Alessandro Piperno
Con le peggiori intenzioni

“Non sono che l’oscuro strumento della Storia: se Bepy è l’anarchico regicida che fa esplodere il conflitto io sono la bomba che mette fine alle ostilità.”

Un successo straordinario ha coronato quest’opera prima, lasciando stupito prima di tutti il suo autore. La critica ha tributato a Con le peggiori intenzioni elogi che difficilmente elargisce e i lettori hanno permesso al romanzo una rapida ascesa nelle classifiche di vendita fino a fargli raggiungere le più alte posizioni. Ci sarà quindi qualcosa di eccezionale, ci si chiede, in questo romanzo, qualcosa di raro e prezioso, come quando in mezzo a tanti sassi appare il bagliore di un diamante.
È un’epopea familiare che vede tre generazioni a confronto: tre diversi modi di intendere la vita, il denaro, le donne e, soprattutto, di confrontarsi con la propria identità ebraica.
Il grande vecchio, il vero motore di tutta la storia, è Bepy Sonnino. Irriducibile donnaiolo, elegante e raffinato, capace di creare una fortuna e di distruggerla con le sue stesse mani. I suoi due figli sono Luca e Teo. Luca è il padre di Daniel, il narratore: nato albino ha visto fin dall’infanzia trasformare dal padre la sua “anomalia” in una particolarità da valorizzare. Quel padre tanto arrogante produrrà nel figlio solo mitezza e ammirazione sconfinata, tanto che Luca alla morte di Bepy dovrà crearsi un altro modello genitoriale irraggiungibile: l’amico e socio paterno Nanni Cittadini, che sarà anche il suo salvatore al momento del crollo economico dovuto alla spregiudicata leggerezza di Bepy. Il figlio di Nanni, Riccardo, un giovane uomo con due figli, un perfetto “gentiluomo”, costruito a regola d’arte dal padre, visto crollare il suo insignificante matrimonio e avendo avuto dal padre il totale dissenso per la separazione, muore suicida.
La madre di Daniel è cattolica, figlia di un ricco e volgare borghese, sempre apparsa sottomessa al marito ebreo, sposato contro il parere della famiglia, viene definita dal figlio “una creatura delicata che potrebbe scalare una montagna”, estroversa e un po’ caotica, è vittima per anni (fino al crollo finanziario del suocero) del “Sonnino’s style”.
Vengono poi tracciati i ritratti degli amici di Daniel: David Ruben, bellissimo e senza ambizioni, e Giorgio Sevi, altrettanto bello, attentissimo al suo aspetto fisico finché era giovane, figlio di gente arricchita che, trasferitosi a New York, diventato grasso e ricco, invita dopo 15 anni di lontananza Daniel, offrendogli ospitalità in un elegante ristorante della Grande Mela. I due uomini, ritrovatisi dopo anni, litigano ferocemente per vecchi rancori (e perché hanno bevuto troppo) e da questo litigio emerge sia uno dei temi portanti del contendere sia uno dei personaggi più interessanti del romanzo: Gaia. Chi è questa deliziosa e “precoce” fanciulla che, quindicenne, aveva già fatto molte vittime? È la nipote di Nanni Cittadini, che Daniel aveva per cinque anni amato e che alla festa del suo diciottesimo compleanno, nella sontuosa casa dei nonni, finisce col provocare una lite furibonda tanto da vedere il giovane Daniel cacciato dalla casa e lui minacciare di morte la bella adolescente.
Come si può vedere non sono fatti eclatanti quelli descritti, si parla della ricca borghesia ebraica romana, con i suoi vizi, i suoi vezzi e le sue frivole crudeltà. Il fatto che si parli di una famiglia ebrea (l’imparentarsi con i cristiani non modifica molto la cosa) rende più intrigante la narrazione, così come il notare che i termini e i luoghi orrendi dell’Olocausto sono citati solo casualmente, come qualcosa di lontano e un po’ fastidioso (eppure Gaia ha avuto entrambi i genitori uccisi in campo di concentramento e Ida, la madre di Daniel, gran parte della famiglia), come qualcosa di troppo lacerante da ricordare: è la ricchezza materiale del presente, la sua fatuità a caratterizzare queste generazioni fotografate nella loro povertà morale in pieno boom economico italiano.

Con le peggiori intenzioni di Alessandro Piperno
304 pag., Eur 17,00 – Edizioni Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)
ISBN: 88-04-53802-3

Le prime righe

PRIMA PARTE

Come vissero i Sonnino

1.
Lo splendido secolo di Bepy

Bepy sentì di non avere scampo diverse ore dopo aver incassato la diagnosi di tumore alla vescica, quando tra il novero sterminato d'interrogativi agghiaccianti scelse: Potrò ancora scopare una donna o tutto finisce qui?
Sebbene tale dilemma possa apparire una patologica inversione delle priorità, per lui, nell'estremo frangente, risultò più spaventoso lo spettro della compromessa mascolinità che l'orrore del nulla: forse perché nel suo immaginario impotenza e morte coincidevano, anche se la seconda era preferibile alla prima, se non altro per il conforto dell'assenza eterna... O forse il salto nel buio che aveva condotto quest'uomo di successo alla bancarotta finanziaria era stato troppo fulmineo per non scalfirgli l'integrità emotiva.
Ma perché impedire al funambolo del sesso adulterino - fautore della deportazione dei finocchi di mezzo mondo in un'isola "tutta per loro" - di professarsi fino in fondo se stesso?
Il suo cazzo stagionato e ipercompetitivo era pronto, per l'ultima volta, a splendere del bagliore di un'antica fiamma: Giorgia Di Porto, modista, nonché amante semiclandestina in tempi di vacche grasse, stava per lacerare il buio degli ultimi anni di Bepy Sennino.

© 2005 Arnoldo Mondadori Editori


L’autore

Alessandro Piperno è nato a Roma, dove vive, nel 1972. Insegna letteratura francese a Tor Vergata. È redattore di “Nuovi Argomenti”. Ha pubblicato il saggio Proust antiebreo. Questo è il suo primo romanzo.


Di Grazia Casagrande


25 marzo 2005