TESTIMONIANZE

Alice Werblowsky, Carla Chelo
Siamo così
Un giorno nella vita dell'Italia attraverso le storie di ventiquattro donne

“Tutte donne normali che hanno storie bellissime da raccontare. Non si conoscono, non si incontreranno mai, ma hanno qualcosa in comune: una tradizione tutta italiana di sapienza femminile. Radici antiche che vengono tramandate nei modi più curiosi e insospettabili, come le ricette di famiglia. Alla fine ne risulta un ritratto lontanissimo dalla cronaca, un universo inquieto, a volte disperato, mai rassegnato.”

Sempre difficile realizzare uno studio che rappresenti davvero la fotografia della società, specie poi quella di un’intera nazione al suo interno piuttosto differente per tradizioni, costumi, idee: tutti elementi molto importanti nella vita collettiva e particolarmente per le donne. Il volume di Alice Werblowsky e Carla Chelo cerca comunque di individuare le principali tematiche che rappresentano la condizione femminile nell’Italia contemporanea, alcune delle quali si sono presentate da poco sulla scena sociale. Si parla di matrimoni misti, ad esempio, e della difficoltà di rendere stabili queste unioni, “non per il colore della pelle” come sottolinea Gabriella Parca nella sua Introduzione, “ma per quelle diversità culturali di cui la religione è solo una componente, accanto alle tradizioni al costume, all’educazione ricevuta”. Si parla di violenza, un aspetto della vita delle donne che purtroppo non ha perso la sua centralità. Anche il lavoro ha assunto un’importanza assoluta nell’esistenza femminile, tanto che in queste testimonianze si evince che la casalinga “pura” sembra non esistere quasi più. Il lavoro non solo come dovere e obbligo, ma in molti casi come passione: l’ostetrica che aiuta a partorire in casa nei paesini d’alta montagna, la camionista che percorre migliaia di chilometri in piena autonomia, la poliziotta che sente la vocazione a difendere i più deboli, la maestra che, dopo personali vicende travagliate, ha trovato una classe con venticinque bambini di differenti etnie, coinvolgenti e divertenti: il domani della nostra nazione. Lavoro è anche precarietà, incertezza, paura del futuro, specie per una madre nubile, o può essere fuga, come per la pittrice rifugiata a Filicudi. E poi c’è il volontariato che dà forza e gioia, indispensabile per chi ha bisogno di sostegno ma anche importante per chi decide di dedicare qualche ora della giornata o della settimana ad altre donne (e uomini) meno fortunati. Tutti questi temi, e molti altri, vengono trattati in una serie di interviste che non vogliono avere l’impronta dell’indagine statistica né la valenza dell’inchiesta, ma solo quella della testimonianza, perché è vero: noi siamo così.

Siamo così. Un giorno nella vita dell'Italia attraverso le storie di ventiquattro donne di Alice Werblowsky, Carla Chelo
Prefazione di Gabriella Parca
214 pag., Euro 8,00 – Edizioni TEA (Esperienze n. 54)
ISBN: 88-502-0744-1

Le prime righe

Introduzione

Sono molti in Italia a pensare che, per una ragazza, essere fotografata all'uscita di una discoteca abbracciata a un calciatore, sia più importante, per la carriera, di una laurea a pieni voti. Da quando i concorsi per veline si sono moltiplicati, e le selezioni di belle ragazze pronte a tutto per farsi riprendere durante uno stacchetto sono diventate trasmissioni di successo, sembra che la maggior parte delle italiane non pensi ad altro.
Ma forse quest'Italia c'è sempre stata, anche prima della diffusione della TV. Bellissima, il film di Luchino Visconti con Anna Magnani, che interpreta una madre pronta a subire e far subire alla figlia qualunque umiliazione pur di far conquistare alla sua piccola un quarto d'ora di celebrità, descriveva personaggi che oggi sono comunissimi. Era il dopoguerra. Solo che allora mamme così facevano pena, ora fanno invidia.
Non a tutti per fortuna. Il vuoto che avanza in TV, ha molti fan, ma ha poco a che vedere col mondo reale. Se il piccolo schermo si guarda bene dal raccontare cosa succede attorno a noi, non vuoi dire che non ci sia chi, ogni mattina, si alza in cerca di un'idea nuova per risolvere i suoi problemi, per rendere la sua vita più interessante, per raggiungere sogni meno omologati.

© 2005 TEA Edizioni


Le autrici

Alice Werblowsky è nata a Madrid ed è cresciuta in Spagna, Francia e Italia. A diciotto anni si è trasferita a San Francisco a studiare televisione e comunicazione di massa. Tornata in Europa ha lavorato con The Associated Press e con la trasmissione TV della CBS «60 minutes». Quattordici anni fa ha iniziato a lavorare a Mediaset, dove ha realizzato speciali e lavorato per i tre telegiornali. Oggi è a Canale Cinque. È sposata e ha due figlie.
Carla Chelo è nata a Roma, ha trascorso l'infanzia a Madrid e oggi vive a Milano. È appassionata di bambini, Sud e gialli. Per vent'anni ha scritto prevalentemente di cronaca nera, mafia e giustizia, prima per l'Unità e poi al Diario. Da quattro anni lavora a «Studio Aperto», il telegiornale di Italia Uno. È sposata e ha due figli.
Alice Werblowsky e Carla Chelo si sono conosciute a Milano quattro anni fa.


Di Giulia Mozzato


4 marzo 2005