Francesco Bonami
Lezioni di fumo

“Alberto era nato in un paese anonimo di quelli dove agricoltura e industria non hanno mai saputo cosa farci, era figlio unico e di tanti inutili ‘sacrifici’. Quei sacrifici che pesavano some macigni sulla vita di Alberto, come i privilegi annerivano il futuro di Claudio. Nel crepuscolo con tutta la città che si appoggiava contro, là fuori dalla finestra, verso il mare vuoto, privilegi e sacrifici sembravano dissolversi nella foschia di un senso di colpa che avvolgeva un’intera generazione.”

Randa Ghazy
Prova a sanguinare
Quattro ragazzi, un treno, la vita

“Perché la tristezza è uno status con tutta la sua dignità: c’è chi addirittura ama conviverci, c’è chi rifiuta di uscirne.
È una buona forma di difesa contro la dolore.
Spesso molto più intelligente di chi, sembrando forte, finge con gli altri, sorride forzato e poi, d’un tratto, esplode.”

Andrea G. Pinketts
L'ultimo dei neuroni

“La maggior parte delle nostre storie era a fortissima connotazione sessuale. Usavamo leggende da caserma proprio per ribadire il concetto che eravamo guerrieri, non soldati. Quindi nessuno avrebbe potuto incasermarci nel servizio militare, in una riserva, in un casermone periferico o in un villaggio olimpico, senza la nostra approvazione.”

Manuel Rivas
La lingua delle farfalle

“Quando i camion partirono, carichi di prigionieri, io fui uno dei bambini che si misero a corrergli dietro, tirando pietre. Cercavo disperatamente il volto del maestro per chiamarlo traditore e criminale. Ma il convoglio era ormai una nube di polvere in lontananza e io, in mezzo al viale, con i pugni chiusi, fui capace solamente di mormorare con rabbia: “Rospo! Tilonorinco! Iris!”

Gian Antonio Stella
Il maestro magro

“Dice dunque questa legge che se un maestro disoccupato riesce a mettere insieme una classe di persone adulte che non sanno né leggere né scrivere, può chiedere di occuparsene e ha diritto a uno stipendio. Certo, non lo stipendio intero. Fatichi, a mangiarci. Mica per altro la chiamano ‘la legge dei maestri magri’.”

John Wyndham
Considera le sue abitudini

“Dopo che quel morbo colpì gli uomini, le donne cessarono, per la prima volta nella storia, di essere una classe sfruttata. Senza dominatori maschi a confonderle e a distrarle, cominciarono a intuire che il vero potere risiede nel principio femminile. Il maschio serviva solo a uno scopo, breve e necessario; per tutto il resto della sua vita era un penoso e costoso parassita.”

13 maggio 2005