TESTIMONIANZE

Monica Maggioni
Dentro la guerra

“Mi si annoda lo stomaco. Comincio a cogliere brandelli, schegge di cose. Mi rendo conto che qui si vive al ritmo dei bisogni primari: la fila per il cibo, la fila per il bagno, lo spazio per la brandina, la distanza da casa da colmare in qualche modo.”

Il viso di Monica Maggioni è certamente familiare a tutti. I suoi reportage dall’Iraq, che hanno fatto seguito a molti altri da tutto il mondo e a varie conduzioni in video, hanno formato in qualche modo la nostra visione del conflitto mediorientale, visione in larga parte al femminile, come più volte è stato sottolineato, con i servizi, gli articoli (e i libri) delle colleghe Lilli Gruber (I miei giorni a Baghdad), Giovanna Botteri, Gabriella Maggioni, della più sfortunata Giuliana Sgrena (Il fronte Iraq. Diario di una guerra permanente) alla quale mandiamo un sentito abbraccio. Sono solo alcuni dei nomi che hanno composto un puzzle complesso su una guerra ancor più articolata. A Monica Maggioni è stato affidato il compito di seguire le truppe americane lungo la strada di conquista verso il nord e la capitale. È lei che ci ha raccontato le vicende quotidiane di guerra, gli spostamenti, gli armamenti utilizzati, ma anche la vita abituale di questi giovani soldati, con i quali ha condiviso l’abbigliamento, la precarietà degli accampamenti, la difficoltà di movimento, il caldo opprimente, il vento del deserto, le piccole gioie e le tragedie.
Malgrado sia in realtà un lungo reportage, questo libro si sviluppa come un romanzo d’avventura, in cui la figura della protagonista, lei, la voce narrante, è tutt’altro che tutelata e la sopravvivenza (se non fosse assicurata del futuro degli eventi) non sarebbe per nulla certa, anche nelle retrovie di guerra. Capiremo meglio lo spirito di molti ragazzi in prima fila in una battaglia così lontana da casa, costretti a ricoprire il ruolo di protagonisti in una riproduzione troppo reale di Apocalypse Now o Mash.
Non aspettatevi il lieto fine, perché Monica Maggioni è tornata in Italia quando gli Stati Uniti hanno dichiarato la fine del conflitto, ma è poi rientrata in Iraq e nell’ultimo capitolo dal titolo Due anni dopo, ci racconta come (e quanto) quel paese sia ancora “dentro la guerra”.

Dentro la guerra di Monica Maggioni
Pag. 383, Euro 18.00 – Edizioni Longanesi (Il cammeo n. 439)
ISBN 88-304-2244-4

Le prime righe

PRIMA

Roma, agosto 2002

«Pronto, scusami... stavo leggendo alcuni giornali americani. Lo so che in pieno agosto ti sembrerà una telefonata un po' folle, ma pare che con l'Iraq le cose stiano andando sempre peggio. Gli Stati Uniti sono decisi ad andare fino in fondo con Saddam. Senti, Alberto, se c'è la guerra stavolta io parto, vero? »
«Ascoltami... intanto dovresti startene in riva al mare e non pensare al lavoro e ai guai del mondo. Comunque si, sei nel gruppo degli inviati che copriranno la guerra. Ma adesso stai in vacanza e non rompere. »
II mio caporedattore non si rassegna al mio carattere e al fatto che io, anche una mattina sotto il solleone in riva al mare, penso a partire per la guerra. Succede. Ma quello che volevo sapere, adesso lo so. Bene. Stavolta non c'è più nessuno tra me e questa faccenda che aspetto da sempre. E non mi importa nemmeno dove andrò a finire... certo sarebbe bello a Baghdad, ma so che ci sono già altri piani. Non fa niente. Dovunque sia, stavolta sarò lì in mezzo alle cose che accadono.

New York, novembre 2002

La crisi irachena è tutte le mattine in prima pagina sui giornali americani. Sembra un conto alla rovescia, chi dice a dicembre, chi parla di gennaio. Pare evidente, questa guerra ci sarà. A dispetto di tutto e di tutti.
© 2005 Longanesi Edizioni


L’autrice

Monica Maggioni è nata a Milano nel 1964. Dopo la laurea in lingue e letterature straniere moderne ha superato il concorso per partecipare al master in giornalismo radiotelevisivo organizzato dalla RAI in collaborazione con l'Università di Perugia. Nel 1994 viene assunta da Euronews, canale televisivo via satellite di Lione. Entra in RAI e nel 1996 collabora a TV7, che condurrà nel 2001. Nel 1998 e nel 2000 conduce la serie estiva del programma Unomattina di RaiUno, mentre nel 1999 conduce il TG1 del mattino e realizza una serie di reportage dall'estero. Dopo l'11 settembre 2001 si reca in Medio Oriente e poi negli Stati Uniti. Nel corso del 2002 realizza reportage in Birmania, Iran, Israele e nei Territori palestinesi. L'anno successivo viaggia al seguito delle truppe americane nella seconda guerra del Golfo e rimane poi in Iraq per seguire gli sviluppi della crisi. Dal 2001 insegna Teoria e Tecnica del linguaggio televisivo presso l'Università Cattolica di Milano. Nel 2004 le è stato assegnato, tra gli altri, il prestigioso «premio Luigi Barzini all'inviato speciale».


Di Giulia Mozzato


4 marzo 2005