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Dik Dik

Pietruccio, Lallo, e Pepe, la storia di un'amicizia e la storia di un grande band italiana: i Dik Dik. Tra i loro successi gli evergreen Sognando la California, Il primo giorno di primavera, L’isola di Wight, e i battistiani Il vento, Vendo casa, Dolce di giorno. Abbiamo avvicinato Pietruccio, per chiedergli della sua passione per la lettura, una passione maturata con il tempo.

Un musicista, impegnato in concerti, riesce a trovare il tempo per leggere?

Sì, ad esempio io leggo durante i viaggi. Metto su le cuffie, con un po’ di musica... e trovo sempre il tempo di leggere. Spesso dei gialli.

Cosa stai leggendo in questo periodo?

Adesso sto leggendo Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar. La vita dell’imperatore romano, esplorata attraverso il racconto delle sue imprese ma anche delle sue angosce più intime. Oppure amo molto leggere i diari di viaggio.

Tu hai vissuto gli anni del Beat, quando l’Italia si riempiva di gruppi che suonavano nelle cantine. Eri un adolescente, che come tanti altri, si avventurava in un territorio musicale e discografico vergine. Quali erano le letture di riferimento in quel periodo?

Ad esempio c’era Siddharta, molto letto dai giovani, oppure Jukebox all’idrogeno. Ma non è che si leggesse moltissimo. Si faceva più che altro musica. Eravamo presi dalla voglia di emergere, di uscire dalle cantine.

Tu sei stato il miglior amico di Lucio Battisti. Si dice che fosse un lettore onnivoro, incuriosito da tutto...

Sì era uno che leggeva molto. C’è stato il periodo in cui leggeva tutto sulla pittura e si era messo a fare dei quadri. Poi c’è stato il periodo della vela e del jogging. Ci telefonavamo, leggevamo di queste cose. E poi il periodo della filosofia. Mia moglie è una psicanalista. In un paio di incontri a cena, lui parlava di Freud e di saggistica filosofica. Cercava di andare fino in fondo alle cose. Questo però non nei primissimi tempi. Perché tutti, lui compreso, eravamo assorbiti dalla musica.

Torniamo alla musica. Pensi che il libro possa essere una fonte di ispirazione musicale?

Questo discorso vale soprattutto per i cantautori, come De Andrè, Fossati, Vecchioni. Il cantautore ha bisogno della letteratura per poter esprimere certi concetti.

Cosa pensi del panorama musicale italiano?

È difficile per noi, una generazione che ha vissuto la musica a 360 gradi, dove è stato detto tutto dal pop al rock, dall’hard rock allo psichedelico, pensare in maniera positiva sul panorama musicale italiano. Sono tutti molto bravi, preparati, però non hanno più niente da scoprire per loro sfortuna. Non ci sono spazi per inventare niente.

Che libro consiglieresti a un ragazzo per invogliarlo alla lettura?

Io sono innamorato di un libro, I fiumi scendevano a oriente di Leonard Clark. È stato il libro che mi ha fatto sognare di più in assoluto. Racconta il viaggio di Leonard Clark in Amazzonia. Dopo di che, io ho cominciato a viaggiare come un pazzo, soprattutto nella zona dove si racconta questa grande avventura.

Di Francesco Marchetti


13 maggio 2005