Koji Suzuki
Loop

“Una videocassetta del genere, in grado di causare la morte degli spettatori nel giro di una settimana, all’interno di uno spazio virtuale era probabilmente una cosa piuttosto facile da programmare. Anche la duplicazione come mezzo per sfuggire alla morte non pareva una funzione difficile da installare. Il problema era che nessuna delle creature virtuali di Loop poteva possedere le capacità di farlo.”

Ci sono lettori appassionati di horror, e sono tanti. Ci sono anche quelli che cercano trame che si svolgano in particolari ambientazioni o che semplicemente risultino un po’ “esotiche”, anche soltanto per i nomi dei protagonisti. Queste schiere di lettori spesso si intrecciano e ne nasce l’appassionato di horror “tra oriente e occidente” (e qui ci sarebbe da aprire la finestra sulle produzioni cinematografiche che, specie da Giappone e Corea, stanno arrivando anche in Italia). Per la gioia degli appartenenti questo gruppo è arrivato Loop, un nuovo romanzo dell’autore reso celebre da The Ring, scritto nel1989 ed edito la prima volta nel 1991, ma pubblicato in Italia solo nel 2003, primo capitolo (di successo: solo in Giappone ha venduto quasi tre milioni di copie e ne sono state fatte numerose versioni cinematografiche nipponiche e statunitensi) di una serie di tre romanzi chiusa con Rasen (Spiral, Nord 2004) e Loop.
Definito “la risposta giapponese a Stephen King”, Suzuki ha dichiarato di non rifarsi ad altri titoli “di genere” (che i suoi romanzi del resto non rispecchiano) ma che le idee che segnano le sue storie arrivano improvvisamente nella mente, come una ispirazione, un meccanismo creativo simile a quello delle composizioni musicali che, nello specifico, ha preso la forma di un cerchio, inteso come un tutto, rappresentazione di un insieme, sintesi metaforica dell’esistenza. A forma di cerchio è l’anello (Ring), riconducibile ad esso è la spirale (del DNA), la cellula e anche il Loop, che in questo caso è inteso come nome di un programma di realtà virtuale. Affascinante mix tra biologia, genetica, tecnologia e, naturalmente, immaginazione pura di taglio fantascientifico, il romanzo racconta l’ultimo capitolo della storia aperta da Ring e dal progetto Loop, i cui ideatori stanno ammalandosi improvvisamente di un cancro misterioso e letale: forse un virus del tutto sconosciuto sta alla base di questa “epidemia”? Il cerchio si chiude nel rapporto padre-figlio: il giovane Kaoru Futami, intenzionato a scoprire di più sul virus che ha colpito anche suo padre, si reca in Arizona, in una zona con anomalie gravitazionali che probabilmente rendono più longevo chi la abita, dove vive il creatore originario del progetto, e dove sarà più chiaro il legame con un altro mistero: Ring. Quanto sopravvive qui della strada metafisica percorsa in precedenza da Taki seguendo quella che è la visione giapponese dello spiritismo, cioè non una presenza di fantasmi pericolosi in sé, ma creature che dividono quotidianamente tempo e spazio con gli esseri umani, abitualmente non nemici ma conviventi, coinquilini del mondo che tuttavia possono trasformarsi in orrorifici assassini? A voi scoprirlo.

Loop di Koji Suzuki
Titolo originale: Loop
Traduzione di Chiara Salina
333 pag., Eur 16,50 – Edizioni Nord (Narrativa Nord n. 208)
ISBN: 88-429-1330-8

Le prime righe

1

Non appena aprì la portafinestra, l'appartamento fu invaso dall'odore di iodio. Non spirava quasi vento e l'aria della notte, che saliva dalla baia densa di umidità, lo avvolse quando uscì dal bagno. Kaoru trovava piacevole quell'at-mosfera che gli ricordava quanto fosse vicino al mare.
Dopo cena, era uscito sul balcone per osservare le stelle e la luna, che cominciava a calare. Vederla cambiare aspetto pian piano era sufficiente per trasportarlo in un mondo mi-sterioso. Capitava spesso che ne fosse ispirato.
Per lui, osservare il cielo notturno era un rito quotidiano. Lasciata aperta la porta, Kaoru s'infilò velocemente i sanda-li. Quel balcone che si stagliava nel cielo, al ventottesimo piano del condominio in cui abitava, era il suo posto prefe-rito, quello in cui si sentiva più a suo agio.
Era già settembre inoltrato, ma la calura estiva si faceva ancora sentire. Era da giugno che le notti afose si sussegui-vano ininterrotte, e nemmeno con l'autunno alle porte la temperatura era calata di molti gradi. Quel prolungamento interminabile dell'estate invogliava Kaoru a uscire ogni se-ra sul balcone, alla ricerca di un po' di fresco.
Nel quartiere residenziale di fronte alla baia di Tokyo, gli stabili sorgevano l'uno dietro l'altro, ma gli abitanti non erano molto numerosi, e a quell'ora c'erano anche po-che finestre illuminate, facendo così risaltare il chiarore del-le stelle.
Ogni tanto una folata di vento attenuava il profumo del mare.

© 2005 Editrice Nord


L’autore

Koji Suzuki è nato nel 1957 a Hamamatsu, nei pressi di Tokyo. Dopo la laurea in letteratura francese all’Università di Keio, ha fatto l’insegnante – gli piaceva molto raccontare storie di mostri e di fantasmi ai suoi alunni- e, in moto, ha attraversato gli Stati Uniti coast to coast. Nel 1990, col romanzo Rauken, ha vinto il Japan Fantasy Novel Award, ma il vero successo per lui è arrivato con Ring, scritto, come racconta lui stesso, tenendo in grembo una delle sue figlie. Con Spiral, il secondo romanzo della serie Ring, ha ottenuto il prestigioso premio letterario Eiji Yoshkawa. Attualmente vive a Tokyo, ma lui e la sua famiglia sono spesso in viaggio per il Giappone a bordo del loro camper.


Di Giulia Mozzato


22 aprile 2005