La biografia


Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi
Scena del crimine
Storie di delitti efferati e di investigazioni scientifiche

“Nonostante ci sia ancora chi sostiene che a uccidere Elvis Presley è stata una morte cardiaca improvvisa non innescata dall’abuso dei farmaci, l’opinione di patologi importanti come Cyril Wecht e altri come lui è che si sia verificata una condizione clinica chiamata farmacofagia: l’ingestione compulsiva e in quantità inappropriata di farmaci.
Ed è stata la combinazione di otto diverse sostanze, ciascuna delle quali innocua, a produrre effetti mortali.”

È davvero difficile, durante la lettura del libro, evitare di riprodurre mentalmente il ritmo incalzante del parlato di Carlo Lucarelli magistralmente utilizzato durante le sue trasmissioni televisive: ormai è così profondamente entrato nell’orecchio anche di chi conosce lo scrittore bolognese principalmente per le sue opere narrative, da esserne condizionati nella lettura, soprattutto se si parla di delitti o di misteri…
Coautore di questo Scena del crimine, è un vero tecnico, un criminologo che si è occupato professionalmente dei più complessi casi criminali degli ultimi anni: se il suo supporto alle indagini giudiziarie relative a efferati assassini è stato fondamentale, di certo anche il contributo dato alla stesura e alla elaborazione di questo saggio non è stato da meno. Colpisce infatti la chiarezza nel comunicare spiegazioni logiche a casi apparentemente incomprensibili e a fornire informazioni su tecniche e metodi d’inchiesta sempre più altamente specialistici e tecnologici.
Se insomma gli autori sono, ognuno per quanto gli compete, dei “maestri”, non può stupire che il risultato sia così brillante, che sappia tenere sempre elevata l’attenzione del lettore, che proponga casi assolutamente esemplari di una tesi investigativa e che, con tanta naturalezza, intrecci nomi molto noti, casi giudiziari riportati dai giornali di tutto il mondo, a morti di sconosciuti e a “piccoli” delitti di provincia (sia italiana che americana) spesso sfuggiti anche a un attento lettore di cronaca nera. Vengono ugualmente proposti dei “misteri” giudiziari antichi di uno o due secoli, o di epoca ancora precedente: narrati dai nostri due autori non sembrano aver perso mordente o fascino per il lettore appassionato di gialli e di noir! Ecco il caso della piccola Jonbenet Patricia Ramsey datato 26 dicembre 1996: imprecisioni investigative, piccoli particolari non notati da un coroner distratto, rendono più intricato e difficoltoso capire con chiarezza modi e tempi del delitto. A questo punto gli autori iniziano a spiegare (in modo appassionante) le tecniche per stabilire il momento esatto della morte delle vittime e, in modo coerente, riescono a introdurre un secondo caso, lontano migliaia di chilometri dal precedente: il corpo di un uomo, completamente mummificato, ritrovato nel 2000 dentro un camino dagli operai che ristrutturavano un appartamento.
Un’Appendice al volume presenta una cronologia delle maggiori scoperte in ambito di scienze forensi e stupisce il fatto che già nel 3000 a.C. siano segnalate, impresse nel vasellame, alcune impronte digitali.
In fondo, come il crimine è antico quanto l’uomo (Caino è un chiaro esempio di amore fraterno e anche oggi la gran parte dei delitti avviene all’interno dell’ambito familiare) così altrettanto antica è la ricerca della verità e il bisogno rassicurante di trovare un colpevole non solo per punirlo delle proprie malefatte, ma soprattutto perché gli uomini non sopportano la sensazione di sapere in libertà chi rappresenta la vittoria della morte sulla vita e del male (che alligna in tutti) sulla giustizia.

Scena del crimine. Storie di delitti efferati e di investigazioni scientifiche di Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi
226 pag., Euro 15,00 – Edizioni Mondadori (Strade blu)
ISBN: 88-04-53722-1

Di Grazia Casagrande

le prime pagine
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Introduzione
Il caso della penna a sfera

Succede una domenica di maggio del 1991.
C'è un ragazzo, uno studente, che tutte le domeniche va a pranzo dalla mamma, una signora di cinquantatre anni che vive da sola. Ci va anche quel giorno, ma trova la signora a terra, sul pavimento del soggiorno. È morta. È morta e c'è anche del sangue, qualche macchia sui vestiti della signora e una più grossa sul tappeto, vicino alla testa.
Lo studente chiama aiuto, chiama la polizia, che arriva subito, e oltre alle macchie di sangue nota anche una ferita, un buco sull'arcata orbitale del suo occhio destro.
L'autopsia conferma che è proprio quel buco ad aver causato la morte della signora. Ma che cosa è stato a provocare quel buco? È qui che arriva il primo colpo di scena della storia.
Una penna Bic. Una penna a sfera, che è entrata interamente nell'orbita, ha perforato parte dell'occhio, la parete interna della cavità orbitale e il lobo posteriore sinistro del cervello, provocando la morte. È penetrata così a fondo nell'occhio della signora che da fuori non si vedeva. Solo quella strana ferita nell'orbita.
Ma come è successo?
La polizia pensa a un omicidio. Non è facile che una cosa del genere succeda casualmente. Che uno cada a terra con una Bic in mano e se la infili in un occhio così profondamente da piantarsela nel cervello facendola addirittura sparire fino all'autopsia. Ma anche un omicidio commesso in quel modo non è poi così frequente. Vengono consultati alcuni esperti, specialisti di medicina legale, oftalmologi illustri, e loro ammettono che in effetti qualche volta è successo che qualcuno si sia accidentalmente infilato una penna in un occhio e ne sia morto. Pochi casi, incredibilmente sfortunati, ma qualcuno nella letteratura scientifica se ne trova. Dal 1848, dicono le ricerche, le persone che si sono piantate una penna nella testa sono ventuno. Ventun casi conosciuti in quasi centocinquant'anni, in tutto il mondo. Di questi, dodici se la sono infilata in un occhio. E cinque sono morti.
Difficile, dunque, ma possibile. Per la polizia si tratta comunque di un omicidio. Gli investigatori lo chiamano «il delitto della penna a sfera» e indagano a trecentosessanta gradi, soprattutto sui familiari della signora, ma non trovano niente, niente di niente, e così sospendono le indagini.
Passano cinque anni e arriva il secondo colpo di scena. C'è un bidello di una scuola media secondaria che legge casualmente su un giornale del «delitto della penna a sfera» e si ricorda di alcuni studenti che si erano messi a parlare di un possibile delitto perfetto. Per farlo, avevano detto, ci sarebbe voluta una penna a sfera. Lanciarla in un occhio della vittima con una piccola balestra. Tra questi studenti, ricorda il bidello, c'era anche lui, il figlio della signora uccisa.
Ancora. C'è un altro testimone. Lo psicologo del ragazzo che lo segue per alcuni disturbi emozionali, che va dalla polizia a raccontare quello che il ragazzo gli ha detto. È stato durante una delle loro sessioni di terapia razionale emotiva. Il ragazzo gli ha confessato di aver ucciso la madre con una penna a sfera sparata con una piccola balestra.
Per la polizia è abbastanza. Il ragazzo viene arrestato.

© 2005 Arnoldo Mondadori Editori

biografia degli autori
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Carlo Lucarelli (Parma 1960) è uno dei più famosi scrittori italiani. Autore e conduttore delle serie televisive «Misteri in blu» e «Blu notte. Misteri italiani», ha pubblicato fra l'altro: Carta bianca, Autosole, L'estate torbida, Falange armata, Via delle oche, Almost Blue, II giorno del lupo, Mistero in blu, Guernica, L'isola dell'angelo caduto, Un giorno dopo l'altro, Lupo mannaro, Laura di Rimini, Misteri d'Italia, II lato sinistro del cuore, Nuovi misteri d'Italia, La mattanza, Medical thriller (assieme a Eraldo Baldini e Giampiero rigosi) e, insieme a Massimo Picozzi, Serial killer.

Massimo Picozzi (Milano 1956), psichiatra e criminologo, insegna all'Università Cattaneo di Castellanza, dove è responsabile del Laboratorio di analisi e ricerca sul crimine. È consulente dell'Unità serial killer del Servizio di polizia scientifica. In qualità di perito psichiatra si è occupato dei casi di cronaca nera di maggior clamore degli ultimi anni: il delitto di Cogne, la sanguinosa vicenda di Erika e Ornar, l'omicidio di Desirée Piovanelli, l'atroce assassinio commesso da Ruggero Jucker, i riti efferati delle bestie di Satana. È autore di numerosi testi scientifici, tra cui Crìminal Profiling, Giovani e crimini violenti, Piccoli omicidi e Pedofilia, Non chiamatelo amore.




18 marzo 2005