Carmelo Bene e Giancarlo Dotto
Vita di Carmelo Bene

“Un grande artista, se davvero se ne sbatte dell’arte lasciandola a quello che è, ingloriosa defecazione, si pone per quello che è, un pericolo pubblico, un criminale. In questo senso , sono stato, sono un criminale. Ho sempre cercato il mio patibolo. Il cemento delle teste vuote contro cui andarmi a disintegrarmi. Mai cercando il sociale”.

Pino Farinotti
7 Km da Gerusalemme

«Abbi pazienza, c’è un’ultima cosa».
«Dimmi».
«...la fine del mondo, le madonne che piangono, il sangue di San Gennaro, le stigmate... roba del genere... sapendo che ti ho parlato tutti vorranno conoscere le tue rivelazioni cosa dico?».
«Di’ che non me lo hai chiesto».

Shelley Klein e Miranda Twiss
I personaggi più malvagi della storia

“Cosa rende il male tanto affascinante? Sfogliando le pagine della storia, è difficile trovare un argomento che più di questo abbia interessato l’umanità. Un libro che parli della malvagità dell’uomo è assai più avvincente di uno che racconti le buone azioni della gente. Il male distrugge l’integrità, la tranquillità e il benessere della società ‘normale’, eppure ne siamo come ammaliati, forse nella speranza di imparare dai nostri errori, ma più probabilmente per il perverso desiderio di conoscere le sventure altrui, mentre noi ci consoliamo al pensiero che certe cose non potrebbero mai accaderci.”

Claudia Pozzo
Carmen dei sogni

“Fu allora che prese a sognarla ogni notte, senza tregua. E nei suoi sogni Carmen era ancora la ragazzetta ignorante che lui aveva portato come una personale conquista giù dai Pirenei; la sua foga di bambina la faceva correre dietro tutto quello che trovava, e più le cose erano nuove e misteriose, più lei si intestardiva nel rincorrerle, e se alla fine qualcuno la sgridava o anche solo le faceva intendere che non ci si comportava a quel modo, lei scrollava le spalle e si consolava da sola, si inventava le parole che lui non poteva capire, inseguendo le sue storie fantastiche e strane.”

Magda Szabò
La porta

Quelli che stavano in alto, di qualunque segno fossero, anche se volevano l’interesse di Emerenc, erano tutti uguali, tutti oppressori: il mondo di Emerenc ammetteva solo due categorie di uomini, chi maneggia la scopa e chi non lo fa, e da chi non scopa ci si può aspettare di tutto…

Serena Zoli
La generazione fortunata
Lo speciale destino toccato a chi è nato tra il 1935 e il 1955

“L’avventura della giovinezza ha preso e sempre più prenderà corpo come valore. Diventa il ‘sogno collettivo’ della società, e noi lo stiamo incarnando proprio allora. Gli ‘altri’, cioè i più piccoli e gli anziani (allora c’erano ancora, oggi che anziani dovremmo esserlo noi, non si sa più), guardano a noi. Alle nostre mode, ai nostri umori. Siamo i giovani e ‘diamo la linea’ alla vita.”

29 aprile 2005