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Ivano Marescotti

Ivano Marescotti viene da Bagnacavallo, ridente cittadina romagnola, dove è nato nel 1946. Attore dal 1981, si dedica al teatro lavorando fra gli altri , con Leo De Berardinis, Carlo Cecchi, Mario Martone, Thierry Salmon, Armand Gatti, Santagata e Morganti, Giampiero Solari, Giorgio Gallione. Nel 1989 incontra Silvio Soldini col film L’aria serena dell’ovest, e si dedica prevalentemente al cinema. Seguiranno una quarantina di film: da Il muro di Gomma di Marco Risi a Johnny Stecchino a Il Mostro di Roberto Benigni, da Dichiarazioni d'amore di Pupi Avati a Strane storie di Sandro Baldoni a Luna e l’altra di Maurizio Nichetti, La lingua del santo di Carlo Mazzacurati, Asini e Delitto impossibile di Antonello Grimaldi, ai film internazionali Mario und der magicien di Klaus M. Brandauer, Le chateau des olivier, TV-movie di Nicolas Gessner in Francia, e lavorando con i premi Oscar Antony Minghella in Talented Mr Ripley Ridey Scott in Hannibal e in King Arthur di Antoine Fuqua.
Nel 1993-94 recupera il suo dialetto Romagnolo e torna al teatro con i testi del grande poeta Raffaello Baldini con Zitti Tutti, Carta Canta, Furastìr fino a scrivere, produrre e dirigere i suoi spettacoli come Dante, un patàca ispirato alla Divina Commedia, Bagnacavàl, una contaminazione tra il "basso" dialetto romagnolo e l'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, Il Silenzio Anatomico su testo di Baldini, e babelè spettacolo internazionale coprodotto con la Comunità Europea. Vince il Nastro D'Argento nel 2004 per il cortometraggio "assicurazione sulla vita" di Carboni-Modigliani.


Qual è il suo rapporto con il libro?

Fisico, non si può andare in giro senza un libro appresso, e quando lo leggo lo strapazzo, lo piego e, per segnalibro, gli faccio le orecchie. Detesto i libri rilegati con copertina rigida, veri corpi contundenti, materialmente illeggibili, a letto è anche peggio, una tortura (consiglio: aiuta tagliare via, con le forbici, i micidiali angoli puntuti della copertina).

Quali sono gli autori da lei più amati?

Milan Kundera del Libro del riso e dell’oblio. In quell’epoca imperversava L’insostenibile leggerezza dell’essere che, apposta, non lessi subito. In libreria incontrai invece, casualmente, la prima pagina del Libro del riso e dell’oblio, una delle più belle prime pagine che abbia mai letto. E il libro mantenne la promessa. Poi lessi tutto Kundera. È così che mi oriento, a naso, leggendo la prima pagina di un libro. Molto spesso funziona.
Non ha funzionato invece con un libro bruttissimo, una boiata pazzesca, il famigerato Codice da Vinci, che dopo le prime, affascinanti, 50-60 pagine sarebbe da buttare contro un muro.

Quali gli autori o i testi teatrali con cui si è trovato più a suo agio?

Raffaello Baldini che, oltre ad essere stato un grande poeta, è stato anche un importante scrittore di teatro. Chi non conosce Raffaello Baldini non sa che cosa ha perso… leggerlo per credere (ci sono le traduzioni dal dialetto, a fondo pagina).

Per un giovane che volesse intraprendere la sua strada, avrebbe dei testi da suggerire?

No, cioè: tutto fa brodo. Non bisogna credere che per un attore un bel testo sia meglio. È bello mettere in scena quello che più piace ma l’attore non è il regista o il produttore. Per fare l’attore non deve piacere un testo più che un altro. La vera sfida è mettere in scena un personaggio lontano da sé, dai propri gusti o convinzioni. Anche il testo più cretino nasconde per l’attore una rivelazione, una scoperta. E solo quando questo succede vale la pena. Io ho cominciato facendo il ranocchio e saltellando gracidando. Non si pensi insomma che chiunque metta in scena l’Amleto faccia un capolavoro. Anzi…

Il libro che ha ora sul comodino

Lessico famigliare della Ginsburg

Un testo da leggere a voce alta

La poesia, soprattutto quella in dialetto, che non esiste se non viene detta a voce alta. Tutta la poesia. L’Orlando furioso o La Divina Commedia sono da leggere a voce alta, cercando anche la giusta dizione, perché non è solo questione di capire e dare senso a ciò che sta scritto, se no a che serve l’endecasillabo, il verso, la rima, il ritmo? Detto questo penso che la letteratura tutta, letta a voce alta, sia una vera scoperta per chi ci prova e per chi l’ascolta.

... e uno da leggere sottovoce

Ancora la poesia, per sentirla dentro, cercarvi la radice, prima di provarci, poi, a voce alta e goderla veramente.

Ha un aneddoto da raccontare collegato a un libro?

Nel lontano 1981 ero a Genova dove ero andato a fare il primo provino della mia vita presso il “Teatro dell’Archivolto”, non sapevo se mi avevano preso e la sera, passeggiando nervosamente per i neri vicoli della città diedi un calcio a quella che mi sembrava una scatola di cartone, per terra, era invece un libro: Il Nome della Rosa di Umberto Eco. L’avevo snobbato quando era uscito, ma lui era voluto venire da me. Ovvio che lo lessi con tono di sfida, e vinse lui, cioè io, che mi divertii parecchio (al provino, poi, mi presero).

Un libro che l'ha particolarmente divertita…

Se per divertire significa fare risate sonore, succede di rado. Mi successe in treno, non mi potevo trattenere, tanto che la gente si girava a guardarmi, quando lessi il primo Fantozzi, di Paolo Villaggio, anni fa.
Non riesco a leggere i libri “divertenti”, quelli dei comici, fatti apposta per fare ridere. Direi che mi avviliscono, anzi. Achille Campanile, invece, anche a rileggerlo oggi, resta un autore che strappa la risata. Del resto io mi diverto a leggere i Maigret, di Simenon, che non fanno ridere.

Ci sono dei testi che non dovrebbero mai mancare nella biblioteca di casa?

Se questo è un uomo, di Primo Levi che, oltre che nelle biblioteche di casa dovrebbe essere obbligatorio nelle scuole prima ancora dei Promessi Sposi. È un libro bello, feroce, non consolatorio. Che fa piangere. È un libro fondamentale che può cambiare il senso della vita, che mette in crisi, come è successo a me che l’ho letto troppo tardi, a quarant’anni, due mesi prima che Primo Levi si suicidasse. Quel libro apre una ferita che non si chiude più, ed è bene che sia così.

Di Piera Passalacqua


1 aprile 2005