Umberto Contarello
Una questione di cuore

“Restiamo in silenzio, sdraiati come un mese fa, in ospedale. L’idea è ancora confusa, difficile da mettere a fuoco, ma dev’essere più o meno così: c’è stata una coincidenza e forse dovrei dire che è stato un destino. Ci siamo incontrati una notte e avevamo il cuore a pezzi, letteralmente però, niente metafore, e poi da lì è iniziato tutto, e questa notte forse riesco a capire, perché in quell’inizio c’era tutto il resto.”

Umberto Contarello per il suo esordio narrativo ha scelto il tema difficile della malattia. Un tema che porta con sé tali e tante implicazioni di carattere personale, sia nell’autore che nel lettore, che può creare subito una barriera di rifiuto o indurre a un’eccessiva e fuorviante identificazione col personaggio. Non è il caso di Una questione di cuore, grazie alla precisa e coerente abilità descrittiva dell’autore che, sì, esordisce con questo titolo nel campo della narrativa, ma che ha già alle spalle una brillante carriera di sceneggiatore in collaborazione con registi come Gabriele Salvatores, Gianni Amelio, Carlo Mazzacurati, Michele Placido. Questa sua professionalità segna il racconto che, pur avendo la fluidità e gli spazi del romanzo, mantiene i tempi cinematografici: ritmi stretti nei dialoghi, rapidi cambi di scena, ingressi e uscite veloci di personaggi secondari, close-up stretti sui veri protagonisti e quel tanto di narrazione fuori campo utile per permettere al lettore di costruirsi la propria personale idea della scena.
La questione di cuore del titolo è, nella sua prima e più semplice spiegazione, un infarto che colpisce Alberto, il protagonista, sceneggiatore cinematografico quarantaseienne come Contarello, deciso a scrivere una storia d’amore che suoni “vera”, ma protagonista nella vita di un rapporto ormai logorato. Alberto riesce a riconoscere l’infarto sin dai primi sintomi (“sento che qualcosa, tra l’ascella e il polmone, mi morde. Un pesce, mi viene in mente, una carpa sdentata che mi assaggia dentro”) e dunque ad affrontarlo in tempo, prendendo un taxi e facendosi portare direttamente al pronto soccorso. Qui lo scenario cambia radicalmente, la frenesia lavorativa e l’ansia personale lasciano il posto a una certa serenità favorita dalla natura stessa dell’ospedale, protettiva e rassicurante. Accanto a lui un altro degente sta vivendo la medesima esperienza: è Franco, un carrozziere, una persona del tutto diversa sia fisicamente che intellettualmente, ma con la quale, come spesso accade in situazioni limite, si instaura subito un rapporto di profonda complicità. L’atteggiamento solidale, il comune ricercare il lato comico delle situazioni anche più drammatiche, la voglia di guarire e la paura di non farcela, cementa il rapporto fra i due uomini, anche fuori da quei corridoi. E se Alberto vede la possibilità di ricominciare la propria vita, pur avendo una terribile paura, Franco sa di non avere speranze e chiede all’amico un favore importante, un patto d’amicizia che Alberto manterrà.

Una questione di cuore di Umberto Contarello
119 pag., Euro 10,00 – Edizioni Feltrinelli (I narratori)
ISBN: 88-07-01675-3

Le prime righe

Qualcuno di là sta sparando ai gabbiani. Eravamo a letto e Carla ha sentito i primi colpi poco dopo le due. A quel punto, siccome non riuscivamo più a riprendere sonno ci siamo alzati cercando di capire e dal balcone del mio appartamento, anzi del nostro appartamento, che affaccia sul cortile interno, abbiamo visto gli uccelli come impazziti volare senza meta o direzione, e dal buio, in alto, le fiammate dell'arma, pistola o fucile da caccia non saprei perché non vedevo bene.
I gabbiani però li ho visti e li ho sentiti gridare, mentre l'uomo continuava a sparare dal tetto, perché qualcosa gli si era rotto dentro, penso, o perché gli era intollerabile lo stridio, o per l'una e l'altra cosa insieme, come adesso mi sembra più probabile mentre Carla mi chiede di tornare a letto e invece gli spari continuano.
Non ce la faccio a tornare a letto, ma questo a Carla non posso dirlo e allora senza risponderle mi siedo alla scrivania, nello studio, accendo una sigaretta. Prima non avrei avuto dubbi, sarebbe stata l'ora perfetta per andarsene in giro, alla ricerca di una donna con cui passare la notte senza chiederle nulla e senza fare promesse. A questo penso, mentre Carla mi chiama ancora e io invece mi vesto in silenzio. Esco e chiudo la porta senza fare rumore, come un ladro.

© 2005 Giangiacomo Feltrinelli Editore


L’autore

Umberto Contarello (Padova 1958), laureato in filosofia è uno dei più importanti sceneggiatori del cinema italiano. Fra gli altri ha scritto: Marrakech Express, di Gabriele Salvadores; Il Toro, Vesna va veloce e La lingua del santo, di Carlo Mazzacurati; Luce dei miei occhi, di Giuseppe Piccioni; Ovunque tu sei, di Michele Placido; La stella che non c’è, di Gianni Amelio. Questo è il suo primo romanzo.


Di Giulia Mozzato


20 maggio 2005