla preistoria era stato assegnato alla femmina umana. Viene inoltre constatata una maggiore capacità di verbalizzare pensieri ed emozioni rispetto al maschio di cui è innegabile invece una maggior forza muscolare.
Molte, e più significative che per gli uomini, le imposizioni culturali subite dalle donne, imposizioni quasi sempre mutilanti da un punto di vista fisico (esempio massimo e tuttora presente in alcune società, l'infibulazione) o morale: lo stesso ruolo subordinato e di dipendenza psicologica che, quale più quale meno, ogni società ha imposto alle donne ben lo dimostra.
Morris analizza il corpo femminile sezionandone ogni parte, capelli, sopracciglia, orecchie, occhi, naso, guance, labbra, bocca, collo, spalle, braccia, mani, seno, vita, fianchi, pancia, schiena, pelo pubico, genitali, natiche, gambe, piedi: uno studio zoologico ed etologico complesso e completo che riesce a informare e a divertire, a far riflettere e a sollecitare ulteriori letture, anche di tipo storico-sociale.

L’animale donna di Desmond Morris
Titolo originale: The naked woman. A story of the female body
Traduzione di Cecilia Scerbanenco
323 p., ill., Eur 16,50 – Edizioni Mondadori (Ingrandimenti)
ISBN: 88-04-53937-2

Di Grazia Casagrande

le prime pagine
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Introduzione

Questo libro accompagna il lettore in un tour guidato del corpo femminile, illustrandone i molti tratti insoliti. Non è un testo di medicina, o lo studio in laboratorio di uno psicologo, ma il ritratto di uno zoologo, che vuole celebrare le donne, come esse sono nel mondo reale, nel loro ambiente naturale.
La femmina umana ha subito mutamenti radicali nel corso dell'evoluzione, assai più del maschio. Si è lasciata alle spalle molte delle qualità femminili degli altri primati e, nelle sue vesti di donna moderna, è diventata un unicum di un genere straordinario.
Ogni donna ha un bel corpo, bello perché è il brillante risultato di milioni di anni d'evoluzione. È ricco di stupefacenti adattamenti e impercettibili perfezionamenti che lo rendono il più rimarcabile tra gli organismi del pianeta. Nonostante ciò, in momenti e in luoghi diversi, le società umane hanno cercato di imporsi sulla natura, modificando e adornando il corpo femminile in migliaia di modi diversi. Alcune di queste elaborazioni culturali erano gradevoli, altre dolorose, ma tutte tendevano a rendere la femmina umana ancora più bella.
Le concezioni locali della bellezza possono variare enormemente, e ogni singola società umana ha elaborato delle idee precise su che cosa sia più attraente. Alcune culture amano figure snelle, altre le preferiscono più rotonde; alcune amano i seni piccoli, altre quelli grandi; alcune preferiscono i denti bianchi, altre addirittura li limano; alcune rasano le teste, altre adorano le chiome lunghe e folte. Persino all'interno della cultura occidentale vi sono contrasti stridenti, a mano a mano che il volubile mondo della moda muta le sue priorità.
Di conseguenza, ogni capitolo (il libro scorre dalla testa ai piedi) non soltanto spiega gli interessanti tratti biologici che tutte le femmine umane condividono, ma affronta anche i vari modi in cui questi tratti sono stati esagerati o soppressi, sottolineati o sfumati nelle diverse epoche e culture, cercando così di dare un ritratto a tutto tondo del soggetto più seducente al mondo: l'animale donna.
Una nota personale. Questo libro riflette la fascinazione di una vita per l'evoluzione e lo status della femmina umana. Alcuni anni fa, la mia ossessione mi ha portato a realizzare una serie per una televisione americana intitolata The Human Sexes, dove esaminavo alcuni dettagli della natura delle relazioni tra maschi e femmine umani, in tutto il globo. Più viaggiavo, più ero offeso e arrabbiato dal modo in cui le donne sono trattate in molti paesi. Nonostante le conquiste della ribellione femminista in Occidente, vi sono ancora milioni di donne in altre parti del mondo considerate «proprietà» dei maschi e membri inferiori della società. Per loro, il movimento femminista non è mai esistito.
Per me, in quanto zoologo e studioso dell'evoluzione umana, questa tendenza verso la dominazione maschile significa semplicemente deviare dalla strada lungo la quale l'Homo sapiens si è evoluto nel corso di milioni di anni. Il nostro successo in quanto specie fu dovuto alla divisione dei compiti tra maschi e femmine, dove i maschi si sono specializzati nella caccia. Quando si vive in piccole tribù, questo significa che, mentre i maschi sono via a cacciare, le femmine rimangono al centro della vita sociale, a raccogliere e preparare il cibo, allevare i piccoli, a occuparsi dell'organizzazione generale del villaggio. Mentre gli uomini diventavano sempre più bravi in quell'unico, loro compito, le donne diventavano sempre più brave nell'affrontare diversi problemi allo stesso tempo. E questa differenza della personalità è ancora con noi, oggi. Nell'evoluzione non si è mai posto il problema se un sesso dominasse sull'altro. Contavano l'uno sull'altro per la sopravvivenza comune. C'era un equilibrio primigenio tra i sessi umani, erano diversi, ma uguali.

© 2005 Mondadori

biografia dell'autore
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Desmond Morris è nato nel 1928 in Gran Bretagna, ed è il più famoso etologo del mondo. I suoi libri, a partire da La scimmia nuda, hanno fatto storia per aver inaugurato un modo tutto nuovo di guardare alla specie umana. Fra gli altri suoi titoli pubblicati in Italia ricordiamo Lo zoo umano, Il comportamento intimo, L'uomo e i suoi gesti, La tribù del calcio, I gestì, Il libro delle età, Il cane. Tutti i perché, Il gatto. Tutti i perché, Il cavallo. Tutti i perché, Noi e gli animali, Il bambino. Tutti i perch, L'animale uomo, I gesti del mondo, Osservare il gatto, Osservare il bambino, Osservare il cane e L'occhio nudo.




27 maggio 2005