Shelley Klein e Miranda Twiss
I personaggi più malvagi della storia

“Cosa rende il male tanto affascinante? Sfogliando le pagine della storia, è difficile trovare un argomento che più di questo abbia interessato l’umanità. Un libro che parli della malvagità dell’uomo è assai più avvincente di uno che racconti le buone azioni della gente. Il male distrugge l’integrità, la tranquillità e il benessere della società ‘normale’, eppure ne siamo come ammaliati, forse nella speranza di imparare dai nostri errori, ma più probabilmente per il perverso desiderio di conoscere le sventure altrui, mentre noi ci consoliamo al pensiero che certe cose non potrebbero mai accaderci.”

Tutti qui i personaggi più malvagi della storia? Sicuramente no, chissà quanti mancheranno a questo elenco, ma la validità del testo sta nel suo essere stoicamente documentato ed estremamente vario: un repertorio ma anche una lettura interessante e un’analisi critica.
Le due curatrici presentano le atrocità terribili subite dall’umanità, attraverso protagonisti come Erode, Nerone, Messalina, Attila, Gengis Khan Torquemada, Pizarro, Ivan il Terribile o Caterina la Grande, arrivando sino ai più recenti e terrificanti Stalin, Hitler, Pol Pot, Idi Amin Dada, Papà Doc Duvalier, Saddam Hussein: “tutti hanno commesso crimini contro l’umanità per i quali non esistono scuse né giustificazioni”. Nell’Introduzione Shelley Klein pone una domanda: “questi individui dispotici sono stati, o sono, davvero pazzi? Sarebbe facile per noi crederlo, ma si tratterebbe di una spiegazione troppo semplice. Senza dubbio, dietro le oro azioni si celano altri motivi”. Motivi che vengono elencati all’interno delle singole biografie che compongono il volume.
Il libro presenta anche alcune donne di cui non parlano i libri di storia, ma che si sono rese responsabili di azioni efferate. Lizzie Borden, colpevole nel 1892 di doppio omicidio, e protagonista di uno dei più clamorosi processi mai visti negli Stati Uniti, e Audrey Marie Hilley, la cui vicenda complicata sembra la trama di un film, fanno parte delle donne che hanno commesso crimini per motivi di denaro. Mary Anna Cotton, soprannominata “la vedova nera”, che uccise tanti mariti e figli da perderne il conto, e Rose West, che venne considerata colpevole di dieci omicidi, tra i quali quello di sua figlia, sono indubbiamente “cattive madri”. Myra Hindley e Karla Homolka sono state plagiate dai loro compagni (non dimentichiamone i nomi: Ian Brady e Paul Bernardo, altrettanto, se non più, colpevoli) sino al punto di uccidere per loro, mentre altre, come la canadese Grace Marks, divenuta un secolo dopo la protagonista di un romanzo scritto da Margaret Atwood (L’altra Grace) e Aileen Carol Wuornos, sono state probabilmente “vittime dei media” e dei pregiudizi del pubblico, oltre che di una situazione familiare squallida e desolata.
Praticamente tutti i delitti e le atrocità pensabili sono racchiuse in queste pagine, ma non sono descritte troppo dettagliatamente. Si tratta di un libro di storia e non di cronaca, dove è più importante capire perché, piuttosto che descrivere dettagliatamente.

I personaggi più malvagi della storia di Shelley Klein e Miranda Twiss
Titolo originale: The Most Evil Dictators in History
Traduzione di Milva Faccia
588 pag., Euro 13.90 – Edizioni Newton & Compton Editori (I Big Newton. Saggi-attualità n.125)
ISBN 88-541-0200-8

Le prime righe

Introduzione

I dittatori più malvagi della storia
di Shelley Klein

Ogni volta che un dittatore muore, viene commessa un'atrocità o il mondo viene a sapere delle torture inflitte a chi ha vissuto sotto questo o quel regime, invariabilmente si leva il grido che cose simili non dovranno mai più essere permesse. Purtroppo, però, fatti del genere continuano a ripetersi da un continente all'altro e, anche se ormai siamo entrati nel XXI secolo, vi è tuttora gente che soffre per mano di individui la cui natura psicopatica o le passioni ideologiche esigono la sottomissione o l'annientamento di quanti sono da essi governati. Le ragioni che spingono i tiranni non muoiono mai; disgraziatamente, non si può dire altrettanto per le loro vittime.
È interessante notare che, tra gli uomini descritti in questo libro, Iosif Stalin deve essere considerato non soltanto il più spietato di tutti (benché quantificare cosa significhi "il più spietato" sia praticamente impossibile), ma anche il più persuasivo. Nessun altro dittatore vivente o defunto è stato venerato come un eroe nella misura in cui lo fu il tiranno russo, e non solo nel suo Paese, ma in tutto il mondo. Lo stalinismo è stato (ed è) una dottrina che esercita tuttora un'enorme influenza su persone di ogni estrazione sociale. Per fortuna, non si può dire la stessa cosa degli altri despoti, anche se Hitler ebbe (in Oswald Mosley) ed ha ancora (in molti gruppi europei di estrema destra, come il Fronte nazionale inglese e quello francese guidato da Jean-Marie Le Pen) i suoi ammiratori. A differenza di Stalin, però, la sua influenza è meno ideologica e più semplicemente razzista.

© 2005 Newton & Compton Edizioni


Le autrici

Shelley Klein è una scrittrice con particolare esperienza nelle opere di comunicazione. Tra i suoi libri ricordiamo The Wicked Wit of Charles Dickens e Stufflebeem, Brockway and Sturt: the Origins of our Surnames.

Miranda Twiss, londinese, ha conseguito entrambe le sue lauree, in Inglese e Storia, al Goldsmiths’ College, dipartimento dell’Università di Londra. Nella stessa università ha conseguito anche il dottorato in ricerca storica. Ha collaborato con diversi quotidiani e riviste, tra cui “Evening Standard”, “Sunday Times” e “Vogue”.


Di Giulia Mozzato


29 aprile 2005