David Leavitt
Il corpo di Jonah Boyd

“La mia teoria è che le mete che dovremmo raggiungere – nell’arte, nella vita, nei rapporti – sono prestabilite. Solo che ci sono strade più corte e strade più lunghe. Lo stesso vale per i romanzi. Nei romanzi posso accettare le coincidenze se l’obiettivo è far arrivare il racconto più in fretta là dove sarebbe arrivato comunque.”

Un romanzo popolato da scrittori, romanzi incompiuti, tradimenti, mancanza d’amore, alcol e tenacia: una storia complessa che attraversa due generazioni, ma che ha come filo conduttore la casa di famiglia in cui la vicenda ha inizio e si conclude.
Protagonista è Judith Denham, una donna dall’apparenza insignificante ma con una personalità estremamente determinata, che è l’assistente personale (e l’amante) di Ernest Wright, professore di psicologia all’università di Wellspring che vive in una grande casa con la moglie e i due figli. Judith, un po’ alla volta, inizia a stringere relazioni affettive con tutti i membri della famiglia del suo amante: in particolare condivide con la moglie la passione per il pianoforte e le due donne si ritrovano sistematicamente a suonare. La casa è un luogo che accoglie amici e parenti, in particolare per la festa del Ringraziamento: è proprio in una di queste occasioni che viene ospitato Jonah Boyd, famoso scrittore, ex alcolista, gran seduttore, in procinto di concludere un suo ultimo romanzo. Abitudine di Boyd è scrivere su dei taccuini i propri testi (senza tenerne una copia), taccuini che ha la tendenza a dimenticare incustoditi. Avviene così che lo scrittore, alla partenza, dimentica proprio i preziosi manoscritti che non riuscirà mai più a recuperare. Ha inizio in questo modo il suo ritorno negli “abissi”, riprende a bere e a distruggersi, finché non muore in un incidente d’auto. Judith racconta questa vicenda (il romanzo la vede nel ruolo di narratrice) all’interno di un ampio quadro: tutta la famiglia Wright è infatti osservata dagli occhi parziali e intelligenti della donna, così come l’ultima moglie di Boyd e le sue ambiguità. L’ultima parte del romanzo propone una situazione del tutto nuova: morto Boyd, morto Wright (ucciso imprevedibilmente da uno studente con un colpo di pistola sulla soglia di casa), morta sua moglie per tumore, Judith si ritrova a dialogare con Ben, il figlio dell’amante, ormai uomo fatto e improvvisamente diventato un affermato scrittore. La vicenda non può essere ulteriormente narrata per non togliere al lettore una qualche sorpresa, ma non si può non parlare del riacquisto della casa di famiglia da parte di Ben: quasi l’esigenza per tutti fosse ricominciare tutto da capo, togliendo di mezzo solo i ricordi, e le persone, più spiacevoli e imbarazzanti.

Il corpo di Jonah Boyd di David Leavitt
Titolo originale: The Body of Jonah Boyd
Traduzione di Delfina Vezzoli
233 pag., Euro 16,50 – Edizioni Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)
ISBN: 88-04-54463-5

Le prime righe

743 Cooksey Lane

1

Ogni anno, nel giorno del Ringraziamento, i Wright organizzavano una cena alla quale invitavano tutti i laureati - i "randagi" come li chiamava Nancy Wright - che erano rimasti soli a Wellspring per la festività. Di solito Glenn Turner era uno di loro, e anche Phil Perry (che in seguito avrebbe provocato tante sofferenze e scalpore) e una ragazza non meglio identificata, con la frangetta e una gonna scozzese, di cui al momento mi sfugge il nome. E poi c'ero io. Mi chiamo Judith "Denny" Denham, ed ero unica tra i randagi in quanto non ero una laureata di alcun tipo. Ero la segretaria di Ernest Wright nel dipartimento di Psicologia. Dal giorno del Ringraziamento di cui sto scrivendo - nel 1969 - sono passati trent'anni, tanti quanti all'epoca ne avevo trascorsi sulla terra.
A Wellspring, California, molti nomi di strade combinano l'inizio e la fine dei nomi di due diversi stati. Calibraska Avenue è la principale arteria commerciale, che sale ripida verso est dall'università e poi passa sotto la superstrada 420 per Springwell, dove abitavo io, dove abitava la maggior parte delle segretarie. Springwell è l'entrata di servizio di Wellspring, la sua gemella speculare; è dove si va a mangiare messicano, oppure a trovare i figli avuti da una donna abbandonata da un pezzo; è la parte sbagliata di una superstrada la cui funzione principale, spesso sospetto, è dare alla gente un posto con un lato giusto su cui vivere.

© 2005 Arnoldo Mondatori Editore


L’autore

David Leavitt è nato a Pittsburgh nel 1961, ma ha vissuto infanzia e adolescenza a Palo alto, in California. Si è rivelato nel 1984, a soli 23 anni, con i racconti di Ballo di famiglia, ormai divenuto un classico della nuova narrativa americana. Ha scritto: La lingua perduta delle gru, Eguali amori, i racconti di Un luogo dove non sono mai stato, Mentre l’Inghilterra dorme (romanzo che è stato al centro di una vivace polemica), Arkansas, Il voltapagina, La trapunta di marmo, La nuova generazione perduta e Martin Barman


Di Grazia Casagrande


15 aprile 2005