AFFABULAZIONI - IL MALE DI VIVERE - MONDI BAMBINI
AFFABULAZIONI
Philip K. Dick
Follia per sette clan

“I paranoici dovrebbero costituire la classe di governo. Dovrebbe spettare a loro sviluppare un’ideologia politica e dei programmi sociali, con la loro visione senza ostacoli delle cose…”.

Maurizio Maggiani
Il viaggiatore notturno

“Sto imparando che non serve sempre saper vedere una ragione, che si può essere nudi e scalzi di qualsiasi ragione e non per questo essere meno veri di un fuoco acceso nella notte. So che le cose accadono perché se ne possa cogliere il senso. Coglierlo come si coglie un sasso nell’infinità di sassi del deserto per la sua irresistibile singolarità.”


IL MALE DI VIVERE
Michel Faber
A voce nuda

“Il Coro Courage di Roger Courage era, senza tema di esagerare, il settimo ensemble vocale più famoso del mondo. Di sicuro era più intransigente rispetto ad alcuni fra i gruppi più celebri: non era mai sceso così in basso da accompagnare i sassofonisti New Age con salmodie rinascimentali, o da gorgheggiare le solite cantilene di Lennon-McCartney nei concerti alla Royal Albert Hall.”

Annelies Verbeke
Dormi!

“Fin dal primissimo vagabondaggio notturno decisi che avrei rivolto il mio odio contro quelle migliaia, quei milioni di uomini, donne e bambini che nei loro letti bui e morbidi si guardano sotto le palpebre, dentro l’anima. Domani si sarebbero svegliati a fatica. Assonnati, avrebbero preso posto al tavolo della cucina o sulla tavoletta del water. Di malumore, come se avessero qualcosa di cui lagnarsi.”


MONDI BAMBINI
Philippe Grimbert
Un segreto
Storie senza storia

“Sconcertato, l’ufficiale alza le sopracciglia. Appena ha dato un’occhiata al documento, abbaia un ordine. Esther e Louise, paralizzate, capiscono che cos’è successo. In quel momento si ode un trotterellare sul parquet della sala, Simon è uscito dal gabinetto e si precipita verso la madre. Louise vorrebbe fargli segno di tacere, di dirigersi verso di lei, ma è troppo tardi. L’uomo interroga Hannah con lo sguardo. Senza esitare, con voce calma, lei risponde: È mio figlio.”

A. M. Homes
Jack

“E così eccomi lì – un gioiello di adattamento, quattordici anni e tre quarti, membro della squadra di basket e, finalmente, con le gambe più pelose di mia madre – seduto sul gradino davanti casa in attesa che papà mi venisse a prendere per la tradizionale avventura domenicale di padre e figlio divorziati, cosa che implicava comprimere una vita intera nell’arco di otto ore.


11 marzo 2005