Abdelkader Benali
La lunga attesa

“Dal momento in cui si è annunciata la mia presenza, l’attenzione dev’essere tutta concentrata su di me. I miei genitori devono sapere che possono tranquillamente lasciarsi alle spalle il passato, così da potermi accogliere e prendersi cura di me, il loro fossile vivente.”

Per parlarvi di questo romanzo dovrò seguire la regola che si impone il protagonista quando dice: “devo raccontare senza dire bugie, dicendo tutta la verità e nient’altro che la verità (che sono due cose diverse), e l’essenziale è sfruttare la nobile arte di tenere la bocca chiusa per tutta la durata del racconto, senza rivelare troppo”. Perché sarebbe davvero un delitto svelare i segreti di questo originale racconto in cui si mescolano sapientemente, come nella biografia stessa dell’autore, le due diverse culture e mentalità del Marocco, nazione di origine di Benali, e dell’Olanda, il suo paese d’adozione. Sono profumi, luci, colori, cibi, sono tradizioni e costumi, sono memorie e nostalgie, intrecciate però con un anticonformismo inusuale, che ricorda quello di un altro grande autore con un vissuto personale analogo: Kader Abdolah in particolare con il suo Viaggio delle bottiglie vuote, che se non avete letto vi consiglio di cercare in libreria.
C’è il rimpianto dei vecchi emigranti, sradicati dalla propria terra, c’è lo straniamento dei giovani, non marocchini ma neppure totalmente olandesi, c’è il rifiuto totale di alcuni di rispettare e seguire le regole dei padri e la dolorosa ricerca di radici nel passato di altri. Una madre, Malika, votata a tenere la famiglia unita attraverso la cucina, per alimentare la sensazione di appartenenza del figlio Mehdi Ajoub, non ancora maggiorenne, a sua volta tormentato dal dubbio che Driss, il padre, non sia il suo vero padre e che la sua famiglia in qualche modo possa assomigliare a quella frantumata e ricomposta di Boccuccia d’Argento, la ragazza di cui è innamorato. Capelli biondi, occhi azzurri: Diana, anche lei erede di un passato complesso, figlia di Elisabeth Doorn e di Samuel Corvo Nero Branningan, americano di sangue misto pellerossa e irlandese, ma allevata all’Aia da un altro uomo, Rob, che ha fatto per Diana, a tutti gli effetti, le veci del padre. Tutto questo raccontato da un nascituro, che già ama i due giovanissimi genitori e tutti i nonni, anche se ancora non ha visto la luce, e che già ha ben chiaro quanto sia complessa la mappa del suo Dna. La lunga attesa è quella del parto, con ulteriore sorpresa finale.

La lunga attesa di Abdelkader Benali
Titolo originale: De langverwachte
Taduzione di Claudia Di Palermo
254 pag., Euro 13,50 – Edizioni Fazi (Le strade n. 89)
ISBN: 88-8112-600-1

Le prime righe

Io e il mio pollice

Ho un dono. Ecco, ora l'ho detto. Mi stanno aspettando, manca poco all'inizio del nuovo anno, ma voglio rimandare la mia nascita ancora un po': uscirò solo quando ci saranno tutti. Non può essere che me li sono sorbiti per l'intero racconto, con tutti i loro pensieri e grattacapi, per poi accorgermi che, proprio nel momento in cui vengo fuori, loro non ci sono. Come se fossi una creatura strana, che non ha bisogno di nessuno.
Non può essere che Mehdi, mio padre, sia l'unico spettatore, l'unico in attesa del mio arrivo; perciò ordino perentoriamente a mio nonno, Driss Ajoub, di presentarsi al più presto. Sono stati i suoi due anziani servitori, i due Ahmed - uno coi baffi e l'altro senza (come se si fossero messi d'accordo) - a portarlo qui. Voglio che venga a vedere come se la cava suo figlio Mehdi, che non potrà accompagnarlo in pellegrinaggio alla Mecca perché tutto preso a cambiare pannolini. Voglio che anche Driss, seguendo l'esempio di papa Mehdi, che con mano tenera e nervosa tiene la mano forte ed energica di Diana e ormai non ce la fa più a sentire l'incitamento «spingi, spingi!», stringa la mano di qualcuno, o almeno uno dei braccioli delle sedie che aspettano lì fuori nel corridoio.
Me ne resto ancora qui a girarmi i pollici finché non vedo anche mia nonna, Malika Ajoub, e già la sento arrivare. Finché non ci sono tutti, io non esco.

© 2005 Fazi Editore


L’autore

Abdelkader Benali (1975) è nato in Marocco e vive in Olanda dall’età di quattro anni. È autore di Matrimonio al mare premiato come miglior debutto in Olanda e in Francia e tradotto in dodici lingue. La lunga attesa, suo secondo romanzo, è ormai entrato di prepotenza nella storia della letteratura olandese, dopo aver conquistato il più prestigioso premio letterario come miglior romanzo olandese del 2003.


Di Giulia Mozzato


18 marzo 2005