Diego Marani
Il compagno di scuola

“Forse perché erano più leggeri, allora non avevo con i ricordi il rapporto morboso che ho adesso. Oggi li tratto come vecchie amanti di cui mi vergogno a provare ancora desiderio.”

Ogni romanzo di Marani viene subito accolto con favore e affetto dalla critica e questo è avvenuto fin dalla sua prima opera, quella Nuova grammatica finlandese che cinque anni fa ha stupito per la raffinatezza del linguaggio, la sensibilità nella costruzione dei personaggi e la ricchezza tematica. Oggi che Marani è ormai affermato come narratore, che ha vinto tanti e qualificati premi letterari, possiamo parlare di lui come uno dei più interessanti narratori italiani e lui stesso può abbandonarsi a un momento di maggiore autoreferenzialità, cioè a un romanzo autobiografico. Forse l’identità del titolo con quello della canzone di Venditti, cantata da un’intera generazione (la stessa di Marani), trasmessa per anni centinaia di volte da ogni radio libera, non è casuale: c’è molto di simile nel messaggio, e forse questo non è un bene. Ma Il Compagno di scuola di musicale memoria è datato 1975, anno in cui il Marani stava frequentando ancora il liceo (il rapimento Moro, 1978, corrisponde alla terza liceo dell’autore) e i suoi ricordi riemergono solo oggi a trent’anni di distanza e di certo ciò che è avvenuto in questo lungo periodo ha il suo peso nella rilettura del passato.
La lunga lettera (è curioso come questo libro faccia continuamente pensare a canzoni “d’epoca”: Caro amico ti scrivo….) è rivolta a un ipotetico compagno di liceo, mai davvero amico in quanto l’allora divisione del mondo in schieramenti politici opposti aveva impedito una relazione più intensa tra lo scrittore/narratore e il più borghese e benestante compagno di classe.
Ma la nostalgia, nota dominante insieme a una certa tristezza e al rimpianto per ciò che non si è saputo vivere appieno, è rivolta non tanto alle ore passate in classe, alle ingenue esperienze politiche, alle nascenti radio libere, alle inconcludenti domeniche o ai tentativi frustrati di trasgressione ludica, quanto alla figura del nonno, al contatto con l’orto o con gli animali e a quella manualità fattiva che, da buon lavoratore intellettuale, lo scrittore non ha saputo esercitare a lungo.
Il romanzo consente una lettura piacevole, sollecita personali amarcord, disegna una certa provincia italiana che in gran parte ancora sopravvive, ma soprattutto offre una bella e fluida lingua che è un vero piacere, non sempre frequente, gustare.

Il compagno di scuola di Diego Marani
154 pag., Euro 13,50 – Edizioni Bompiani (Romanzi Bompiani)
ISBN: 88-452-3363-4

Le prime righe

I

Caro Sandro,
se fra tutti i vecchi compagni del liceo ho deciso di scrivere proprio a te, è perché quando ti sono venuto a stanare nel tuo studio di avvocato, pure mimetizzato dietro l'aria dottorale che la frequentazione del foro ti ha infuso, ho sorpreso nei tuoi occhi lo stesso sguardo di insofferenza che avevi quando la Giatti chiamava il tuo nome per l'interrogazione di greco. Io so che non era soltanto la paura di un brutto voto che ti avvizziva il sorriso. Era anche la fatica di vivere, che appena allora imparavamo a sopportare, il fastidio di essere continuamente strappati al tepore dei nostri pensieri e scaraventati davanti alla cattedra a render conto di pomeriggi passati ad ascoltare un termosifone. Fin dal primo giorno di scuola, il tuo viso fu uno di quelli che mi rimase impresso, nella prima fila dei banchi. Confuso e turbato come il mio dall'austerità dell'aula, dalla gravita delle parole del professore e ancora di più da quelle quattro paia di seni dirompenti che avevamo puntati alla schiena.

© 2005 RCS Libri Edizioni


L’autore

Diego Marani è nato a Ferrara nel 1959. Funzionario internazionale, lavora presso il consiglio dei ministri dell’Unione Europea a Bruxelles. Per anni, su un quotidiano svizzero, ha tenuto una rubrica di attualità e commenti internazionali scritta in lingua artificiale di sua invenzione, l’Europanto – un gioco brillante, una provocazione contro l’integralismo linguistico, di cui si sono occupati molti giornali europei, americani e giapponesi. In Europanto ha pubblicato in Francia la raccolta di racconti Las adventures des inspector Cabillot e ha tradotto un videoclip per uno studio cinematografico di New York. Nel 2000 è uscito il suo primo romanzo Nuova grammatica finlandese, che gli è valso, tra gli altri, il Premio Grinzane Cavour. Sono seguiti L’ultimo dei vostachi, che ha ricevuto il Premio Campiello – Selezione Giuria del Letterati, L’interprete e A Trieste con Svevo. I romanzi di Mariani sono tradotti e pubblicati in varie lingue.


Di Grazia Casagrande


18 marzo 2005