MONDI BAMBINI

Philippe Grimbert
Un segreto

“Sconcertato, l’ufficiale alza le sopracciglia. Appena ha dato un’occhiata al documento, abbaia un ordine. Esther e Louise, paralizzate, capiscono che cos’è successo. In quel momento si ode un trotterellare sul parquet della sala, Simon è uscito dal gabinetto e si precipita verso la madre. Louise vorrebbe fargli segno di tacere, di dirigersi verso di lei, ma è troppo tardi. L’uomo interroga Hannah con lo sguardo. Senza esitare, con voce calma, lei risponde: È mio figlio.”

Sono soprattutto i figli unici ad inventarsi un fratello o una sorella, quando sono bambini. In genere più vecchio, o un gemello, che sia simile ma altro da sé, un compagno di giochi, un confidente, un capo da seguire. Anche Philippe, il protagonista narratore e autore del romanzo autobiografico Il segreto, ha vissuto per anni con un fratello nascosto, un amico-ombra che solo lui poteva vedere, fino a scoprire l’esistenza di uno sconvolgente segreto di famiglia legato proprio alla presenza nel passato di un fratello reale. Ma i suoi genitori non celavano solo questo segreto. Il loro cognome, per esempio, aveva un suono francese, ma non era sempre stato così: una m e una t avevano sostituito le due lettere che rivelavano troppo chiaramente l’origine ebraica di Grinberg. Lui, Philippe, era nato dopo la guerra, era stato battezzato e anche circonciso - una misura igienica, si era detto. Durante il conflitto i suoi genitori avevano trovato rifugio nella Francia libera, ma parlavano di quei giorni come ricordando una vacanza...
A quindici anni Philippe assiste per la prima volta ad un filmato sui campi di concentramento, un compagno di classe ride e butta là una frase ingiuriosa, Philippe lo prende a pugni. Questo episodio spinge un’amica di famiglia a raccontargli la verità. Una storia che inizia con un uomo atletico e cultore dello sport, Maxime, il padre di Philippe, che sposa Hannah e, il giorno stesso del suo matrimonio, si innamora della bellissima cognata di lei. Sarebbe la banale storia di un’attrazione fulminante, un melodramma di sesso e amore proibito, se non ci fosse la guerra che la trasforma in una tragedia classica in cui il destino ha la sua parte. Maxime e la cognata abitano in due città lontane e non ci sarebbe nessun seguito a quell’incrocio di sguardi, se non si ritrovassero al di là della frontiera, dove Maxime è sfollato per primo, in attesa di Hannah e del figlio Simon. C’è qualcosa nel subconscio che fa sì che il fratello inventato da Philippe sia così simile al fratello vero che scopre di aver avuto, robusto e audace e sportivo, diverso da lui, timido ed esile? E poi, mentre il gruppetto che deve riunirsi a Maxime attende che il passatore li guidi, Hannah - che sospetta, che ha capito, che soffre - compie quel gesto che la rende simile a Medea, consegnando sé e il figlio a morte certa. Nessuno parlerà mai più di loro, la vita va avanti, Philippe non sarebbe mai nato se suo fratello fosse vissuto: strana la sorte, che ha portato Simon - il vincitore nei giochi immaginati da Philippe bambino - a perdere nella partita della vita. Non deve essere stato facile per lo scrittore, diventato psicoanalista, raccontare il segreto della sua famiglia, cercando di capire, senza giudicare, come riesce a fare molto bene nella prosa piana e scarna del libro, che evita così di scadere nel morboso e nel banale.

Un segreto di Philippe Grimbert
Titolo originale: Un secret
Traduzione di Fabrizio Ascari
156 pag., Euro 13,00 – Edizioni Bompiani (Narratori stranieri Bompiani)
ISBN: 88-452-3366-9

Le prime righe

I

Figlio unico, ho avuto a lungo un fratello. Dovevano credermi sulla parola quando propinavo questa storia alle amicizie effimere delle vacanze. Avevo un fratello. Più bello, più forte. Un fratello maggiore, glorioso, invisibile.
In visita da un compagno, ero sempre invidioso quando si apriva la porta davanti a un altro che gli somigliava un po'. Capelli arruffati, un sorriso discreto che mi venivano presentati in due parole: "Mio fratello." Un enigma, quell'intruso con cui bisognava dividere tutto, compreso l'amore. Un vero fratello. Un simile nel cui viso si scoprivano come tratti in comune una ciocca ribelle o un canino sporgente, un compagno di camera di cui si conoscevano le cose più intime, gli umori, i gusti, le debolezze, gli odori. Una stranezza per me che regnavo da solo sull'impero delle quattro stanze dell'appartamento di famiglia.

© 2005 RCS Libri Edizioni


L’autore

Philippe Grimbert, psicanalista e saggista (Psychanalyse de la chanson, Pas de fumee sans Freud: Psychanalyse du fumeur, Chantons sous la psy), si è affermato in campo letterario con La Petitc Robe de Paul, pubblicato da Grasset nel 2001 e immediatamente accolto da un grande successo di pubblico e critica.


Di Marilia Piccone


11 marzo 2005