Luisa Carnielli
La lotteria

“Le ondate di visitatori seguono le cadenze delle lotterie e il Ministero ha imparato a prevederne i flussi e all’occorrenza pilotarli. La frequenza delle lotterie dedicate a un singolo popolo è influenzata dall’andamento economico della nazione, dalla sua disponibilità al gioco.”

Un arcipelago circondato dal Mare del Nord, un ispettore nano, un Ministero della Lotteria, balene e donne dai capelli rossi: come può un simile repertorio entrare nel bagaglio narrativo di una autrice che è nata e vive in un piccolo paese del Veneto? Sarà forse il suo primo cognome, Ervas, che rimanda ad origini magiare, sarà che spesso la mente sa compiere viaggi e conoscere profondamente luoghi e situazioni lontani, sarà la passione di una grande lettrice, quale Luisa Carnielli è, che ha allenato ampiamente una immaginazione vivissima…
Eppure non può non stupire il ritrovare in questo romanzo atmosfere degne di scrittori nordici, quel tanto di magico e di improbabile che rende affascinante quella letteratura, personaggi che si muovono tra terra e mare, villaggi di pescatori o piccole città in cui il sole o il caldo sono una rarità.
Tutto ciò per premettere che il romanzo è davvero una sorpresa, sapendo spiazzare, fin dalle primissime pagine, il lettore trasportato in un mondo particolare che si muove con regole tradizionali in una realtà imprevedibile.
Un’indagine poliziesca fa da filo conduttore: il giovane Kosh, ispettore per tradizione familiare (e affetto da nanismo per personale sfortuna) inizia a indagare sulla morte piuttosto misteriosa di un vecchio, Cornelius Monk. Veniamo anche a sapere che l’economia dell’Arcipelago si basa su un complesso sistema di Lotterie che attira turisti da tutto il mondo e che ha addirittura richiesto l’istituzione di un Ministero della Lotteria in quanto i cittadini (ma anche le Istituzioni) considerano la Lotteria il modo più sicuro per sperare nel successo economico. Ma non è certo colpa della dea Fortuna se i vincitori corrono seri pericoli, se alcuni muoiono assassinati, se altre morti inspiegabili si sono verificate negli ultimi anni e se i biglietti che risultano vincitori della Lotteria principale scottano un po’ troppo..
La lettura di questo libro è molto piacevole perché il gusto del narrare dell’autrice è così evidente che sembra di seguirne, pagina dopo pagina, il gioco mentale che lo sottende e il divertimento (scopo principale del leggere) è assicurato. Inoltre l’autrice indica, senza alcuna vena moralistica, come il potere usi la buona fede della gente per scopi propri e come la passione per le lotterie che si sta diffondendo come un’epidemia nel nostro Paese, rappresenti un sintomo di malessere sociale a cui forse andrebbe prestata attenzione, “maneggiato con cautela” e non incentivato.

La lotteria di Luisa Carnielli
281 p., Euro 13,50 – Edizioni Marcos Y Marcos (gli Alianti)
ISBN: 88-7168-428-1

Le prime righe

CINQUANT’ANNI DI FORTUNA

Il manifesto era categorico, proprio all'entrata del Museo dei cetacei.
Per chi? si chiese l'ispettore Kosh, incespicando nel suo lungo cappotto blu, prima di varcare la soglia dell'edificio.
Lo colpì l'ampiezza della prima sala, dove erano state puntigliosamente ricostruite alcune voluminose impalcature scheletriche. Nel bel mezzo troneggiava, per quasi venti metri, uno sterminato numero di vertebre e un cranio ingiallito con lunghi denti nella mandibola. Kosh si allungò per leggere la targa d'ottone: Physeter Macrocephalus. Un vecchio capodoglio, quindi, proveniente dall'emisfero australe. A guardarlo attentamente rivelava un non so che di esotico, con alcune scritte incise sulle ossa frontali, come se qualcuno si fosse divertito ad appuntare un ultimo esorcismo.
Provò una strana sensazione, qualcosa nelle gambe, e prese a vagare tra una balenottera azzurra e una boreale, anch'esse ridotte a ossa numerate.
Tutt'attorno, sulle pareti, immagini di altri cetacei meno noti come le ferese, i globicefali di Gray, il cefalorinco di Hector.
Piccoli branchi di delfini in cera, montati su banchi di marmo tra onde di cartapesta.
Gironzolò per le sale senza incontrare anima viva, attratto dai modellini di vecchie baleniere.

© 2005 Edizioni Marcos y Marcos


L’autrice

Luisa Ervas Carnielli nasce a Musile del Piave il 26 luglio del 1957. La sua passione per la scrittura parte prima di tutto dalla lettura, soprattutto di mondi fantastici. La lotteria, letta e riletta assieme ai fratelli, partecipa al premio Calvino quasi per gioco e ne esce vincitrice.


Di Grazia Casagrande


27 maggio 2005