GIALLI

Nicci French
La terza porta

“Rilessi il rapporto sulla scena del delitto. Guardai le fotografie. Chiusi gli occhi e cercai di immaginare come doveva essere stato laggiù, vicino al canale. C’era qualcosa che mi irritava, che mi faceva quasi impazzire, come quando si cerca di afferrare una cosa al di fuori della propria portata.”

Una giovane psichiatra che offre consulenze alla polizia di Londra è la protagonista indiscusso del romanzo: non è un’eroina, non è straordinariamente bella, ma ha una sensibilità e un intuito che la rendono preziosa nelle indagini su alcuni omicidi complessi anche quando le sue deduzioni appaiono a prima vista ben poco convincenti.
Un incidente ad apertura della storia finisce con il condizionare molto gli atteggiamenti di Kit, questo è il nome della psichiatra, e a renderla in qualche modo più umana e fragile, tanto che il lettore non può non ammirare la determinazione e la forza d’animo che la giovane donna dimostra nonostante la paura sottile che spesso la attanaglia. Un uomo, Michael Doll, sporco e maleodorante, si trova all’interno degli uffici della polizia, ha piccoli precedenti, ma non si sa se il suo livello di pericolosità possa essere alto. Per questo viene chiesto l’intervento di Kit che dovrebbe, per competenza professionale, riuscire a definire il rischio che la polizia potrebbe correre nel lasciare libero quell’uomo sgradevole. I due si trovano l’uno di fronte all’altra, quando all’improvviso scatta una molla di violenza che spinge Doll a colpire e a sfregiare la dottoressa.
Kit è guarita, la cicatrice è rimasta: non solo sul suo volto ma anche dentro di lei e la cosa la rende insicura e la turba, soprattutto perché non vuole minimamente esserne condizionata sul lavoro.
Le si presenta il caso di una ragazzina uccisa brutalmente lungo un canale dove abitualmente va a pescare proprio Michael Doll, il suo aggressore. Tutto farebbe pensare alla colpevolezza di quell’uomo così sgradevole e violento, ma Kit, si fa forza, va a parlargli, indica alla polizia l’inconsistenza delle accuse e soprattutto sente che c’è dell’altro da scoprire. Un altro omicidio è stato commesso in quello stesso periodo: è stata uccisa una giovane madre, una donna elegante e raffinata, dai giornali trasformata in un nuovo mito popolare perché la sua morte invendicata è avvenuta davanti agli occhi della sua bambina di tre anni, unica, inconsapevole testimone.
Se i due casi sembrano lontani Kit riesce a vederne invece delle analogie e così, mentre tutti credono che sia ancora sotto choc, sarà l’unica davvero lucida e capace di trovare il bandolo della matassa.

La terza porta di Nicci French
Titolo originale: The Red Room
Traduzione di Maria Sepa
391 pag., Euro 17,50 – Edizioni Rizzoli (Scala stranieri)
ISBN: 88-17-00571-1

Le prime righe

PROLOGO

State attenti alle belle giornate. Succedono brutte cose nelle belle giornate. Forse perché quando si è contenti si diventa distratti. E non fate progetti. Vi concentrate su un progetto e perdete di vista il resto, ed è allora che cominciano i guai.
Una volta aiutai il mio professore a fare delle ricerche sugli incidenti. Andammo a parlare con persone che erano state investite, estratte da automobili, che erano rimaste vittime di incendi, o erano cadute dalle scale. Annotammo casi di corde rotte, cavi spezzati, pavimenti sprofondati, pareti crollate, soffitti caduti. Non c'è oggetto al mondo che non possa essere causa di disgrazia. Se non ti cade in testa, ti può far scivolare, o tagliarti, o ferirti quando cerchi di afferrarlo, o soffocarti. E quando gli oggetti finiscono nelle mani degli esseri umani, be', questa è tutta un'altra storia.
Nel corso della ricerca incontrammo degli ostacoli. Alcune delle vittime degli incidenti erano impossibilitate a rispondere alle nostre domande in quanto morte. Cosa ci avrebbero raccontato? Nell'istante in cui il sostegno cede e l'addetto dell'impresa di pulizia cade dal ventesimo piano con la spugna ancora in mano, pensa forse qualcosa di diverso da «Oh, merda»? E gli altri? Al momento della disgrazia certe persone probabilmente erano stanche, altre felici, o depresse, o ubriache, o sotto l'influsso di droghe, o incompetenti, o distratte, o vittime di ciò che potremmo definire solamente (e con riluttanza) sfortuna. Ma tutte, di certo, avevano una cosa in comune: in quel momento la loro mente era altrove.

© 2005 RCS Libri


L’autrice

Nicci French è una delle autrici thriller più apprezzate dal pubblico internazionale. Ha pubblicato Sotto la pelle, Dolce e crudele, L’ospite e Una stanza nel buio. Proponiamo nel Café di libriAlice la doppia intervista alla scrittrice e a Michael Marshall.


Di Grazia Casagrande


4 marzo 2005