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Diego Cugia Un amore all’inferno “… Sarai uccisa come i traditori, Pacciani e il grande medico, finirai come i traditori di Firenze, verrai uccisa e seppellita come Pacciani e il suo amico, il grande professor Narducci finito nel lago strangolato. La tua vagina verrà spaccata come le vittime di Firenze e dei traditori Pacciani e Narducci che tradirono il nome di Satana.” Sono due i personaggi che, in un dialogo che dura una intera notte, costruiscono questo romanzo, storia vera o forse trasformazione della realtà in una dimensione romanzesca: lo scrittore stesso e Francesca, la vedova del medico di Perugia implicato nei delitti del Mostro di Firenze, scomparso in modo misterioso nel lago Trasimeno. Cugia in questo libro non crea di sé un personaggio, è semplicemente se stesso, il giornalista che ascolta e sa porre le domande più scottanti per poter capire qualcosa di più di una storia assolutamente densa di incongruenze, misteri, depistaggi. Francesca, la signora della pioggia, che al momento del casuale incontro con l’autore/narratore ha più di quarant’anni, è una donna sola e spaventata ma che, dopo tanti anni, ha deciso di conoscere la verità, anche la più orribile, su quell’uomo che ha amato e quasi venerato. Aveva sposato Francesco Narducci, gastroenterologo, bello in modo quasi esagerato, figlio di una famiglia influente e ricca, quando era molto giovane (lui aveva molti anni più di lei), quasi incredula di essere stata scelta. La loro vita coniugale era apparentemente serena (tante però le stranezze che solo a posteriori la donna aveva notato), turbata solo dall’impossibilità di avere figli: quella scomparsa improvvisa e poi il “suicidio” dell’amato compagno, del tutto imprevedibile per lei, l’avevano completamente travolta. Ugualmente sconvolgente poi la scoperta del possibile coinvolgimento di quell’uomo tanto amato con i più turpi delitti degli ultimi vent’anni, quelli attribuiti materialmente a Pacciani, che ormai però tutti consideravano solo il braccio ottuso di mandanti misteriosi e potenti. Un setta satanica? Perversioni sessuali? Quanti orrori stavano venendo alla luce nell’indagine troppe volte messa a tacere dall’autorevole suocero (e, perché no, dalla massoneria a cui era affiliato): anche il cadavere (che non le avevano permesso di vedere) ritrovato nel lago Trasimeno si era poi appurato non essere quello di Francesco, eppure era stato ufficialmente riconosciuto… Il dialogo prosegue nella notte, la pioggia battente, un albergo lungo l’autostrada nei pressi di Firenze, il bisogno estremo di parlare di Francesca e l’urgenza di ascoltare e di capire del giornalista. E il lettore è preso da questi meccanismi come da una trappola, è attirato in un gioco narrativo che sa di verità, non riesce a staccarsi dalla pagina, vorrebbe capire, sapere, arrivare finalmente al nucleo di quell’inferno, vedere in faccia il Male che forse ha il viso perfetto di Francesco, vorrebbe proteggere Francesca, ne prova pietà, la sente vittima di un tranello e sente con altrettanta chiarezza che la verità non verrà mai completamente rivelata: le porte dell’inferno sono sbarrate da un oscuro, invincibile potere.
Un amore all’inferno di Diego Cugia
1 ... Quello che adesso vi dirò per farvi ridere un po' non è invenzione ma è la verità... © 2005 Arnoldo Mondatori Editore
Diego Cugia (Roma 1953) giornalista professionista, è autore di programmi radiotelevisivi, romanzi e sceneggiature. Tre i libri pubblicati: Domino, Alcatraz, No, Jack l’uomo della folla, Il Mercante di Fiori, L’incosciente e Jack Folla. Lettere dal silenzio. Nell’archivio del Café Letterario è disponibile l’intervista allo scrittore.
Di Grazia Casagrande |
1 aprile 2005